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Conferimento dei brevetti in bilancio: guida 2026

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 9 min

Un manager appone la sua firma sui documenti relativi a un brevetto nel proprio ufficio.

TL;DR:  
  • Patrimonializzare i brevetti in bilancio rappresenta una strategia chiave per aumentare la solidità finanziaria dell’azienda e facilitare l’accesso al credito. La corretta valutazione, tramite perizie indipendenti e il rispetto delle norme OIC 24 aggiornate al 2026, è fondamentale per ottimizzare ammortamenti e benefici fiscali. La gestione integrata tra aspetti legali, contabili e industriali permette di sfruttare appieno le opportunità offerte dal Patent Box e dagli incentivi fiscali collegati.

 

Patrimonializzare l’azienda attraverso il conferimento dei brevetti in bilancio non è un semplice adempimento contabile. È una scelta strategica che trasforma un asset intellettuale, spesso sottovalutato, in un elemento tangibile del patrimonio aziendale, con ricadute dirette sulla solidità finanziaria, sulla capacità di accesso al credito e sulle opportunità fiscali. Il processo tecnico di riferimento è quello dell’iscrizione dei brevetti tra le immobilizzazioni immateriali, disciplinato dal principio contabile OIC 24 e aggiornato con modifiche significative entrate in vigore nel 2026. Questa guida accompagna imprenditori e dirigenti attraverso ogni fase: dalla valutazione alla perizia, dall’iscrizione in bilancio all’ottimizzazione fiscale tramite il Patent Box.

 

Indice

 

 

Punti chiave

 

Punto

Dettagli

Brevetti come immobilizzazioni

I brevetti si iscrivono tra le immobilizzazioni immateriali solo con perizia idonea e documentazione probante.

Il valore periziato è un limite

La perizia stabilisce il massimo iscrivibile, ma il valore effettivo dipende dall’accordo di conferimento.

Novità OIC 24 del 2026

L’ammortamento può ora essere parametrato ai ricavi, purché si dimostri la correlazione con lo sfruttamento del brevetto.

Patent Box come leva fiscale

La super-deduzione del 110% sulle spese di R&S collegate ai brevetti riduce il reddito imponibile in modo sostanziale.

Approccio integrato necessario

La corretta gestione richiede la collaborazione tra legale, perito estimatore e commercialista sin dalle fasi iniziali.

Il quadro normativo per iscrivere i brevetti in bilancio

 

La procedura tecnica per patrimonializzare i brevetti e conferirli nel bilancio aziendale prende il nome, nel linguaggio contabile professionale, di iscrizione delle immobilizzazioni immateriali. Il riferimento normativo principale è il principio contabile OIC 24, che disciplina la classificazione, la valutazione iniziale e il successivo trattamento contabile di beni intangibili quali brevetti, marchi e software.

 

Affinché un brevetto possa essere iscritto in bilancio come immobilizzazione immateriale, devono ricorrere alcune condizioni specifiche:

 

  • Il brevetto deve essere validamente registrato o almeno in corso di registrazione con esito prevedibilmente favorevole.

  • Deve esistere una perizia di stima redatta da un professionista indipendente che attesti il valore economico dell’asset.

  • Il costo di acquisizione o produzione deve essere attendibilmente misurabile.

  • L’azienda deve poter dimostrare che dal brevetto deriveranno benefici economici futuri.

 

Nel caso di conferimento in società, ovvero quando un imprenditore apporta il brevetto come capitale in una società esistente o di nuova costituzione, la procedura richiede una perizia giurata ai sensi dell’art. 2343 del Codice Civile. Questo passaggio non è una formalità: la perizia definisce il perimetro entro cui il valore può essere iscritto nello stato patrimoniale, e una sua redazione approssimativa espone l’impresa a contestazioni da parte di soci, creditori o autorità fiscali.

