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IICUAE
EMIRATI ARABI

studio legale coviello
Professionisti Certificati dalla Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi 
Lo Studio Legale Coviello è stato nominato come “Italian Representative IICUAE”. I nostri professionisti diventano PUNTI DI RIFERIMENTO IN ITALIA Italian Industry & Commerce Office in the UAE (IICUAE) - Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti - struttura camerale riconosciuta dallo Stato Italiano nel 2009 - con ufficio negli EAU dal 1999. L’Italian Representative IICUAE” Professionista Certificato dalla Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti (IICUAE) persegue lo scopo di offrire consulenza affiancando le Imprese italiane interessate al mercato degli Emirati Arabi Uniti. I Professionisti Certificati, saranno in grado di offrire consulenza Legale inerente il territorio degli E.A.U. Le aziende saranno ricevute presso i prestigiosi uffici camerali siti di fronte al Burj Khalifa Uffici - Sheikh Zayed Road - 48 Burj Gate, 10Th Floor, Room#1001 (Dubai)

ITALIAN REPRESENTATIVE IICUAE

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VISITA IL PORTALE UFFICIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA NEGLI EMIRATI ARABI UNITI

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NEGLI EMIRATI ARABI

EMIRATI ARABI - EAU
I NOSTRI SERVIZI
 
- ANALISI DEI MERCATI
Il servizio viene offerto alle imprese non ancora dotate internamente di un proprio Ufficio Estero ovvero imprese, che necessitino di una flessibilità organizzativa tramite l’utilizzo di competenze esterne nelle fasi di avvio di contatti internazionali.

- RAPPRESENTANZA ALL'ESTERO

per orientare, assistere ed accompagnare le imprese nelle relazioni con il mercato internazionale.

- CONTRATTUALISTICA FORNITORI

Da un primo contatto o incontro l’impresa può ottenere un confronto sulle dinamiche del mercato internazionale, acquisire informazioni e indicazioni generali sulla gestione di operazioni con l’estero, nonché avere una panoramica completa sui servizi consulenziali ed assistenziali personalizzati, che lo studio può fornire in risposta allo specifico fabbisogno riscontrato.

- GESTIONE DEI RAPPORTI ISTITUZIONALI

Attivando questo servizio, l’impresa può ottenere assistenza relativamente a: gestione dei contatti e della corrispondenza con potenziali partners esteri (promozione dei prodotti, redazione delle offerte, ecc…); gestione delle pratiche relative all’esportazione dei prodotti o, più in generale, agli scambi commerciali con i mercati esteri; definizione ed organizzazione di eventuali azioni promozionali; definizione e formalizzazione contrattuale dei rapporti di collaborazione con partners esteri selezionati.
  • consulenza aziendale e studio fattibilità
  • presentazione presso enti istituzionali
  • presentazione presso CAMERA DI COMMERCIO IICUAE
  • incontri preliminari con le parti
  • contrattazione
  • stesura contratti acquisto/vendita con assistenza legale durante l'iter commerciale
  • screening avanzamento ordinativi
  • controllo qualità in loco su richiesta
  • assistenza spedizioni e sdoganamento
  • accompagnamento visita partners commerciali
  • esposizione prodotti nei propri showroom
  • organizzazione ed accompagnamento viaggi e fiere
  • Ricerche di mercato.
  • interpretariato e traduzioni 
  • Logistica integrata
  • Rappresentanza prodotti/aziende 
QUADRO POLITICO DEGLI EMIRATI ARABI
Gli Emirati Arabi Uniti (abbreviato EAU, o in inglese UAE) sono stati formati da un gruppo di sceicchi della Penisola araba, lungo il litorale del sud del Golfo Persico e il litorale nordoccidentale del golfo dell'Oman. L’articolo 45 della Costituzione degli Emirati Arabi Uniti delinea le cinque autorità centrali che detengono il potere della MONARCHIA FEDERALE. Abu Dhabi - Dubai - Sharja - ʿAjmān -  Fujayra  - Raʾs al-Khayma  - Umm al-Qaywayn. I sette emirati erano anche noti come gli Stati della Tregua (Trucial States), con riferimento a una tregua imposta nel XIX secolo dai britannici ad alcuni Shaykh arabi che non contrastavano, e anzi alimentavano, attività piratesche miranti a colpire il naviglio transitante nel tratto di mare di loro competenza.
Nel 1853 gli Shaykh firmarono un trattato con il Regno Unito, che si fece carico della protezione militare e di regolare le dispute fra gli Shaykh stessi; gli "Stati della Tregua" (Trucial States) diventarono così un protettorato del Regno Unito.Nel 1968, il Regno Unito annunciò la decisione, riaffermata nel marzo 1971, di concludere i rapporti del trattato con i sette Stati che si trovavano, insieme con Bahrein e Qatar, sotto protezione britannica. Il Bahrein diventò indipendente nell'agosto dello stesso anno, il Qatar in settembre e i sette emirati il 1º dicembre 1971, data ufficiale di scadenza del trattato. I nove Paesi tentarono di formare un'unione di emirati arabi senza riuscirci.Nel 1971 sei di loro istituirono un'unione politica denominata Emirati Arabi Uniti; il settimo, Raʾs al-Khayma, vi si associò all'inizio del 1972. Ogni 5 anni, il Consiglio federale supremo nomina il Presidente e il Vicepresidente.CONSIGLIO FEDERALE SUPREMO: La più alta autorità istituzionale con potere legislativo ed esecutivo è composta dai sovrani dei SETTE EMIRATIPRESIDENTE E VICEPRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE: Sono entrambi eletti ogni 5 anni con possibilità di rielezione, infatti la posizione del primo Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Zayed Al Nahyan, è stata riconfermata ben 4 volte, e alla sua morte nel 2004, gli è succeduto il figlio e odierno Presidente degli EAU, Sheikh Khalifa Bin Zayed. L’odierno vicepresidente e primo ministro della Federazione è invece Sheikh Mohamed Bin Rashid Al Maktoum.CONSIGLIO DEI MINISTRI: È l’autorità esecutiva dell’Unione e, sotto il controllo del Presidente e del Consiglio supremo, gestisce tutti gli affari esteri e interni della Federazione.CONSIGLIO NAZIONALE FEDERALE: Organo legislativo e rappresentante della popolazione della Federazione. È costituito da 40 membri, di cui 20 scelti dal sovrano e 20 eletti.MAGISTRATURA FEDERALE: Detiene il potere giudiziario ed è un organo costituzionale indipendente. Comprende la Corte suprema federale e i tribunali di primo grado. La situazione politica interna è stabile: la famiglia regnante è al potere dalla nascita dello Stato e gode dell’approvazione della popolazione, grazie a politiche economiche e sociali attente al benessere dei cittadini
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SCENA INTERNAZIONALE

Il paese è uno degli attori geopoliticamente più importanti del Medioriente e persegue una politica estera che mira a preservare la sicurezza interna dalle minacce estremiste. Ha stabili e pacifiche relazioni con tutti i Paesi dell’area GCC. Non è stato interessato da rivolte legate alle “Primavere Arabe”. È intervenuto in Yemen con l’Arabia Saudita. Uno storico accordo di pace tra Israele e Emirati Arabi Uniti è stato stipulato nel 2020. Le relazioni con l’Iran, già instabili, hanno subito un ulteriore peggioramento dopo la distensione dei rapporti tra UAE e Israele. Dopo tre anni di isolamento del Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, stanno attuando una politica di distensione e hanno aperto collegamenti via mare, terra e aria con Doha (a partire da Gennaio 2021).


