Dal Deserto alle Stelle: Dubai punta sui Marchi e Brevetti per dominare la Space Economy – Avvocato Carmine Coviello
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DUBAI – Tra i grattacieli di vetro della Business Bay e i padiglioni tecnologici del Mohammed Bin Rashid Space Centre (MBRSC), il futuro dell’economia non si misura più solo in barili di petrolio o transazioni immobiliari. A Dubai, la nuova frontiera della crescita ha un indirizzo orbitale e una valuta immateriale: i brevetti spaziali. Mentre il settore aerospaziale globale si avvia a superare la soglia dei 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di giocare d’anticipo. Non si tratta più solo di lanciare sonde verso Marte o asteroidi; la sfida del 2026 è la giuridicizzazione dello spazio. Chi possiede la tecnologia per estrarre risorse sulla Luna? Chi detiene il marchio della prima catena di logistica orbitale?
Le “Space Economic Zones”: dove le idee diventano Asset
Dubai ha compreso che per attirare i giganti privati della New Space Economy – da SpaceX alle startup europee – non bastano le infrastrutture fisiche. Servono certezze legali. Con il rafforzamento delle Space Economic Zones, il governo emiratino ha creato dei veri e propri “porti franchi dell’innovazione” dove il deposito di brevetti per tecnologie deep-tech è facilitato da procedure accelerate. “In un ambiente dove i confini territoriali svaniscono, la proprietà intellettuale diventa l’unico vero confine,” spiega un analista locale durante il SATExpo 2026. “Registrare un brevetto a Dubai oggi significa proteggere un asset che domani opererà a 400 km di altezza, sotto la giurisdizione della bandiera emiratina.”
Marchi Stellari: il Branding della Sopravvivenza
Ma non è solo una questione di ingegneria. Il mercato di Dubai, da sempre hub del lusso e del commercio, sta vedendo un’esplosione di registrazioni di marchi legati ai servizi spaziali. Dal turismo orbitale al space-mining, i loghi che vediamo oggi sui cartelloni della Sheikh Zayed Road sono pronti per essere applicati su tute pressurizzate e moduli abitativi. Gli Emirati, entrati recentemente nel Sistema di Madrid per la tutela internazionale dei marchi, offrono ora una piattaforma globale per le aziende che vogliono brandizzare l’esperienza extraterrestre.
Il Nodo Giuridico: la Sfida della Territorialità
La questione resta complessa: il diritto spaziale internazionale è ancora ancorato a trattati degli anni ’60. Tuttavia, la Federal Space Law degli Emirati è una delle più avanzate al mondo. Prevede esplicitamente il diritto di proprietà sulle risorse estratte nello spazio e offre un quadro chiaro per la responsabilità civile delle attività private. Per le imprese italiane ed europee, Dubai non è più solo un hub logistico, ma un partner strategico per blindare la propria innovazione prima del lancio. In questo scenario, il brevetto non è solo un pezzo di carta, ma il “passaporto” per un’economia che non conosce gravità.
Di chi è il brevetto nello spazio?
Una delle sfide legali più grandi del 2026 è stabilire quale legge si applichi a un’invenzione creata in orbita. Il principio di nazionalità, attualmente, se un’invenzione viene realizzata su un modulo spaziale, si applica la legge dello Stato di immatricolazione di quel modulo. Se inventi qualcosa sul modulo emiratino del Lunar Gateway, il brevetto segue le leggi degli Emirati. In-Orbit Manufacturing, con l’avvio della produzione di semiconduttori e farmaci in microgravità (dove i cristalli crescono meglio), le aziende stanno depositando brevetti specifici per i “processi produttivi extra-atmosferici”. Chi detiene il brevetto del processo detiene il monopolio della produzione spaziale.
Marchi Spaziali: Il Branding oltre l’atmosfera
Nel 2026, il valore di un marchio non si misura più solo sulla Terra. Space-Proof Branding, molti marchi (tra cui quelli di lusso e lifestyle che abbiamo visto prima, come Heineken o brand di moda) stanno registrando i propri loghi nella Classe 39 (trasporto spaziale) e Classe 42 (servizi scientifici e tecnologici nello spazio). Copyright e Media, con i primi set cinematografici in orbita e le dirette streaming dalla Luna, la gestione dei diritti d’autore per i contenuti creati nello spazio è diventata un settore legale a sé stante. Gli Artemis Accords (di cui l’Italia è parte attiva) promuovono la condivisione dei dati scientifici, ma lasciano ampia libertà alla protezione dei marchi commerciali.
Il ruolo degli Emirati e dell’Italia (2026)
Entrambi i paesi sono diventati hub per la proprietà intellettuale spaziale:UAE (Technology Innovation Institute – TII): Ad Abu Dhabi, il TII ha superato i 70 brevetti attivi in settori come la propulsione spaziale e la crittografia quantistica satellitare. Stanno trasformando le loro scoperte scientifiche in asset economici tangibili. Italia: Roma è protagonista della New Space Economy nel 2026. Ospiterà conferenze internazionali (come la BEX a Rimini e la Scuola Europea dello Spazio) proprio per discutere come le PMI italiane possano brevettare componenti per i rover lunari e le stazioni orbitanti.
Perché i brevetti sono il nuovo “oro spaziale”?
Senza brevetti, le aziende private non investirebbero i miliardi necessari per le missioni. Il brevetto garantisce loro l’esclusiva commerciale per 20 anni, permettendo di recuperare i costi enormi di R&S. Nel 2026, stiamo assistendo alla creazione di un vero e proprio “catasto” legale del sistema solare. Nel 2026, con l’aumento delle stazioni spaziali private e delle missioni lunari, il concetto di “territorialità” del brevetto sta subendo una mutazione radicale.
Consigli utili
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