I MARCHI DI QUALITA'
DOP DOC DOCG STG
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MARCHI DI QUALITA'
In Italia e in Europa, i marchi di qualità sono strumenti fondamentali per proteggere i prodotti tipici dalle contraffazioni e per garantire al consumatore l'origine e la qualità di ciò che acquista.
Queste sigle si dividono principalmente in due categorie: quelle europee (DOP e STG), che valgono per tutti i prodotti alimentari, e quelle nazionali storiche (DOC e DOCG), che oggi sono usate quasi esclusivamente per il mondo del vino.
1. DOP: Denominazione di Origine Protetta
È il marchio più rigido e prestigioso a livello europeo.
Cosa garantisce: Tutto il ciclo produttivo (dalla materia prima al prodotto finito) deve avvenire in un'area geografica specifica seguendo un disciplinare rigoroso.
Esempi: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Mozzarella di Bufala Campana.
Curiosità: Il legame con il territorio è totale: clima, fattori ambientali e tecniche umane locali rendono il prodotto "non riproducibile" altrove.
2. DOC: Denominazione di Origine Controllata
È un marchio storico italiano, nato negli anni '60 per il settore vitivinicolo.
Cosa garantisce: Certifica vini prodotti in zone geografiche delimitate, solitamente di dimensioni medio-piccole, con vitigni specifici e metodi di vinificazione stabiliti.
Oggi: Secondo la normativa europea, la DOC è confluita nella categoria generale DOP, ma i produttori possono continuare a usare la dicitura storica "DOC" in etichetta per il suo valore commerciale.
3. DOCG: Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Rappresenta il vertice della piramide della qualità dei vini italiani.
Cosa garantisce: Viene concessa solo a vini che sono stati DOC per almeno 10 anni e che sono considerati di particolare pregio.
Controlli: Oltre alle analisi chimiche, ogni partita deve superare un esame organolettico (un assaggio) da parte di una commissione tecnica.
Riconoscimento: Le bottiglie DOCG sono riconoscibili per la presenza di una fascetta di Stato numerata sul collo della bottiglia.
4. STG: Specialità Tradizionale Garantita
A differenza degli altri marchi, non si concentra sulla zona di origine, ma sul metodo di produzione.
Cosa garantisce: Tutela la ricetta o il metodo di lavorazione tradizionale, che deve essere consolidato da almeno 30 anni.
Esempi: In Italia sono pochissimi i prodotti STG; i più famosi sono la Pizza Napoletana e la Mozzarella.
Nota bene: Una pizza STG può essere fatta anche fuori Napoli, purché rispetti esattamente gli ingredienti e le tecniche (impasto, lievitazione, cottura) previsti dal disciplinare.
Che cos'è l'IGP?
Il marchio IGP garantisce che il prodotto sia originario di una specifica regione o paese e che almeno una delle fasi (produzione, trasformazione o elaborazione) avvenga in quell'area geografica.
La differenza chiave con la DOP
Per capire bene, basta guardare la "provenienza" degli ingredienti e della lavorazione:
DOP (100% Locale): Materia prima + Lavorazione + Confezionamento devono avvenire tutti nella stessa zona.
Esempio:
Il latte per il Parmigiano Reggiano deve venire solo dalle stalle di quella zona specifica.
IGP (Legame Parziale): È sufficiente che una sola fase produttiva sia legata al territorio.
Esempio: La Bresaola della Valtellina IGP. La carne può arrivare anche dall'estero (spesso dal Sud America per via della qualità dei tagli magri richiesti), ma la lavorazione deve avvenire tassativamente in Valtellina, perché è lì che si tramandano i segreti della salatura e dell'essiccazione grazie al clima unico di quella valle.
Esempi famosi di IGP italiani
L'Italia è il paese con il maggior numero di prodotti IGP in Europa. Eccone alcuni tra i più celebri:
Aceto Balsamico di Modena: Probabilmente l'IGP più venduto al mondo.
Mortadella Bologna: Il legame è con la ricetta e la tradizione secolare della città.
Mela Alto Adige: Garantisce la qualità superiore dei frutti coltivati in quelle valli.
Pistacchio Raffadali: Un esempio di eccellenza siciliana.
Piadina Romagnola: Tutela la ricetta tipica contro le imitazioni industriali.
Come riconoscerli? (i colori)
Un trucco molto semplice per distinguere i bollini europei sulla confezione è guardare i colori:
Giallo e Rosso: È una DOP. (Pensa al "fuoco" della passione totale per il territorio).
Giallo e Blu: È una IGP. (Pensa al "cielo" o al "mare" che unisce territori diversi).
In sintesi: quale scegliere?
Non esiste un marchio "migliore" dell'altro in termini assoluti di sapore, ma solo di vincolo territoriale.
Scegli DOP se cerchi un prodotto che sia l'espressione massima e integrale di un ecosistema (latte, erba, clima, mani).
Scegli IGP se cerchi un prodotto che garantisce una qualità certificata legata al saper fare tradizionale di una zona specifica.