GLI EMIRATI PIÙ IMPORTANTI

ABU DHABI
Capitale degli EAU È l’Emirato più prosperoso e il principale produttore di petrolio.
Il 90% delle risorse petrolifere degli EAU sono detenute da Abu Dhabi. Il peso del settore idrocarburi sul PIL è pari al 55%.


DUBAI
Hub commerciale e centro finanziario degli EAU e della Regione MENASA (Middle East, North Africa, South Asia).
Settore dei servizi avanzato. Alta capacità di export. Abbondante presenza di Free Trade Zones (FTZ) e infrastrutture di ottima qualità. Infrastrutture al 3° posto tra le migliori al mondo. Jebel Ali 9° maggiore porto al mondo. Dubai International Airport 1° posto su scala globale per traffico passeggeri.


SHARJAH
Principale materia prima: gas naturale (destinato agli altri Emirati).
Centro del settore manifatturiero degli EAU, vede la presenza sia di operatori di grandi dimensioni che di PMI (vi opera il 40% del manifatturiero degli EAU). A livello commerciale, i settori merceologici particolarmente forti sono: mobile, ricambistica auto e marmo. Le sue 2 Free Zones sono meno costose rispetto a quelle di Dubai e Abu Dhabi. Importante nel campo culturale, sia nell’ambito tradizionale islamico che in quello contemporaneo internazionale.
Fattori da segnalare:
• Forte sviluppo dell’Edilizia.
• Policy governativa orientata allo sviluppo del settore del turismo e in particolare, del turismo culturale.
• Sviluppo infrastrutturale in corso (opere di ristrutturazione e ampliamento delle maggiori arterie di collegamento a Dubai).


TRADIZIONI E USANZE

Gli Emirati Arabi Uniti sono una meta molto ambita dai turisti, che li scelgono come destinazione per le attività ricreative proposte, per il fascino dell’architettura, ma anche per il desiderio di immergersi in una realtà dall’affascinante cultura. Il Paese è infatti terra di contrasti e contraddizioni, ultramoderno ma anche legato alle più antiche tradizioni. Negli Emirati convivono i grattacieli più alti e gli alberghi più lussuosi al mondo, ma anche le distese del deserto dove sorgono numerosi accampamenti di beduini, centri commerciali e antichi villaggi di pescatori. I cittadini locali indossano gli abiti tradizionali. Le donne portano l’hijab e un abito dal colore nero, spesso decorato in argento o oro, che copre l’intera figura. Gli uomini indossano lunghi abiti bianchi, che prendono il nome di kandura, la cui tonalità cambia in base all’alternarsi delle stagioni: più chiaro in estate, leggermente più scuro in inverno. Anche gli uomini hanno il capo coperto. È caldamente suggerito ai turisti di non indossare abiti troppo succinti, trasparenti o aderenti soprattutto nel periodo del ramadam o in prossimità dei luoghi religiosi. È tuttavia permesso indossare abiti a maniche corte, sandali e gonne che non siano eccessivamente corte.
Analogamente, nei luoghi pubblici non sono ammesse dimostrazioni d’affetto ed effusioni tra uomo e donna, neanche tra moglie e marito. Non è permesso neppure tenersi per mano durante il ramadam. Gli atti omosessuali, il tradimento del proprio partner e l’adulterio sono considerati reati. Lo stesso vale per gesti osceni e linguaggio inadeguato in luogo pubblico.

Bisogna prestare attenzione anche quando si vogliono scattare fotografie: ci sono luoghi in cui l’uso della macchina fotografica è vietato, così come è sempre consigliato chiedere il permesso prima di scattare una foto a una persona del posto.
La tradizione è rispettata anche in ambito familiare dove il nucleo familiare costituisce ancora il fulcro della cultura araba e i matrimoni sono tuttora determinati dai capostipiti. Rispetto a quanto avveniva in passato però, la donna non è più ai margini della società. Le donne cominciano a occupare importanti ruoli manageriali e di rilievo.
A seguito della direttiva del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Khalifa bin Zayed Al Nahyan, dal 2019, metà dei seggi nel Consiglio Federale Nazionale è riservato alle donne. Dopo l’ingresso nell’esecutivo di due giovani ministre, con deleghe alla Gioventù e alla Felicità, si è anche concretizzato il raggiungimento dell’obiettivo della parità di genere nell’istituzione che guida i sette Emirati. Anche il numero di donne imprenditrici sta crescendo rapidamente e questo fattore sta contribuendo allo sviluppo economico del paese. Molte di loro lavorano con aziende familiari e alcune vantano una grande ricchezza personale.
L’Islam è la religione maggiormente professata, nonostante tutte le altre fedi siano tollerate e rispettate. Recentemente è stata presa la decisione di costruire ad Abu Dhabi un sito in cui sorgeranno, l’una accanto all’altra, una chiesa, una moschea e una sinagoga, a simbolizzare la pacifica convivenza delle tre fedi e i loro sforzi diversi ma simili verso il loro unico Dio. Nonostante la tolleranza nei confronti delle altre fedi, professate principalmente dagli stranieri, rimane comunque vietato pubblicizzarle tramite qualsiasi media. Si tratterebbe infatti di un’azione di proselitismo perseguita dalla legge.



