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Proteggi il marchio Made in Italy: guida contro la contraffazione

  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 8 min

Un avvocato esamina la documentazione necessaria per garantire la protezione del marchio.

TL;DR:  
  • La contraffazione causa un danno di circa 20 miliardi di euro all’Italia ogni anno.

  • Registrare il marchio in Italia, EU o WIPO è fondamentale per una tutela efficace.

  • Strumenti come la sorveglianza, le azioni legali e la tutela doganale sono essenziali per proteggere il brand Made in Italy.

 

La contraffazione non è un rischio astratto: è una minaccia concreta che ogni anno costa all’Italia circa 20 miliardi di euro, erodendo fatturato, reputazione e valore dei brand. Per le imprese della moda e del design, settori in cui l’identità visiva e il nome sono asset strategici, il danno può essere irreversibile. Un marchio imitato perde credibilità agli occhi dei consumatori e quota di mercato a favore di chi copia senza investire. Questa guida illustra le strategie legali, gli strumenti operativi e le procedure concrete per proteggere efficacemente il proprio brand Made in Italy, dalla registrazione alla vigilanza doganale, fino all’enforcement e al recupero dei danni.

 

Indice

 

 

Punti Chiave

 

Punto

Dettagli

Registrazione multipla

Aumentare la tutela registrando il marchio a livello nazionale, europeo e internazionale.

Sorveglianza proattiva

Attivare subito la sorveglianza doganale e il SIAC massimizza la difesa e minimizza le perdite.

Attenzione ai dettagli

Le regole su Made in Italy sono stringenti e la documentazione corretta è essenziale.

Errori da evitare

Trascurare la registrazione o sottovalutare differenze normative espone a rischi e sanzioni elevate.

Difesa integrata

Solo un mix di strumenti pubblici, privati e formazione interna garantisce la protezione ottimale del brand.

Prepararsi: requisiti e strumenti chiave per la tutela del marchio

 

Prima di attivare qualsiasi forma di tutela, è indispensabile disporre di una base documentale solida. La registrazione del marchio è il primo e più importante passo: senza di essa, qualsiasi azione legale risulta più difficile, costosa e incerta. Per registrare un marchio in Italia occorre predisporre la rappresentazione grafica del segno, l’elenco delle classi merceologiche di riferimento secondo la Classificazione di Nizza, e i dati identificativi del titolare.

 

La scelta del livello di protezione dipende dai mercati in cui si opera. Esistono tre livelli principali:

 

Livello

Ente

Copertura

Durata

Nazionale

UIBM

Solo Italia

10 anni, rinnovabile

Europeo

EUIPO

27 Paesi UE

10 anni, rinnovabile

Internazionale

WIPO (Sistema di Madrid)

Fino a 130 Paesi

10 anni, rinnovabile

Come indicato dalla procedura UIBM, la registrazione nazionale dura 10 anni

con rinnovo possibile, e rappresenta il punto di partenza per costruire una protezione più ampia. Per i brand della moda con vocazione internazionale, la registrazione europea o internazionale è spesso preferibile sin dall’inizio.

 

Una volta ottenuta la registrazione, è possibile attivare strumenti complementari di grande efficacia:

 

  • Registrazione doganale: consente alle autorità di bloccare merci sospette in entrata o uscita dal territorio nazionale ed europeo.

  • Sistema SIAC (Sistema Informativo Anticontraffazione): strumento della Guardia di Finanza per la segnalazione e il monitoraggio delle violazioni.

  • Servizi di sorveglianza: monitoraggio attivo di registrazioni di marchi simili presso UIBM, EUIPO e WIPO, con possibilità di opposizione nei termini previsti.

  • Diffide e opposizioni: azioni preventive per bloccare registrazioni confliggenti prima che diventino operative.

 

Secondo le statistiche sulla contraffazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il fenomeno riguarda in modo trasversale tutti i settori del Made in Italy, con particolare intensità nel tessile, nell’abbigliamento e negli accessori di lusso.


Infografica sulla tutela del marchio Made in Italy

Consiglio Pro: Non limitare la registrazione alla sola classe merceologica principale. I contraffattori spesso operano in classi adiacenti o correlate, sfruttando lacune nella copertura del marchio originale.

 

Come registrare e difendere il marchio Made in Italy: step by step

 

Avendo raccolto gli strumenti e i prerequisiti, ecco come procedere concretamente nei vari step per costruire una protezione efficace e duratura.

 

  1. Verifica di anteriorità: prima del deposito, effettuare una ricerca approfondita presso UIBM, EUIPO e WIPO per accertare che non esistano marchi identici o simili nelle classi di interesse.

