EU Novel Food Catalogue: status, autorizzazioni e novità UE
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Chiunque operi nel settore alimentare, dall'azienda che sviluppa un nuovo integratore al produttore che importa un ingrediente esotico, prima o poi si scontra con una domanda concreta: questo ingrediente può essere commercializzato nell'Unione Europea? La risposta, nella maggior parte dei casi, passa dall'EU Novel Food Catalogue, il database pubblico gestito dalla Commissione Europea che classifica ingredienti e sostanze in base al loro storico di consumo significativo prima del maggio 1997.
Consultare correttamente questo catalogo non è un esercizio accademico. Significa sapere se un prodotto richiede un'autorizzazione specifica, se rischia il blocco alle dogane o il ritiro dal mercato, e quali obblighi regolatori si applicano. Le conseguenze di un errore di valutazione possono essere pesanti: sanzioni amministrative, sequestri e danni reputazionali difficili da recuperare. Eppure, la struttura del catalogo e i suoi aggiornamenti continui generano spesso confusione tra gli operatori.
Come Studio Legale Coviello, affianchiamo quotidianamente imprese del comparto agroalimentare nella consulenza legale in materia di food law, inclusa la verifica dello status novel food di ingredienti destinati al mercato italiano ed europeo. In questo articolo spieghiamo come funziona il catalogo, quali informazioni contiene, come interpretarne le voci e quali novità regolamentari è utile conoscere nel 2026.
Cos'è l'EU Novel Food Catalogue e cosa non è
L'EU Novel Food Catalogue è uno strumento pubblico della Commissione Europea che raccoglie e classifica ingredienti, sostanze e alimenti in base alla loro storia di consumo documentata nell'Unione Europea prima del 18 maggio 1997. Non si tratta di un elenco di prodotti vietati né di un registro di autorizzazioni: il catalogo serve a orientare gli operatori del settore alimentare sulla probabilità che un ingrediente specifico rientri nella definizione di "novel food" ai sensi del Regolamento (UE) 2015/2283.
Il catalogo non esprime un giudizio definitivo di legalità: fornisce un'indicazione di status basata sulle informazioni disponibili al momento della classificazione.
Un database classificatorio, non un registro di approvazioni
Le voci presenti nel catalogo descrivono lo stato di classificazione di ciascun ingrediente: se esiste evidenza sufficiente di consumo significativo prima del 1997, se lo status è incerto, oppure se l'ingrediente è già soggetto a una procedura di autorizzazione. Questo significa che trovare un ingrediente nel catalogo non equivale a ricevere un via libera per commercializzarlo: la classificazione indica soltanto il punto di partenza della valutazione regolatoria, non la sua conclusione.
Molti operatori commettono l'errore di interpretare l'assenza di un ingrediente nel catalogo come una conferma di libertà di utilizzo. In realtà, un ingrediente non catalogato richiede comunque una verifica autonoma, e spesso una consultazione formale con l'autorità competente per accertare se rientri nell'ambito applicativo del regolamento.
Il Regolamento (UE) 2015/2283 come base normativa
Il catalogo deriva direttamente dal Regolamento (UE) 2015/2283, entrato in applicazione il 1° gennaio 2018, che ha aggiornato e sostituito il precedente Regolamento (CE) 258/97. Questo regolamento definisce cosa si intende per novel food, stabilisce le condizioni per l'autorizzazione e disciplina il meccanismo di notifica per gli alimenti tradizionali provenienti da paesi terzi. Comprendere il quadro normativo di riferimento è indispensabile per leggere correttamente le voci del catalogo e trarne indicazioni operative.
Perché conta per ingredienti, integratori e startup
Se sviluppi un integratore alimentare, un alimento funzionale o un prodotto a base di ingredienti non convenzionali, verificare lo status nell'EU Novel Food Catalogue è un passaggio obbligatorio, non opzionale. Immettere sul mercato europeo un ingrediente classificato come novel food senza la relativa autorizzazione UE espone l'azienda a provvedimenti amministrativi immediati, incluso il ritiro forzato dei prodotti dagli scaffali.
Startup e nuovi ingredienti: un rischio sottovalutato
Le startup del settore food tech spesso sottovalutano questo aspetto nelle fasi iniziali di sviluppo prodotto. Ingredienti come estratti di alghe, proteine di insetti o nuovi probiotici rientrano frequentemente nel perimetro del regolamento novel food, e la loro commercializzazione senza verifica preventiva è uno degli errori più costosi che un'azienda emergente possa fare.
Conoscere in anticipo lo status di un ingrediente ti permette di pianificare tempi e budget realistici per l'autorizzazione, evitando blocchi a prodotto già sviluppato.
Ingredienti tradizionali e falsa sicurezza
Anche chi lavora con ingredienti apparentemente tradizionali non è esente da rischi. Un estratto concentrato o un nuovo processo produttivo applicato a una materia prima nota può modificare lo status dell'ingrediente, trasformandolo di fatto in un novel food. Verificare nel catalogo significa proteggere l'investimento e garantire la conformità normativa prima del lancio.