QUADRO DELL'ECONOMIA

Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono uno Stato Federale composto da sette Emirati (Dubai, Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Fujairah, Ras Al-Khaimah e Umm al-Qaywayn). Grazie alla loro posizione geografica, che li rende centrali per i flussi commerciali tra Asia, Europa e Africa, e grazie alle abbondanti riserve di combustibili fossili, che da sole rappresentano il 35% del prodotto interno lordo (PIL), gli EAU possono vantare uno dei PIL pro-capite più alti al mondo. L’economia è aperta e dinamica, soprattutto per merito di politiche di diversificazione che hanno ridotto l’incidenza delle rendite petrolifere sulla quota del PIL dal 60% del 1980 all’attuale 30%, e tale incidenza è destinata ad assottigliarsi ulteriormente nei prossimi anni. La crescita economica è stata particolarmente intensa nel periodo compreso fra il 2005 e il 2008 per poi rallentare a partire dalla fine del 2008, in coincidenza con la fase di recessione che ha investito i mercati internazionali. Il Paese ha registrato un sensibile rallentamento nel corso del 2017, dovuto soprattutto agli effetti del taglio della produzione petrolifera nazionale concordati con l’Opec. A causa della pandemia di Covid-19, anche il 2019 e il 2020 sono stati due anni negativi per l’economia del Paese. Il PIL ha subito una contrazione complessiva dello 0,3% nel primo trimestre del 2020, mentre a febbraio 2020, il Purchasing Managers Index (PMI) è sceso a 49,1 punti per la prima volta dalla crisi del 2009 (un valore inferiore ai 50 punti indica una crescita negativa). La maggior parte dei settori non energetici ha subito un’importante contrazione e il ritmo della crescita economica nel primo trimestre del 2020 è rallentato notevolmente dopo la buona performance della seconda metà del 2020. Anche il tasso di occupazione è sceso, a discapito dei lavoratori stranieri, molti dei quali, non potendo accedere ai sostegni stanziati dal governo, sono stati obbligati a lasciare il Paese.

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INFRASTRUTTURE E TRASPORTI 

Gli Emirati Arabi Uniti hanno effettuato nel corso degli anni forti investimenti nel settore delle infrastrutture e dei trasporti e si prevede che tale trend espansionistico venga mantenuto anche nella prossima decade. Gli EAU vantano la seconda rete di trasporto più grande del Medio Oriente. Sono dotati di un efficiente sistema infrastrutturale, caratterizzato da una rete viaria sviluppata e da piattaforme logistiche aeroportuali e portuali all’avanguardia. I progetti infrastrutturali attualmente in realizzazione sono 301, dal valore complessivo di 93,6 miliardi di dollari. In particolare, secondo la Federal Land and Marine Transport Authority degli EAU, sono previsti almeno 22,3 miliardi di € di investimenti per le infrastrutture ferroviarie. Circa 10 miliardi di € saranno allocati per l’espansione del network ferroviario nazionale, supportati da Etihad Rail. Il Dipartimento dei Trasporti di Abu Dhabi ha, inoltre, approvato un budget di oltre 7 miliardi di € per lo sviluppo della rete metropolitana che verrà inaugurata nel 2030 e coprirà 131 km. La Dubai Road and Transport Authority ha implementato vari nuovi mega progetti nel settore, tra cui meritano di essere citati: l’ampliamento della Linea Rossa della Metropolitana, lo sviluppo delle strade e delle connessioni attorno al sito di Expo 2020 e l’approvvigionamento di ulteriori treni, al fine di incrementare i servizi dedicati ai visitatori. Inoltre, il Porto di Jebel Ali a Dubai è il più grande porto marittimo del Medio Oriente e mantiene il settimo posto mondiale come porto commerciale, mentre il Jebel Ali International Airport resta uno degli aeroporti di cargo più grandi del mondo. Nel Paese sono presenti in totale 10 aeroporti, i cui principali sono il Dubai International Airport (DXB), oggi terzo al mondo per traffico internazionale di passeggeri, e l’Al Maktoum International Airport, anche noto come Dubai World Central (DWC). Il Governo emiratino continua a investire ingenti somme nel settore dell’aviazione. Dubai International Airport (DXB) ha conservato, per il sesto anno di fila, la sua posizione come primo hub mondiale per passeggeri internazionali. Il traffico annuale ha raggiunto la somma di 86,4 milioni nel 2019, 6 milioni di passeggeri in più rispetto all’aeroporto di Heathrow di Londra. Al Maktoum International Airport al Dubai World Central (DWC) ha registrato un aumento dell’81,5% dei passeggeri nel 2019 con un traffico annuale che ha superato la cifra di 1,6 milioni. L’Al Maktoum International Airport è parte del progetto Dubai World Central (DWC). DWC è il più largo progetto di sviluppo urbano che si sia mai visto a Dubai. Il costo complessivo del progetto è di 33 miliardi di USD e il completamento è previsto per non prima di una decina d’anni. Il mega progetto include l’Al Maktoum International Airport, la Dubai Logistics City (DLC), la DWC Commercial City, la DWC Residential City, la DWC Aviation City, e la DWC Golf City. Una volta completato, DWC sarà l’aeroporto più grande del mondo con una capacità annuale di più di 160 milioni di passeggeri e 12 millioni di tonnellate di merci. Tuttavia, il progetto è stato ripetutamente rimandato a causa di difficoltà finanziarie della città, di una crescita minore del traffico dei passeggeri rispetto a quanto previsto e del crollo della domanda di traffico aereo in seguito alla pandemia di Covid. Ad Abu Dhabi, gli aeroporti mirano a incrementare il traffico di passeggeri e visitatori per raggiungere la somma di 1,4 milioni di passeggeri entro il 2021 che andrebbero ad aggiungersi agli attuali 7,7 milioni di passeggeri. Il settore dell’aviazione è un pilastro importante per la diversificazione economica prevista dall’Abu Dhabi Plan 2030. Il Midfield Terminal Project, ampio 742.000 mq e completato da poco, è ora pronto per entrare in funzione. Grazie a questo nuovo progetto, la capacità di passeggeri potrà essere implementata fino a 45 milioni l’anno. Gli Emirati Arabi Uniti hanno due compagnie aeree di bandiera: Etihad Airways, con sede ad Abu Dhabi dal 2013, che dal 2014 è partner della compagnia italiana Alitalia, ed Emirates Airlines, con sede a Dubai, che è l’ottava compagnia aerea più grande del mondo, con oltre 157 destinazioni internazionali. Per quanto concerne i collegamenti aerei verso l’Italia, sono previsti un totale di 8 voli giornalieri (1 verso Venezia, 3 verso Milano, 3 verso Roma e 1 verso Bologna); la partnership con la compagnia aerea Alitalia consente invece ai passeggeri di Etihad di raggiungere la maggior parte degli aeroporti italiani partendo da Abu Dhab.
Importanti sono anche i numerosi porti (15 commerciali) tra i quali Jebel Ali (Dubai, nono porto commerciale al mondo), Khor Fakkan, Mubarraz Island, Minàs Rashid (Dubai), Minà Saqr (Ràs Al Khaymah), Port Rashid, Port Khalid, Port Saeed e il Khalifa Port.
L’outlook per il settore delle infrastrutture si mantiene positivo negli EAU, guidato dagli ingenti piani di investimento del Governo (Vision 2040 e Abu Dhabi’s Surface Transport Master Plan). Se nel caso di Abu Dhabi i piani di investimento sono in linea con quanto previsto dal STMP, l’Emirato di Dubai è invece trainato dall’Expo 2020: ferrovie e strade rappresentano l’85% dei progetti in programma. L’Emirato ha già realizzato parte di diversi progetti, il cui compimento è fissato entro l’inizio di Expo 2020: la rete metropolitana ha già visto l’inaugurazione delle prime stazioni comprese nel progetto Route 2020. Il progetto, dal valore di 3 miliardi di dollari, prevede l’estensione della Linea Rossa per un totale di 15 km, con la costruzione di 7 nuove stazioni che connetteranno Jebal Ali e il sito Expo 2020, vicino all’aeroporto Al Maktoum International Airport. Solo la stazione di Jebal Ali avrà una capacità di 320.000 viaggiatori al giorno e un’ampiezza di 8.800 mq. Jumeirah Golf Estate, una delle 7 stazioni previste, sarà la più ampia di Dubai. Il progetto, nel suo complesso, avrà una capacità di 46.000 passeggeri all’ora in entrambe le direzioni. Mattar Mohammed Al Tayer, direttore generale e presidente del consiglio di amministrazione della Roads and Transport Authotity (RTA), ha dichiarato che, secondo studi RTA, il numero dei passeggeri che useranno Route 2020 raggiungerà i 125.000 al giorno nel 2021 e i 275.000 al giorno entro il 2030. Gli studi rivelano inoltre che la Stazione Expo 2020
registrerà circa 35.000 visitatori giornalieri durante i giorni feriali e 47.000 durante i fine settimana. Questo numero rappresenta il 29% del numero giornaliero totale di visitatori di Expo. L’estensione della linea è anche vista come un futuro collegamento vitale tra Dubai e l’Aeroporto Internazionale Al Maktoum, con un servizio di autobus che porterà i passeggeri all’aeroporto. Il contratto di Route 2020 copre la fornitura di 50 treni – 15 per servire Expo e 35 per migliorare il servizio della metropolitana di Dubai. Si prevede che il progetto faciliterà la gestione del traffico del 25% e ridurrà le emissioni di carbonio di 100.000 tonnellate entro il 2022 e di 170.000 tonnellate entro il 2030. Con l’apertura di Route 2020, la lunghezza totale delle linee rosse e verdi della metropolitana di Dubai raggiungerà i 90 km. Allo stesso tempo, la lunghezza totale delle reti ferroviarie di Dubai salirà a 101 km (90 per la metropolitana e 11 per il tram). È previsto anche l’ampliamento della rete viaria di Dubai per decongestionare il traffico e far fronte all’aumento della popolazione e anche all’aumento dei flussi turistici in vista di Expo 2020. È stato pianificato il raddoppio del principale asse viario del Paese (Sheikh Zayed Road) e l’ampliamento delle maggiori arterie dell’Emirato (es. Al Yalayis Road e University City Road). Nelle principali città sono presenti infrastrutture urbane efficienti e gli spostamenti sono facilitati da autobus e taxi a basso costo. I taxi restano la via più semplice e veloce per muoversi nelle città, soprattutto per raggiungere luoghi non collegati direttamente dalla rete metropolitana; sono attive compagnie sia private che pubbliche. Nonostante il progetto di sviluppo, i bus costituiscono solo il 6% delle modalità di trasporto utilizzate per viaggiare negli Emirati (in netto contrasto con il 65% di Singapore e l’87% di Hong Kong). L’Autorità per le strade e i trasporti di Dubai (RTA) e il servizio di guida degli Emirati Arabi Uniti Careem hanno lanciato un servizio di condivisione di biciclette unico nel suo genere nella regione, fornendo 800 biciclette a pedalata assistita in 80 stazioni a Dubai. Entro i primi cinque anni di attuazione, Careem punta a far funzionare 3.500 biciclette e installare 350 stazioni di scambio.Il servizio copre una serie di aree trafficate della città, tra cui Dubai Marina, Jumeirah Beach Road, Jumeirah Lake Towers, The Greens, Barsha Heights, Dubai Water Canal, Dubai Media City, Downtown Dubai e Al Qudra12 .