 

Le modifiche OIC 24 del 2026 hanno introdotto criteri più flessibili per l’ammortamento, con impatti diretti sulla rappresentazione economica del brevetto nel tempo. Queste novità, applicabili ai bilanci con esercizio decorrente dal 2026, richiedono una revisione delle politiche contabili già adottate in azienda. Ignorarle significa perdere margini di ottimizzazione che il legislatore ha espressamente voluto riconoscere.

 

Consiglio Pro: Prima di avviare qualsiasi procedura di conferimento, verificate con il vostro commercialista e con un consulente in proprietà industriale che il brevetto sia effettivamente in vigore, privo di contestazioni di terzi e adeguatamente tutelato. Un brevetto vulnerabile ha un valore patrimoniale ridotto e può generare svalutazioni improvvise.

 

Valutazione dei brevetti: perizia, iscrizione e profili fiscali

 

La valutazione economica di un brevetto è uno degli aspetti più delicati dell’intera procedura. Non esiste un unico metodo universalmente corretto: la scelta dipende dalla natura del brevetto, dal settore di riferimento e dalla finalità della valutazione stessa.

 

I principali approcci valutativi riconosciuti dalla prassi professionale sono tre:

 

  1. Metodo del costo (o metodo del costo storico): si basa sull’aggregazione dei costi sostenuti per sviluppare il brevetto, inclusi ricerca, sviluppo, deposito e mantenimento. I diritti di deposito e mantenimento crescono nel tempo, fino a raggiungere 650 euro al ventesimo anno, e vanno correttamente imputati.

  2. Metodo del reddito (o income approach): stima il valore del brevetto sulla base dei flussi di cassa attesi dalla sua utilizzazione, attualizzati a un tasso appropriato. È il metodo più diffuso per brevetti con un mercato di riferimento consolidato.

  3. Metodo di mercato (o market approach): confronta il brevetto con transazioni comparabili avvenute sul mercato. Applicabile prevalentemente in settori con frequenti operazioni di licensing o cessione.

 

Il rapporto tra valore periziato e valore iscritto

 

Un errore frequente tra gli imprenditori consiste nel ritenere che il valore contenuto nella perizia debba necessariamente coincidere con il valore iscritto in bilancio. In realtà, il valore periziato rappresenta un limite massimo

, non un obbligo. Il valore effettivamente iscritto viene determinato in sede di accordo di conferimento, delibera assembleare o atto costitutivo, e può essere inferiore a quello periziato per ragioni negoziali, fiscali o di prudenza contabile.

 

Voce

Descrizione

Impatto pratico

Valore periziato

Stima indipendente del perito, limite superiore iscrivibile

Protegge da iscrizioni sovrastimate

Valore iscritto

Concordato tra le parti, conforme all’atto deliberativo

Determina ammortamento e indicatori patrimoniali

Differenza positiva

Eventuale eccedenza oltre il netto attribuibile agli elementi identificabili

Può essere imputata ad avviamento

La scelta del valore da iscrivere ha conseguenze dirette sulla struttura patrimoniale, sull’entità degli ammortamenti futuri e, in sede fiscale, sulle deduzioni ammissibili. Iscrivere un valore troppo elevato senza adeguata giustificazione espone l’impresa a rettifiche in sede di accertamento.


Esperti analizzano la valutazione dei brevetti all'interno dell'azienda

Consiglio Pro: Coinvolgete un consulente in proprietà industriale e un commercialista già nella fase di predisposizione della perizia. La coerenza tra il documento estimativo, l’atto di conferimento e le politiche contabili adottate è il presupposto di una patrimoniale aziendale solida e difendibile.

 

Ammortamento dei brevetti: le novità OIC 24 del 2026

 

Una volta iscritto il brevetto tra le immobilizzazioni immateriali, l’azienda è tenuta a procedere al suo ammortamento sistematico lungo la vita utile stimata. Fino al 2025, il metodo ordinario era quello a quote costanti, con un piano prestabilito che raramente rifletteva l’andamento reale dello sfruttamento commerciale del brevetto.