  2. Deposito della domanda: la registrazione si effettua presso UIBM, EUIPO o WIPO; il deposito in dogana richiede una domanda separata tramite l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

  3. Attesa e gestione dell’iter: i tempi variano da 4 a 6 mesi per UIBM, da 7 a 10 mesi per EUIPO. Durante questo periodo possono pervenire obiezioni o opposizioni di terzi.

  4. Registrazione doganale: contestualmente o subito dopo la registrazione del marchio, presentare domanda di intervento doganale per abilitare i controlli alle frontiere.

  5. Attivazione SIAC: richiedere l’inserimento del marchio nel Sistema Informativo Anticontraffazione della Guardia di Finanza, che consente segnalazioni rapide e interventi mirati.

  6. Avvio della sorveglianza: attivare un servizio di monitoraggio periodico per intercettare nuove domande di marchi confliggenti e intervenire con opposizione nei termini di legge.

 

Per registrare un marchio online è oggi possibile utilizzare le piattaforme digitali degli enti competenti, riducendo tempi e costi burocratici. Tuttavia, la complessità tecnica delle classi merceologiche e la gestione delle eventuali opposizioni rendono consigliabile l’assistenza di un professionista specializzato.

 

Per la registrazione del marchio europeo, il costo base presso EUIPO parte da 850 euro per una classe, con incrementi per classi aggiuntive. La protezione copre automaticamente tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea con un unico titolo.

 

La tutela doganale attiva un presidio fisico alle frontiere che nessun altro strumento può replicare: è il primo filtro contro l’ingresso di merci contraffatte nel mercato europeo.

 

Consiglio Pro: Depositare il marchio nei Paesi di produzione dei contraffattori, non solo nei mercati di vendita. Bloccare la produzione alla fonte è spesso più efficace e meno costoso che inseguire i distributori.

 

Errori comuni e casi particolari nella protezione del Made in Italy

 

A questo punto, è essenziale conoscere le trappole frequenti e le zone d’ombra che spesso mettono a rischio anche i brand più attenti.


Imprenditore mette a confronto un prodotto originale con una sua imitazione

Uno degli errori più diffusi riguarda il cosiddetto marchio di fatto, ovvero un segno distintivo utilizzato in commercio ma non formalmente registrato. Molti imprenditori ritengono che l’uso prolungato garantisca una protezione equivalente alla registrazione. In realtà, la tutela del marchio di fatto è limitata: come chiarito dalla giurisprudenza recente, il marchio non registrato è tutelato penalmente

solo quando esiste un concreto rischio di confusione per il pubblico, e i marchi di posizione godono di difesa esclusivamente in caso di imitazione quasi identica.

 

Un secondo errore frequente riguarda la denominazione Made in Italy. Per apporre legalmente questa indicazione, il prodotto deve aver subito l’ultima trasformazione sostanziale in Italia, secondo i criteri doganali vigenti. Molte aziende applicano l’etichetta in modo non conforme, esponendosi a sanzioni amministrative e penali.

 

Situazione

Protezione disponibile

Rischio

Marchio registrato

Piena, civile e penale

Basso se vigilato

Marchio di fatto

Limitata, solo se confondente

Alto

Made in Italy non conforme

Nessuna, anzi sanzioni

Molto alto

Marchio notorio non registrato

Parziale, per rinomanza

Medio

La Cassazione, in pronunce del 2025 e 2026, ha confermato un orientamento rigoroso: la vendita di prodotti contraffatti non beneficia della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, anche quando i quantitativi sono modesti. Questo rafforza la posizione dei titolari di marchio nelle azioni penali.

 

Un dato che colpisce: secondo la guida alla contraffazione elaborata dallo Studio Legale Coviello, oltre il 60% delle violazioni rilevate in Italia riguarda marchi non adeguatamente sorvegliati o registrati in un numero insufficiente di classi merceologiche.

 

  • Registrare il marchio in tutte le classi in cui si opera o si potrebbe operare in futuro.

  • Verificare periodicamente la conformità delle etichette Made in Italy ai criteri doganali aggiornati.

  • Non affidarsi esclusivamente alla notorietà del brand come scudo contro le imitazioni.

  • Documentare l’uso commerciale del marchio nel tempo, anche per rafforzare eventuali azioni di tutela del marchio di fatto.

 

Monitoraggio, enforcement e recupero danni: strategie integrate

 

Una volta avviati i sistemi di tutela, la fase operativa richiede un approccio strutturato e continuativo per ottenere risultati misurabili.

 

Il monitoraggio attivo del mercato è il presupposto di qualsiasi strategia di enforcement efficace. Esistono oggi software specializzati che analizzano in tempo reale marketplace online, social network, fiere di settore e registri di marchi internazionali, segnalando automaticamente potenziali violazioni. Questi strumenti riducono significativamente i tempi di reazione e consentono di intervenire prima che il danno reputazionale si consolidi.