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EAU E PROGETTI DI SVILUPPO

Gli ultimi anni hanno visto il proliferare di progetti nuovi e innovativi. Tra questi, è importante citare la Dubai Arena (o Coca-Cola arena). Si tratta del nuovo stadio di Dubai in grado di ospitare 20.000 persone. Lo spazio è stato inaugurato nel giugno 2019. Nello stesso anno è stato completato anche il Dubai Science Park Headquarters che consiste invece in 2 torri, ognuna di 22 piani, e una componente “gioiello” a tre piani che fa da collegamento tre le torri. Il Museo del Futuro sorgerà invece accanto alle Emirates Tower del gruppo Jumeirah e ospiterà una grossa percentuale delle ultime innovazioni a livello mondiale. Con un costo di oltre 200 milioni di dollari, il progetto è quasi giunto al termine. Il 3 settembre è stata completata la facciata della struttura. La Al Habtoor City è un altro fra gli ultimi progetti sviluppati. La città da 3 miliardi di dollari, completata nel 2017, ospita 3 top-of-the-line hotel (St. Regis, Westin Dubai e W Dubai Sheikh Zayed Road) e 3 straordinarie e uniche torri private. Questo fantastico complesso ospita ristoranti, un giardino di ispirazione francese, un teatro acquatico in stile Las Vegas e il primo caffè Bentley. Deira Islands è un altro progetto in fase di realizzazione. Si tratta di una città costruita su quattro isole che comprenderà hotel, appartamenti, marine, un centro commerciale, un anfiteatro da 30.000 posti e un mercato notturno. Il progetto da 150 milioni di dollari è stato inaugurato nel 2018, ma ancora oggi alcune parti sono in fase di realizzazione. La conclusione del progetto è prevista per il 2024. La MBR City – Distict One è una zona residenziale che comprenderà le Crystal Lagoons e la spiaggia artificiale più grande del mondo. La realizzazione del progetto è vicina alla sua conclusione. La Dubai Municipality ha inoltre cominciato la costruzione della New Aladdin City in mezzo al Dubai Creek. Il progetto, ispirato alle fiabe di Aladdin e Sinbad, comprende 3 torri, a uso abitativo e commerciale, e si estenderà per oltre 450 metri. È stato dato il via anche alla costruzione di un nuovo canale: il Dubai Water Canal, con un progetto da 545 milioni di dollari. La zona limitrofa comprenderà un centro commerciale, 4 hotel e 450 nuovi ristoranti, oltre ad alloggi privati e percorsi ciclabili. Ancora in fase di progettazione è il Mall of the World. Sarà completato in 15 anni per un costo previsto di 80 miliardi di dhiram. La struttura coprirà un’area di 48 milioni di metri quadrati e ospiterà il parco a tema indoor più grande al mondo, 100 hotel, appartamenti e una passeggiata climatizzata. Dubai Creek Harbour sarà invece un distretto composto da 6 torri, 2 delle quali saranno le più alte al mondo. La città infine, ha in programma la costruzione dell’albergo più alto al mondo: la Ciel Tower che sarà completata nel 2023.