 

Le modifiche introdotte dall’OIC nel 2026 hanno reso possibile un approccio alternativo: l’ammortamento parametrato ai ricavi

, applicabile con metodo a quote decrescenti. Questo meccanismo consente di riconoscere quote di ammortamento più elevate negli esercizi in cui il brevetto genera i maggiori ricavi, riducendole progressivamente al calare dello sfruttamento commerciale.

 

Questo approccio offre vantaggi concreti:

 

  • Maggiore aderenza alla realtà economica: le quote di ammortamento riflettono l’effettivo contributo del brevetto alla generazione di ricavi, evitando distorsioni nel conto economico.

  • Riduzione del rischio di svalutazioni improvvise: un ammortamento collegato ai ricavi limita la probabilità che il valore netto contabile risulti sproporzionato rispetto alla capacità residua del bene di generare benefici.

  • Flessibilità nella strategia di bilancio: l’imprenditore può pianificare con maggiore precisione l’impatto delle immobilizzazioni immateriali sull’EBITDA e sugli indicatori patrimoniali.

 

Tuttavia, l’adozione del nuovo criterio non è automatica. È necessario produrre documentazione che dimostri la correlazione tra i ricavi attesi e la vita utile del brevetto, e tale scelta deve essere coerente con i principi di prudenza e di rappresentazione veritiera e corretta del bilancio. Un’applicazione superficiale del metodo, senza adeguato supporto documentale, può generare rilievi in sede di revisione legale o di accertamento fiscale.

 

Consiglio Pro: Se gestite un portafoglio di brevetti con cicli di vita commerciale differenziati, valutate attentamente quale criterio di ammortamento applicare a ciascun asset. La coerenza tra politica contabile e andamento dei ricavi non è solo una questione formale: è un indicatore della qualità della vostra gestione dei brevetti.

 

Il Patent Box e gli incentivi fiscali 2026

 

La corretta iscrizione dei brevetti in bilancio non esaurisce le opportunità che il quadro normativo offre agli imprenditori. Il Patent Box rappresenta uno strumento fiscale di notevole rilevanza, direttamente collegato alla titolarità e alla gestione contabile dei brevetti.


Infografica: le fasi del processo di deposito di un brevetto

Il regime agevolato, nella sua formulazione vigente, consente una super-deduzione del 110% sulle spese di ricerca e sviluppo ammissibili, con la conseguenza di ridurre significativamente il reddito imponibile ai fini IRES e la base imponibile IRAP. L’opzione ha durata quinquennale ed è irrevocabile per l’intero periodo.

 

Tra gli aspetti pratici da considerare:

 

  • L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo esercizio in cui si intende beneficiare dell’agevolazione.

  • Il diritto al Patent Box è riconosciuto sia per l’utilizzo diretto del brevetto nella produzione di beni e servizi, sia per la concessione in licenza a terzi.

  • La documentazione di sviluppo deve essere aggiornata e coerente con l’iter che ha condotto alla concessione del brevetto, pena la revoca del beneficio.

  • Per PMI e startup, il Patent Box si può combinare con il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, amplificando l’effetto di riduzione del carico fiscale complessivo.

 

La sinergia tra iscrizione contabile corretta e accesso al Patent Box non è casuale: un brevetto correttamente patrimonializzato, con documentazione di sviluppo in ordine, è anche un brevetto più facilmente difendibile in sede di accertamento fiscale relativo all’agevolazione. Per approfondire le opportunità legate al nuovo regime, è utile esaminare le specificità fiscali per PMI e startup.

 

La gestione pratica dell’opzione Patent Box deve tenere aggiornati i registri relativi alle fasi di sviluppo, concessione e utilizzo del brevetto per non incorrere in sanzioni o revoche dell’agevolazione.

 

La mia visione sulla patrimonializzazione dei brevetti

 

Ho seguito nel corso degli anni decine di operazioni di conferimento e valorizzazione di asset intellettuali, e posso dire con certezza che l’errore più costoso non è tecnico. È di prospettiva.