 

Le allerte doganali tramite procedura segnalazione vanno attivate non solo per i mercati di importazione, ma anche per quelli di transito, poiché molte merci contraffatte entrano in Europa attraverso Paesi terzi. Il sistema doganale europeo permette di estendere la sorveglianza a tutti i punti di ingresso dell’Unione.

 

Le aziende che sfruttano la sorveglianza doganale riducono le perdite fino al 40%, ma la repressione non è sufficiente: occorre formare e certificare.

 

Le azioni disponibili in caso di violazione accertata comprendono:

 

  • Azione civile per contraffazione: consente di ottenere l’inibitoria, il sequestro dei prodotti, la pubblicazione della sentenza e il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

  • Azione penale ex art. 473 e 474 c.p.: prevede pene detentive e pecuniarie significative per chi contraffà o commercializza prodotti con marchi falsi.

  • Procedura doganale di intervento: blocco immediato delle merci sospette con possibilità di distruzione concordata.

  • Diffide stragiudiziali: strumento rapido ed economico per interrompere violazioni in corso prima di avviare un contenzioso formale.

 

Il recupero dei danni in sede civile può includere il lucro cessante, il danno emergente e, nei casi più gravi, una somma calcolata sulle royalties che il contraffattore avrebbe dovuto corrispondere. La formazione interna del personale aziendale, infine, è un presidio spesso sottovalutato: dipendenti consapevoli riconoscono e segnalano violazioni in modo tempestivo, moltiplicando l’efficacia di qualsiasi sistema di controllo esterno.

 

La nostra esperienza: perché la difesa proattiva vince sulla reazione

 

Nella nostra esperienza di assistenza a brand della moda e del design Made in Italy, abbiamo osservato una costante: chi interviene solo dopo aver subito una violazione paga un prezzo doppio. Paga il danno diretto della contraffazione e paga il costo di una difesa d’emergenza, sempre più onerosa e meno efficace di una strategia preventiva ben strutturata.

 

Le alleanze con enti pubblici e i monitoraggi costanti anticipano la maggior parte delle violazioni, liberando risorse per il business. Questo non è un principio teorico: è il risultato concreto che osserviamo ogni volta che un’azienda investe in sorveglianza e monitoraggio

continuativo invece di attendere il danno.

 

La vera protezione del brand nasce da una cultura aziendale orientata alla tutela della proprietà industriale, non solo da azioni giudiziarie. Registrazioni aggiornate, personale formato, relazioni strutturate con dogane e forze dell’ordine: questi elementi insieme costruiscono una difesa che i contraffattori faticano a superare.

 

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Hai visto i rischi e i vantaggi di una tutela avanzata: ora è il momento di scegliere un partner qualificato che ti accompagni nella difesa concreta del tuo brand.


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Lo Studio Legale Coviello offre servizi specializzati di anticontraffazione

per imprese della moda, del design e del lusso Made in Italy, integrando consulenza legale, monitoraggio tecnologico e assistenza nelle procedure di
registrazione del marchio a livello nazionale, europeo e internazionale. Dalla prima registrazione alla gestione del contenzioso, ogni fase è seguita con competenza tecnica e orientamento al risultato. Contattaci per una consulenza dedicata e scopri come trasformare la tutela del tuo marchio in un vantaggio competitivo concreto.

 

Domande frequenti sulla tutela dei marchi Made in Italy

 

Come posso registrare un marchio Made in Italy per avere tutela massima?

 

La via più solida è procedere con UIBM per l’Italia, EUIPO per l’Unione Europea e WIPO per i mercati extraeuropei, attivando contestualmente la sorveglianza doganale e il sistema SIAC per una protezione multilivello immediata.

 

Il mio marchio di fatto è difendibile contro i falsi?

 

Sì, ma solo nei casi in cui sia accertato un concreto rischio di confusione per il pubblico; la registrazione formale rimane comunque indispensabile per una tutela piena e rafforzata.

 

Quanto valgono le sanzioni penali per chi imita un marchio Made in Italy?

 

L’art. 473 del Codice Penale prevede pene da 6 mesi a 3 anni di reclusione, oltre a multe comprese tra 2.500 e 25.000 euro, applicabili a chiunque contraffaccia o utilizzi abusivamente marchi registrati.

 

Quanto tempo serve per tutelare realmente un marchio della moda o del design?

 

Con registrazione e strumenti accessori attivati, la protezione effettiva si avvia in pochi mesi; la vigilanza può essere immediata e opera in parallelo all’iter di registrazione, garantendo una copertura sin dalle prime fasi del deposito.

 

Raccomandazione

 

 
 
 

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