EAU E PROGETTI DI SVILUPPO
NEL SETTORE DELL’ENERGIA


La fonte di energia rinnovabile principale nelle monarchie del Golfo è l’energia solare. La scelta di puntare sull’energia solare è dovuta alla posizione geografica strategica in cui si trovano gli Emirati, che permette loro di beneficiare di gran quantità di radiazioni solari. Gli EAU ospitano il 79% della potenza dei parchi solari fotovoltaici installati nella regione del Golfo. La decisione dei Paesi produttori di petrolio di diversificare le proprie fonti di energia è conseguente al timore della fluttuazione del prezzo del greggio, alla crescita demografica e al conseguente aumento della richiesta di energia. Un ulteriore timore è che la domanda di combustibili possa calare nei prossimi decenni, indipendentemente dall’offerta. Come dimostrazione del grande impegno degli EAU nel voler aumentare la quota di energie rinnovabili nel Paese, la sede centrale di IRENA – l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili - è ospitata ad Abu Dhabi. Secondo le stime di IRENA al 2019, nei prossimi 10 anni l’energia solare diventerà la fonte rinnovabile utilizzata per l’89%. Questo genererebbe una capacità di 40 GW dagli impianti fotovoltaici in tutta l’area del GCC, creando 124 mila posti di lavoro, mentre solo per i nuovi impianti CSP sono previsti 60 mila nuovi posti di lavoro. Ad Abu Dhabi è anche stata costruita la prima città autosufficiente, ecologica, sostenibile e con l’obiettivo di divenire la prima città al mondo a zero emissioni. Progettata dallo studio di architettura inglese Foster&Partners, è l’area più futuristica del Paese, seppur non ancora completamente terminata. Entro il 2030, è prevista l’occupazione della città da parte di 50.000 residenti e 40.000 studenti e professionisti, in un’area complessiva di 6.400.000 mq. La città unisce attenzione ambientale (attraverso una gestione intelligente dei rifiuti), ricerca (è infatti sede di numerosi centri di ricerca), sviluppo e affari (offrendo anche i benefici della free zone che facilitano l’espansione delle attività commerciali). Dubai ha anche dato inizio ai lavori per la realizzazione del Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park, progetto del valore di 272 milioni di dollari che mira alla creazione di un impianto fotovoltaico da 100 MW grazie al quale Dubai raggiungerà quota 5% di energia rinnovabile-solare nel 2030. Il parco solare Mohamed Bin Rashid al Maktoum potrà diventare il più grande al mondo, e l’investimento complessivo secondo DEWA sarà di 13 miliardi di dollari. L’ultima fase del progetto è la più ambiziosa: secondo DEWA, al termine del progetto, la centrale solare avrà una superficie di 214 kmq.


COMMERCIO ESTERO 

Totale import: 288,3 miliardi di dollari Totale export: 389,3 miliardi di dollari
Principali prodotti importati (miliardi di dollari): oro (31,8), apparecchiature per broadcasting (15,7), gioielleria (15,2), petrolio raffinato (15), diamanti (9,56). Principali prodotti esportati (miliardi di dollari): petrolio greggio (57,2), petrolio raffinato (32,1), oro (21,4), gioielleria (13,7), apparecchiature per broadcasting (12). Principali partner commerciali Paesi Clienti: India, Giappone, Arabia Saudita, Svizzera, Cina. Paesi Fornitori: Cina, India, USA, Germania, Regno Unito.
Interscambio con l’Italia
Export italiano verso EAU: 3.866 milioni di euro (dati 2020) Import italiano da EAU: 4.549 milioni di euro (dati 2020)
Principali prodotti importati in Italia da EAU (valore in milioni di euro)
Prodotti della metallurgia (4.203,91), Prodotti delle miniere e delle cave (67,08), Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature (29,06), Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (21,57), Macchinari e apparecchiature (21,96).
Principali prodotti esportati da Italia a EAU (valore in milioni di euro)
Macchinari e apparecchiature (367,293), Gioielleria (517,1), Metallo e lavorati in metallo (234), Prodotti chimici (64,021), Tessile e abbigliamento (167,129), Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (158,064), Mobili (182,279), Prodotti di elettronica e ottica (11,169), Altri mezzi di trasporto navali e marittimi (89,826), Agroalimentare (260,080), Bevande, Alcolici, Aceti (27,793), Prodotti cosmetici, profumi e detergenti (107,497), Articoli in gomma e materie plastiche (101,773), Carta e prodotti in carta (40,83), Prodotti Farmaceutici di base e preparati farmaceutici (48,25), Minerali (61,441).



SETTORI MERCEOLOGICI SU CUI PUNTARE

Nel breve periodo
- Macchinari e apparecchiature (necessari per la crescita industriale programmata)
- Gioielleria
- Tessile-Abbigliamento
- Agro-alimentare (sviluppo del Turismo)
- Arredamento (continua crescita del settore costruzioni).
Nel breve-medio periodo
- Salute (apparecchiature mediche, attrezzature ospedaliere, farmaceutica, professionisti della sanità)
- Ambiente ed Energie alternative (impianti di riciclo rifiuti, trattamenti di trasformazione dei rifiuti in energia e/o materiali riciclabili)
- ICT e Applicazioni IA (Intelligenza Artificiale, servizi E-Government)



INVESTIMENTI ESTERI

Principali Paesi
Paesi di provenienza Svizzera, Regno Unito, India, USA, Francia, Austria, Giappone, Arabia Saudita, Kuwait e Paesi Bassi.
Paesi di destinazione Gli EAU non pubblicano i dati relativi ai Paesi di destinazione dei flussi di investimenti diretti esteri, anche perché sono in gran parte effettuati da grandi Fondi Sovrani che gestiscono le immense risorse finanziarie del Paese derivanti dalle entrate petrolifere e sono effettuati attraverso veicoli speciali e società fiduciarie che spesso hanno sedi internazionali diverse dagli Emirati.

