Brevetti, crediti d'imposta e agevolazioni: guida 2026
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 14 min

In breve:
Il coordinamento tra Patent Box e crediti d’imposta richiede precisión nel rispetto delle regole di recapture e della non duplicazione.
Le imprese devono pianificare con attenzione le eventuali restituzioni e documentare accuratamente le attività di ricerca e sviluppo svolte.
Il coordinamento tra tutela brevettuale, crediti d’imposta e agevolazioni fiscali rappresenta oggi una delle sfide più concrete per le imprese italiane che investono in ricerca e sviluppo. Il Patent Box, introdotto nella sua forma attuale dall’articolo 6 del D.L. 146/2021 e chiarito dalla Circolare 5/E/2023 dell’Agenzia delle Entrate, consente una maggiorazione del 110% sulle spese di ricerca e sviluppo collegate a beni immateriali tutelati. Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, il credito d’imposta Innovazione e il credito d’imposta Design operano su logiche diverse ma spesso insistono sulle medesime spese, rendendo necessario un meccanismo di coordinamento preciso.
Il principio cardine è quello della non duplicazione del beneficio fiscale: quando un’impresa esercita l’opzione Patent Box, deve restituire il credito d’imposta R&S già fruito sulle stesse spese attraverso il meccanismo di «nettizzazione» o recapture. Questo non significa che le due agevolazioni siano incompatibili, ma che la loro fruizione combinata segue regole operative stringenti. Di seguito i punti essenziali da tenere presenti:
Il Patent Box è un regime opzionale quinquennale, irrevocabile e rinnovabile, che maggiora del 110% le spese di R&S sui beni immateriali agevolabili.
Il credito d’imposta R&S copre spese ammissibili quali personale dedicato, collaborazioni esterne, materiali per prototipi e ammortamenti, con aliquota del 10% fino a 5 milioni di euro annui.
Il meccanismo di recapture impone la restituzione del credito R&S già utilizzato sui costi che confluiscono nella base Patent Box, tramite modello F24 entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Le agevolazioni complementari, come i voucher dell’SME Fund EUIPO 2026 e i contributi a fondo perduto del bando Brevetti+, possono cumularsi con il Patent Box, entro i limiti del regime de minimis e senza sovrapposizione di costi.
Indice
Chi può accedere al Patent Box e quali beni immateriali sono tutelabili?
Quali novità normative riguardano il Patent Box nel 2025 e nel 2026?
Come coordinare il Patent Box con altri crediti d’imposta: regole di cumulabilità
Quali adempimenti e scadenze bisogna rispettare per fruire degli incentivi?
Scenari pratici: come gestisce il coordinamento una PMI italiana?
Quali incompatibilità esistono tra le diverse agevolazioni fiscali?
Come massimizzare i benefici fiscali nel coordinamento delle agevolazioni?
Quali implicazioni fiscali e contabili derivano dalla fruizione combinata?
Come avvengono i controlli fiscali sulla cumulabilità delle agevolazioni?
Quali obblighi di documentazione e rendicontazione richiede il coordinamento?
Studiolegalecoviello: consulenza integrata per brevetti e agevolazioni fiscali
Chi può accedere al Patent Box e quali beni immateriali sono tutelabili?
L’agevolazione è rivolta a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore produttivo. Rientrano nel perimetro anche le stabili organizzazioni in Italia di soggetti residenti in Paesi con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione. Sono invece escluse le imprese che determinano il reddito su base catastale o in modo forfettario, nonché quelle in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.
I beni immateriali agevolabili comprendono: software protetti da diritto d’autore, brevetti industriali (concessi o in corso di concessione), disegni e modelli giuridicamente tutelati. Il know-how e i marchi, presenti nel vecchio regime, non rientrano più nell’ambito del nuovo Patent Box introdotto dal D.L. 146/2021.
Condizioni essenziali per la fruizione:
Titolarità del diritto allo sfruttamento economico del bene immateriale.
Svolgimento effettivo di attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design o tutela legale dei diritti, direttamente o tramite contratti con terzi indipendenti, università o enti di ricerca.
Qualità di «investitore»: l’impresa deve sostenere i costi, assumere i rischi tecnici e finanziari e beneficiare dei risultati dell’attività di R&S.
Registrazione del bene presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o, per il software, presso il registro SIAE.
Le spese ammissibili includono quelle per il mantenimento dei diritti sui beni immateriali, il rinnovo a scadenza, la protezione, la prevenzione della contraffazione e la gestione dei contenziosi finalizzati alla tutela dei diritti medesimi.