 

Molti imprenditori affrontano la patrimonializzazione dei brevetti come un adempimento da sbrigare, delegando tutto al commercialista senza comprendere le implicazioni strategiche. Il risultato è quasi sempre lo stesso: una perizia redatta frettolosamente, un valore iscritto non ottimizzato e un’opportunità fiscale come il Patent Box sfruttata solo parzialmente o per nulla.

 

Nella mia esperienza, le operazioni che producono i risultati migliori sono quelle in cui imprenditore, legale, perito e commercialista lavorano in modo coordinato sin dalla fase di analisi preliminare. La scelta del metodo di valutazione, la struttura dell’accordo di conferimento e la politica di ammortamento non sono decisioni indipendenti: si influenzano reciprocamente, e una scelta sbagliata in una delle tre aree si ripercuote sulle altre.

 

Ho visto aziende svalutare brevetti di grande valore per aver adottato un piano di ammortamento inadeguato. Ho visto conferimenti annullati per perizie contestate da soci di minoranza. E ho visto imprenditori perdere anni di Patent Box per mancanza di documentazione di sviluppo aggiornata.

 

La corretta gestione del patrimonio intellettuale, a mio avviso, non è un’area dove si può ragionare per compartimenti stagni. Le modifiche OIC 24 del 2026 e gli aggiornamenti al Patent Box sono un’occasione per rivedere l’intero approccio, non solo per aggiornare una voce di bilancio.

 

— Studiolegalecoviello

 

Come Studiolegalecoviello supporta la vostra strategia brevettuale

 

Studiolegalecoviello affianca imprenditori e dirigenti aziendali in ogni fase del processo di valorizzazione e conferimento dei brevetti, dalla registrazione e deposito fino all’ottimizzazione fiscale attraverso il Patent Box.


https://studiolegalecoviello.com

Il team dello Studio offre consulenza integrata su valutazione degli asset intellettuali, redazione e supervisione delle perizie di stima, strutturazione degli accordi di conferimento e coordinamento con commercialisti per l’accesso alle agevolazioni fiscali vigenti. Per le aziende che operano con marchi e patrimonio immateriale di rilievo, lo Studio è in grado di costruire una strategia patrimoniale coerente e difendibile nel tempo. Richiedete una consulenza personalizzata per valutare insieme le opportunità più adatte alla vostra realtà aziendale.

 

FAQ

 

Cos’è la patrimonializzazione dei brevetti?

 

La patrimonializzazione dei brevetti è il processo con cui un brevetto viene iscritto tra le immobilizzazioni immateriali del bilancio aziendale, attribuendogli un valore economico e assoggettandolo ad ammortamento secondo il principio OIC 24.

 

Quale valore si iscrive in bilancio per un brevetto conferito?

 

Il valore iscritto è determinato dall’accordo di conferimento e non coincide necessariamente con quello periziato. La perizia stabilisce il massimo iscrivibile, ma il valore effettivo viene negoziato tra le parti e formalizzato nell’atto deliberativo.

 

Come funziona il nuovo ammortamento parametrato ai ricavi?

 

Le modifiche OIC 24 del 2026 consentono di ammortizzare i brevetti con quote proporzionali ai ricavi generati, a condizione di dimostrare la correlazione tra ricavi e sfruttamento del bene e di adottare il metodo a quote decrescenti.

 

Cos’è il Patent Box e chi può accedervi?

 

Il Patent Box è un regime fiscale agevolato che permette una super-deduzione del 110% sulle spese di R&S legate a brevetti e beni immateriali qualificati. Possono accedervi le imprese titolari di brevetti utilizzati direttamente o concessi in licenza, previa opzione quinquennale irrevocabile in dichiarazione dei redditi.

 

È possibile combinare Patent Box e credito d’imposta per R&S?

 

Sì, per PMI e startup è possibile cumulare il Patent Box con il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, a condizione di rispettare i requisiti documentali di entrambi i regimi e di non generare duplicazioni nelle spese ammissibili. Per un’analisi puntuale della propria situazione, è opportuno consultare un consulente specializzato in proprietà industriale.

 

Raccomandazione

 

 
 
 

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