Principali Settori
Verso il Paese (%) Commercio all’ingrosso e al dettaglio (26,2), Immobiliare (25,8), Intermediazione finanziaria (19,1), Industria (9,5), Minerario (4,6), Costruzioni (4,1), Attività professionali e tecniche (2,9), Utilities (2,6), Trasporti (2,1), Informatica e telecomunicazioni (1,4). Italiani verso il Paese (%) Commercio all’ingrosso e al dettaglio (30), Attività professionali, scientifiche e tecniche (17,6), Costruzioni (15), Industria siderurgica e metallurgica (8,8), Servizi alle imprese, Trasporti e Logistica, Telecomunicazioni e Servizi finanziari. Dal Paese (%) Intermediazione finanziaria e assicurazioni (29), Commercio all’ingrosso e al dettaglio (14), Trasporti e Logistica (5), Estrattivo (2,8), Acqua ed Elettricità (2,2), Agricoltura (0,2), Turismo (0,2). Verso l’Italia Si ricordano le più significative operazioni di acquisizione recentemente effettuate in Italia: la compagnia di bandiera di Abu Dhabi Etihad Airways ha acquisito il controllo del 49% di Alitalia (con un investimento di circa 560 milioni di Euro); il fondo di investimento di Abu Dhabi Mubadala ha acquisito il controllo di Piaggio Aero (circa 100 milioni di Euro); una società di investimento e sviluppo italiana, il cui principale
Fonte: UAE Bureau of Statistics; Ministero dell’Economia degli EAU – dati 2019
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ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi
Sdoganamento e documenti di importazione Ispezioni efficienti e pratiche doganali puntuali e celeri. La tassa di importazione è pari mediamente al 5% su tutte le merci, escluse quelle sottoposte a regime di restrizione, come il tabacco (100%) e vini e alcolici (50%). Il 1° dicembre 2019, gli Emirati Arabi Uniti hanno ampliato il campo di applicazione delle accise per includere bevande zuccherate, dispositivi e strumenti elettronici per il fumo e liquidi utilizzati in dispositivi e strumenti elettronici per il fumo.
Le aliquote fiscali applicabili sono le seguenti: 100% su tabacco e prodotti a base di tabacco, dispositivi e strumenti elettronici per il fumo, liquidi utilizzati in dispositivi e strumenti elettronici per il fumo e bevande energetiche e 50% su bevande gassate e bevande zuccherate18 .
Ai fini dello sdoganamento sono necessari i seguenti documenti: documento di trasporto (Cargo Bill), buono di consegna (Delivery Order), distinta dei colli (Packing List), certificato di origine dei prodotti (Certificate of Origin), lettera di autorizzazione (Authorization Letter), Customs Card.
Classificazione doganale delle merci Sistema Armonizzato (Harmonized Commodity Description and Coding System, anche conosciuto come Harmonized System - HS).
Restrizione alle importazioni Alcune voci sono regolate da regime monopolistico come gli alcolici (incluso il vino) e i tabacchi. La carne deve essere macellata secondo il metodo Halal. È permessa l’importazione di carne suina.
Importazioni temporanee Dall’Aprile 2011, gli EAU sono entrati a far parte del Sistema Carnet ATA (69° Stato ad aggiungersi), pertanto è in uso il Carnet ATA, documento doganale internazionale che consente l’importazione temporanea di merci esentasse fino a un anno. Il carnet ATA copre quasi tutto: campioni commerciali; attrezzature professionali; prodotti per fiere, spettacoli, mostre ed eventi.
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Attività di investimento e
insediamenti produttivi nel Paese


Normativa per gli investimenti stranieri19  Risale al 23 settembre 2018 la promulgazione della nuova legge federale sugli investimenti diretti esteri (Federal Law 19/2018), parte di un piano di riforme economiche per attrarre nuovi investitori esteri e rilanciare l’economia degli Emirati Arabi Uniti. Due i punti nevralgici del programma: la possibilità per le imprese straniere di detenere fino al 100% delle quote di società con sede negli Emirati al di fuori delle Zone Franche e permessi di soggiorno a lungo termine per gli stranieri20 . Legislazione societaria In passato, una filiale di una società straniera negli Emirati Arabi Uniti, zone franche escluse, necessitava di un agente locale. Non un partner, ma un agente di servizio locale nominato per consentire alle filiali di società straniere di svolgere la propria attività negli Emirati. I nuovi emendamenti hanno revocato l’articolo 329 della legge sulle società commerciali del 2015. Gli azionisti stranieri erano limitati al possesso di un massimo del 49 per cento in una società a responsabilità limitata (LLC), che operava come attività degli Emirati Arabi Uniti. Ciò richiedeva che un individuo emiratino o una società al 100% di proprietà emiratina detenesse il saldo del 51% come sponsor locale. La legge modificata consente alle persone fisiche e giuridiche di costituire e detenere il 100% delle loro società, indipendentemente dalla nazionalità. La legge, tuttavia, non si applicherà ad alcune società che sono escluse sulla base di decisioni del Gabinetto e a quelle che sono interamente di proprietà di governi federali o locali o delle loro filiali.

MARCHI BREVETTI
& PROPRIETA' INTELLETTUALE


La tutela brevettuale e della proprietà intellettuale negli EAU è regolata dalle seguenti leggi nazionali: Legge Federale (L.F.) N. 37 del 1992 sui Marchi Registrati, come emendata dalle LL.FF. 19/2000 e 8/2002, L.F. 40/1992 sulla Protezione delle Opere d’Ingegno e dei Diritti di Proprietà Intellettuale; L.F. 7/2002 riguardante i Diritti d’Autore e Diritti connessi; L.F. 44/1992 sulla Protezione della Proprietà Industriale, come emendata dalla L.F. 17/2002 e dalla L.F. 31 per l’anno 2006 riguardante le Normative Industriali e la Protezione dei Brevetti, dei Disegni Industriali e del Design (2002). Occorre rilevare che negli EAU possono dirsi esistenti almeno due sistemi di protezione brevettuale: uno nazionale e uno regionale. Quest’ultimo sistema presuppone la richiesta di tutela alla competente istituzione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Inoltre, gli EAU sono membri non solo dei trattati regionali del CCG preposti alla tutela della proprietà intellettuale e dei brevetti, Federal Law by Decree No. (19) of 2018 Regarding Foreign Direct Investment, https://www.economy.gov.ae/
Fonte: a-z Consultancy 22 Fonte: Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI); Al Tamimi & Co.
ma anche e soprattutto di rilevanti trattati internazionali e relativi organismi. In particolare, si segnalano i più importanti: la Convenzione istitutiva dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI, in inglese World Intellectual Property Organization – WIPO), il Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti (in inglese Patent Cooperation Treaty - PCT), la Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale, l’Accordo sugli aspetti commerciali dei Diritti di Proprietà Intellettuale (meglio noto come TRIPS, Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights), e il CCG. Dunque, per chi operasse sul suolo emiratino, è possibile servirsi della tutela fornita da tali trattati e convenzioni sul sistema dei brevetti e della proprietà intellettuale.