Come cercare un ingrediente nel catalogo ufficiale
Per accedere all'EU Novel Food Catalogue, vai direttamente al portale ufficiale della Commissione Europea dedicato alla sicurezza alimentare. Il catalogo è consultabile gratuitamente tramite un motore di ricerca interno che ti permette di cercare per nome comune, nome scientifico o categoria di ingrediente.
Usa sempre il nome scientifico quando cerchi un estratto vegetale o un micro-organismo: il nome comune porta spesso a risultati ambigui o incompleti.
Come impostare la ricerca in modo efficace
Inserisci il termine nella barra di ricerca e filtra per categoria se l'ingrediente appartiene a un gruppo specifico, come funghi, alghe o proteine di insetti. Il sistema restituisce una scheda con le informazioni disponibili sullo status, inclusi eventuali riferimenti normativi e indicazioni sulla procedura applicabile al caso concreto.
Se la ricerca non produce risultati, non concludere che l'ingrediente sia libero da obblighi regolatori. Un ingrediente non ancora classificato potrebbe semplicemente non essere stato valutato in precedenza, e in questo caso devi avviare una verifica separata con l'autorità nazionale competente, in Italia il Ministero della Salute, oppure richiedere una consultazione formale direttamente alla Commissione Europea per ottenere un'indicazione ufficiale sullo status.
Come leggere gli esiti: status e significato pratico
Una volta ottenuto il risultato dalla ricerca nell'EU Novel Food Catalogue, la parte più delicata è interpretarlo correttamente. Le schede del catalogo non parlano un linguaggio binario: non dicono semplicemente "autorizzato" o "vietato", ma descrivono lo stato di classificazione dell'ingrediente in base alle informazioni disponibili, con sfumature che hanno conseguenze operative molto diverse.
Le tre categorie di status principali
Le voci del catalogo riportano generalmente uno di questi tre esiti: consumo significativo documentato prima del 1997, assenza di evidenze sufficienti, oppure status già soggetto a procedura di autorizzazione. Il primo esito indica che l'ingrediente probabilmente non rientra nella definizione di novel food, ma non esclude altri obblighi normativi applicabili al prodotto finito.
Un esito favorevole nel catalogo non sostituisce la valutazione complessiva di conformità: considera anche etichettatura, claim nutrizionali e normative di settore.
Quando lo status è incerto
Molte schede riportano indicazioni non conclusive o rimandano a ulteriori verifiche con l'autorità competente. Questo accade spesso per ingredienti la cui storia di consumo è parzialmente documentata o contestata. In questi casi, procedere senza un parere formale espone l'azienda a rischi concreti: un'interpretazione autonoma e non supportata da documentazione ufficiale può risultare insufficiente in sede di controllo.
Autorizzazioni e percorso: lista UE e consultazione
Se un ingrediente risulta classificato come novel food nell'EU Novel Food Catalogue, la strada obbligata è la procedura di autorizzazione ai sensi del Regolamento (UE) 2015/2283. La domanda si presenta alla Commissione Europea tramite il sistema eSubmission dell'EFSA, che la trasmette all'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare per la valutazione del rischio.
Il processo di autorizzazione richiede in media 18 mesi, ma può allungarsi in caso di richieste di dati aggiuntivi da parte dell'EFSA.
La lista UE degli alimenti autorizzati
Gli ingredienti che hanno ottenuto l'autorizzazione sono elencati nel Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470, la lista consolidata dei novel food autorizzati nell'Unione Europea. Questa lista specifica le condizioni d'uso, le categorie alimentari ammesse e, in alcuni casi, le restrizioni legate alla protezione dei dati del richiedente.
Consultazione preventiva con l'autorità competente
Prima di avviare una procedura formale, puoi richiedere una consultazione preliminare con il Ministero della Salute in Italia o direttamente con la Commissione Europea. Questo passaggio ti permette di valutare la solidità del dossier scientifico e identificare eventuali lacune documentali prima di investire risorse nell'iter autorizzativo completo.
Cosa fare adesso
Verificare lo status di un ingrediente nell'EU Novel Food Catalogue è il primo passo, ma non è sufficiente da solo. Devi integrare la consultazione del catalogo con una valutazione complessiva del quadro normativo applicabile al tuo prodotto, considerando etichettatura, condizioni d'uso e normative di settore specifiche per la categoria alimentare in cui operi.
Se hai già identificato un ingrediente con status incerto o classificato come novel food, non aspettare che il problema emerga in sede di controllo. Avvia subito una verifica formale con l'autorità competente oppure raccogli la documentazione scientifica necessaria per sostenere una procedura di autorizzazione. Prima inizi, più tempo hai per correggere la rotta senza bloccare il lancio del prodotto.
Per qualsiasi dubbio sulla conformità dei tuoi ingredienti o sulla gestione di un iter autorizzativo novel food, puoi contattare Studio Legale Coviello per una consulenza specializzata in food law e proprietà industriale.








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