Sistema fiscale

Il Consiglio Federale mantiene il potere legislativo su difesa, affari esteri, educazione e salute, mentre ogni singolo Emirato mantiene il potere legislativo su altri settori pubblici, compreso quello fiscale. Anno fiscale: 1 gennaio - 31 dicembre.
Imposta sui redditi delle persone fisiche Assente, anche a titolo di ritenuta alla fonte. Le imprese che impiegano cittadini con passaporto emiratino sono obbligate a versare agli stessi una quota del salario corrisposto, in appositi fondi pensione. Questa quota ha diverse percentuali che sono basate sui salari ricevuti: per i datori di lavoro pubblici è del 15%, per i datori di lavoro privati è del 12,5%, per i dipendenti è del 5%.
Tassazione sulle attività di impresa Attualmente, gli Emirati Arabi Uniti non hanno un regime federale di imposta sul reddito delle società. Tuttavia, la maggior parte degli Emirati ha introdotto decreti sull’imposta sul reddito alla fine degli anni ‘60 e la tassazione viene regolata localmente da ogni singolo Emirato.
Ai sensi di tali decreti fiscali, l’imposta sul reddito può essere applicata a tutte le società (comprese filiali e stabilimenti permanenti) con aliquote fino al 55%. Tuttavia, in pratica, l’imposta è attualmente applicata solo nei confronti delle entità societarie impegnate nella produzione di petrolio e gas o nell’estrazione di altre risorse naturali negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, alcuni Emirati hanno i loro specifici decreti fiscali bancari, che impongono l’imposta alle filiali di banche straniere al tasso del 20%. Le zone di libero scambio hanno norme e regolamenti propri e, in genere, offrono esenzioni fiscali alle imprese (e ai loro dipendenti) che si stabiliscono nelle zone di libero scambio per un periodo compreso tra 15 e 50 anni (e le esenzioni sono spesso rinnovabili).
Sulla base di quanto sopra, la maggior parte delle entità registrate negli Emirati Arabi non è attualmente tenuta a presentare dichiarazioni dei redditi societari negli Emirati Arabi, indipendentemente da dove sia registrata l’attività24 .


Imposta sul Valore Aggiunto (VAT)

A partire dall’1 gennaio 2018, gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto (Value Added Tax o VAT) a un tasso generale del 5% sul valore della merce.
Alcuni beni e servizi sono soggetti a un’aliquota dello 0% o a un’esenzione dall’IVA (subordinatamente al rispetto di condizioni specifiche). L’aliquota IVA pari allo 0% si applica ai beni e servizi esportati al di fuori degli Stati membri del Gulf Cooperation Council (GCC) che attuano l’IVA, ai trasporti internazionali, alla fornitura di petrolio greggio / gas naturale, alla prima fornitura di immobili residenziali e ad alcuni settori specifici, come assistenza sanitaria e istruzione. Un’esenzione IVA si applica a determinati servizi finanziari, nonché alla successiva fornitura di immobili residenziali. Inoltre, anche le transazioni in terra nuda e il trasporto nazionale di passeggeri sono esenti da IVA. Alcune transazioni di merci tra società stabilite nelle zone designate (gratuite) degli Emirati Arabi Uniti (DZ) potrebbero non essere soggette all’IVA. La fornitura di servizi all’interno delle DZ è tuttavia soggetta all’IVA in conformità con l’applicazione generale della legislazione IVA degli Emirati Arabi Uniti. Per le imprese residenti negli Emirati Arabi Uniti, la soglia di registrazione IVA obbligatoria è 375.000 dirham degli Emirati Arabi Uniti (AED) e la soglia di registrazione volontaria è 187.500 AED. Nessuna soglia di registrazione si applica alle imprese non residenti che effettuano forniture per le quali è richiesto l’addebito dell’IVA negli Emirati Arabi Uniti. Il raggruppamento dell’IVA è consentito, purché siano soddisfatte determinate condizioni. Esistono specifici requisiti documentali e di tenuta dei registri, come l’obbligo di emettere fatture fiscali e di presentare dichiarazioni IVA (su base trimestrale o mensile a seconda dell’assegnazione da parte dell’Autorità federale delle contribuzioni). Il rimborso dell’’IVA in eccesso in entrata può, in linea di principio, essere richiesto all’Autorità federale, secondo una procedura specifica. In alternativa, i crediti IVA possono essere riportati e detratti dall’IVA in uscita futura. Le aziende che non rispettano i propri obblighi IVA possono essere soggette a multe e sanzioni. Sono previste sanzioni sia fisse che fiscali.


Sistema bancario

La Banca Centrale ha il compito di decidere le politiche monetarie, di credito e bancarie, e di supervisionarne l’effettiva attuazione. La legge bancaria emiratina riconosce e individua categorie di soggetti abilitati all’attività creditizia: banche commerciali, banche di investimento, istituti finanziari, intermediari finanziari e intermediari monetari. Le Banche nazionali operanti negli EAU sono 23, mentre le banche straniere sono 29. Nel corso del 2016 la presenza delle istituzioni finanziarie italiane si è rafforzata significativamente: Intesa SanPaolo, già presente con un ufficio di rappresentanza presso la zona franca di Dubai (DIFC), ha costituito ad Abu Dhabi una filiale wholesale onshore, abilitata a operare in dirham; sono stati inoltre aperti presso DIFC gli uffici di rappresentanza di UBI Banca e SACE. Anche UniCredit ha aperto una filiale presso la zona franca di Abu Dhabi. Lo scopo della presenza di queste banche nel mercato emiratino è quello di aumentare gli investimenti e gli scambi tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. Alla luce di quest’ultimo obiettivo, occorre porre l’attenzione sull’esistenza, dal 2013, di un Memorandum of Understanding (MoU) tra la EAU Banks Federation e l’Associazione Bancaria Italiana, nell’area della cooperazione e del business development. Esso prevede il continuo scambio di informazioni e best practice, l’implementazione di programmi di training reciproco e lo sviluppo delle banche che fanno parte delle due associazioni, nel tessuto economico dei due Paesi. In aggiunta, si segnala che, ad Aprile 2017, gli EAU hanno ufficialmente aderito allo standard internazionale OCSE per lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, uno degli strumenti chiave per la lotta all’evasione. Aprire e gestire un conto corrente negli Emirati è molto semplice, purché si possegga un visto di residenza. I finanziamenti a lungo termine (per casa, auto e a titolo personale) sono disponibili e non è particolarmente difficile accedervi, anche se vengono erogati su base selettiva. Le banche operano una distinzione tra clienti con nazionalità emiratina e residenti di altre nazionalità. Per questi ultimi, infatti, i criteri da rispettare per avere accesso ai prestiti sono un po’ più stringenti. Il rallentamento della crescita economica, causato dalla persistenza di basse quotazioni petrolifere e dalle politiche di consolidamento fiscale, ha ridotto le prospettive di espansione del settore bancario. Le condizioni di liquidità del sistema, che avevano subito un forte deterioramento a seguito della drastica riduzione dei depositi governativi nel corso del 2015 e della prima parte del 2016, sono tuttavia migliorate, con la raccolta bancaria che è tornata a crescere a ritmi sostenuti, a fine 2016 e inizio 2017. Il costo del denaro è previsto in aumento nel medio periodo, a causa dell’inasprimento della politica monetaria americana, stante la parità fissa tra la moneta locale (dirham) e il dollaro. La Banca Centrale degli EAU ha seguito finora la Federal Reserve nel rialzo dei tassi ufficiali, aumentando a Dicembre 2016 e a Marzo 2017 il tasso sui certificati di deposito, ogni volta di 25 punti. A Marzo c’è stato anche il rialzo del tasso repo a 1,25%. L’attuale difficile contesto economico potrebbe spingere le banche a consolidarsi: nel primo trimestre del 2017 si sono fuse due tra le principali banche locali, la National Bank of Abu Dhabi e la First Gulf Bank, costituendo la First Abu Dhabi Bank, prima banca negli EAU e seconda nell’area MENA. La Banca Centrale ha recentemente emanato una nuova regolamentazione sui coefficienti patrimoniali, con cui vengono recepiti i requisiti di Basilea III. Nel 2019, il requisito minimo di capitale è stato aumentato al 15,5%. I Non Performing Loans, più alti rispetto agli altri Paesi del GCC, sono rimasti stabili al 6,3% a fine 2016. Da qualche anno a questa parte, in linea con la strategia di diversificazione economica e aumento della competitività del Sistema Paese, le politiche di sviluppo del settore privato hanno portato le banche a facilitare i prestiti verso le PMI, i cui finanziamenti ad oggi costituiscono poco meno del 5% dei finanziamenti totali erogati.

Parchi industriali e zone franche

Sono attive 55 zone franche negli EAU, e altre 6 sono attualmente in fase di realizzazione. Queste offrono numerosi vantaggi agli investitori: proprietà straniera del 100%, nessuna imposta sulle società per 15 anni (con esenzione rinnovabile), libertà di rimpatriare il capitale e il reddito, nessuna imposta sul reddito personale, completa esenzione dai dazi doganali per le importazioni nella zona franca, nessuna restrizione valutaria. Le aziende operanti in queste zone sono tuttavia equiparate a quelle esterne agli EAU per gli aspetti legali e commerciali. Le Free Zones possono essere “generaliste” se consentono lo svolgimento di qualsiasi attività economica o commerciale, o “specialistiche”, quando permettono lo svolgimento solo di determinate attività economiche. In genere, la maggior parte delle zone franche emette licenze commerciali, industriali e di servizi. Fanno eccezione Dubai Internet City, Dubai Media City, Dubai Healthcare City e altre zone franche parte del gruppo Dubai Holding.



Accordi con l’Italia

Durante l’Italy-UAE Business Forum, tenutosi a Dubai il 15 Aprile 2019, i due ministri dell’Economia, l’italiano Luigi Di Maio e l’emiratino Sultan bin Saeed Al Mansouri, si sono incontrati e hanno firmato un Memorandum d’Intesa nel settore dell’innovazione, delle piccole e medie imprese (SMEs) e delle startup e un altro MoU tra l’Etihad Credit Insurance e la Joint Italian-Arab Chamber of Commerce sull’economia circolare. I due Memorandum d’Intesa rappresentano un passo importante verso il consolidamento della cooperazione all’interno di quei comparti messi in luce dall’UAE National Innovation Strategy, ovvero il settore delle energie rinnovabili, dei trasporti, delle risorse idriche, dell’istruzione, della sanità e dello spazio, oltre ai settori primari che rappresentano una priorità per la controparte italiana, ovvero ingegneria meccanica, FinTech, biotecnologie e industria medica. Gli Emirati sono il partner commerciale arabo più importante per l’Italia, mentre quest’ultima è il quarto partner commerciale europeo più importante per gli Emirati e il secondo mercato più grande attivo nell’export, secondo i dati del 2017. Inoltre, si rileva che gli scambi non petroliferi tra Dubai e l’Italia sono aumentati notevolmente negli ultimi anni, raggiungendo circa 24 miliardi di AED nel 2018, con una crescita del 6.6% rispetto al 201729 .

Si ricordano inoltre i Memorandum siglati in precedenza:

- Adesione ufficiale dell’Italia a Expo 2020 (Novembre 2016)
- Memorandum d’Intesa sul dialogo strategico tra Ministeri degli Esteri e della Cooperazione Internazionale d’Italia ed Emirati Arabi Uniti (New York, 20 settembre 2016)
- Accordo bilaterale sui servizi aerei (23 maggio 2016)
- Trattato di estradizione e Accordo di cooperazione giudiziaria in materia penale (16 settembre 2015)
- Memorandum d’Intesa tra i Ministeri degli Esteri italiano ed emiratino per la realizzazione di una Scuola italiana paritaria nel Golfo ad Abu Dhabi (30 Aprile 2014)
- Dichiarazione di intenti tra Autorità italiana delle Dogane e dei Monopoli e Customs and Free Zones Corporation nella prospettiva di EXPO 2015 ed EXPO 2020 (2 Febbraio 2014)
- Intesa tecnica per la realizzazione di una serie di attività congiunte nell’ambito degli archivi tra Ministero dei Beni Culturali Italiano e Archivio Nazionale degli Emirati (2 Febbraio 2014)
- Memorandum of Understanding tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e l’Autoritá per l’Emergenza Nazionale, Crisi e Gestione dei disastri degli Emirati Arabi Uniti (20 Novembre 2012)
- Accordo di Cooperazione tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti nell’ambito di Cultura, Arte e Patrimonio (20 Novembre 2012)
- Dichiarazione Congiunta per il rafforzamento della Cooperazione Bilaterale tra la Repubblica Italiana e gli Emirati Arabi Uniti (20 Novembre 2011)
- Memorandum of Understanding sulla cooperazione in materia di PMI siglato dai Ministri Romani e Al Mansouri alla Presenza del Primo Ministro Sceicco Mohammed Bin Rashid al Maktoum (Verona, 13 giugno 2011)
- Accordo istitutivo di un Gruppo di Collaborazione interparlamentare (Gennaio 2009)
- Accordo tra l’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino e la Abu Dhabi Authority for Cultural Heritage per la traduzione in arabo dei principali testi della letteratura italiana (Agosto 2009)
- Memorandum d’intesa tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica della Repubblica Italiana e Ministero dell’Istruzione superiore e della Ricerca scientifica degli Emirati Arabi Uniti (2007)
- Memorandum sulle Consultazioni Rafforzate (Gennaio 2007)
- Accordo di Cooperazione Militare (2003) ratificato da entrambe le parti




 

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