Quali novità normative riguardano il Patent Box nel 2025 e nel 2026?
Il quadro normativo di riferimento è stabilito dall’articolo 6 del D.L. 146/2021, convertito dalla legge 215/2021 e successivamente modificato dalla legge 234/2021. La Circolare 5/E/2023 ha fornito i chiarimenti interpretativi più rilevanti, consolidando l’impianto operativo del regime.
Tra le caratteristiche strutturali del nuovo regime:
Opzione quinquennale, irrevocabile e rinnovabile: si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta per cui si intende optare, compilando il quadro OP del modello Redditi SC e indicando i beni agevolabili nel quadro RS.
Maggiorazione del 110%: si applica alle spese di R&S sostenute per il mantenimento, il potenziamento, la tutela e l’accrescimento del valore dei beni immateriali agevolabili.
Meccanismo premiale retroattivo: il comma 10-bis dell’articolo 6 consente di recuperare le spese di R&S sostenute fino agli otto periodi d’imposta precedenti all’ottenimento del titolo di privativa industriale, a partire dal periodo in cui tale titolo viene concesso.
Estensione ai disegni e modelli non registrati: agevolabili a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di prima divulgazione al pubblico, con possibilità di recupero dei costi precedenti nei limiti dell’ottennio.
Approccio OCSE «nexus»: il regime rispetta il principio secondo cui l’agevolazione spetta solo a chi svolge effettivamente l’attività di R&S e ne sopporta i rischi, non al mero detentore del titolo.
Un consiglio: Prima di esercitare l’opzione, verificare che la documentazione tecnica attestante l’attività di R&S sia già strutturata e conservata, poiché l’Agenzia delle Entrate può richiederne l’esibizione in fase di controllo senza preavviso.
Come coordinare il Patent Box con altri crediti d’imposta: regole di cumulabilità
Il coordinamento tra Patent Box e crediti d’imposta è governato dal principio di non duplicazione del beneficio fiscale. Quando le medesime spese di R&S confluiscono sia nella base di calcolo del Patent Box sia in quella del credito d’imposta R&S, scatta il meccanismo di recapture: l’impresa deve restituire il credito R&S già fruito tramite modello F24, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui ha esercitato l’opzione Patent Box, senza applicazione di sanzioni né interessi se il versamento avviene nei termini.
Interazione con il credito d’imposta Innovazione e Design
Il credito d’imposta Innovazione tecnologica e il credito d’imposta Design e ideazione estetica seguono la medesima logica del credito R&S: se le spese sottostanti rientrano nella base Patent Box, la quota di credito corrispondente va restituita. La distinzione rilevante è che ciascun credito ha aliquote e massimali propri, pertanto il calcolo della restituzione va effettuato credito per credito, senza compensazioni trasversali.

Cumulabilità con bandi e voucher
Le agevolazioni a fondo perduto e i voucher europei operano su un piano distinto dai crediti d’imposta e, in linea generale, sono cumulabili con il Patent Box, purché non si verifichi un finanziamento doppio della medesima spesa. In concreto:
L’SME Fund EUIPO 2026 eroga voucher con rimborso fino al 90% per l’IP Scan (fino a 450 euro), fino al 75% per brevetti nazionali (fino a 1.500 euro) e fino a 3.500 euro per brevetti europei. Queste somme coprono spese di deposito e consulenza IP, non le spese di R&S che alimentano il Patent Box: il rischio di sovrapposizione è quindi limitato, ma va verificato caso per caso.
Il bando Brevetti+ del MIMIT concede contributi a fondo perduto fino a 140.000 euro per PMI che valorizzano brevetti concessi, coprendo industrializzazione, prototipi ed estensioni internazionali. L’agevolazione è concessa nei limiti del regime de minimis e può raggiungere l’85% dei costi ammissibili per le imprese certificate per la parità di genere ai sensi della norma UNI/PdR 125:2022.
Esempio pratico di coordinamento
Agevolazione | Spese coinvolte | Meccanismo di coordinamento |
Patent Box (110%) | R&S su brevetti, software, design | Opzione quinquennale in dichiarazione |
Credito d’imposta R&S (10%) | Stesse spese R&S | Restituzione tramite F24 entro 30 giugno |
Credito d’imposta Innovazione | Spese innovazione tecnologica | Restituzione quota corrispondente |
Brevetti+ MIMIT | Industrializzazione, prototipi | Cumulabile, verificare de minimis |
SME Fund EUIPO | Deposito brevetti, consulenza IP | Cumulabile, spese distinte da R&S |
Quali adempimenti e scadenze bisogna rispettare per fruire degli incentivi?
La gestione operativa del coordinamento tra Patent Box e crediti d’imposta richiede il rispetto di scadenze precise e di procedure formali che, se trascurate, comportano la perdita del beneficio o l’applicazione di sanzioni.
Esercizio dell’opzione Patent Box: va comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta di riferimento, compilando il quadro OP del modello Redditi SC. L’opzione è irrevocabile per cinque anni e rinnovabile.
Restituzione del credito R&S: avviene tramite modello F24, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si fruisce del Patent Box. La restituzione effettuata nei termini non comporta sanzioni né interessi.
Saldo IRES e IRAP: il termine ordinario del 30 giugno coincide con la scadenza della restituzione del credito, rendendo necessaria una pianificazione di cassa anticipata per evitare tensioni di liquidità.
Certificazione delle spese R&S: dal 2024 è operativo un sistema di certificazione obbligatoria che aumenta l’affidabilità delle spese dichiarate e riduce il rischio di contestazioni successive in sede di controllo.
Documentazione tecnica: l’impresa deve conservare la documentazione che attesta la natura e l’entità delle attività di R&S, la loro riferibilità ai beni immateriali agevolabili e il collegamento con le spese dichiarate.
Sanzioni per omissioni: la mancata restituzione del credito R&S entro i termini comporta la perdita del diritto a fruire del Patent Box e l’applicazione delle sanzioni fiscali ordinarie.
Scenari pratici: come gestisce il coordinamento una PMI italiana?
La casistica più frequente riguarda una PMI manifatturiera o tecnologica che ha sviluppato un brevetto industriale, ha fruito del credito d’imposta R&S negli anni precedenti e intende ora accedere al Patent Box per massimizzare il beneficio fiscale sulle medesime spese.
Scenario tipo:
La PMI ha sostenuto spese di R&S per 500.000 euro nell’esercizio 2024, fruendo del credito d’imposta R&S al 10%, pari a 50.000 euro, utilizzato in compensazione F24.
Nel 2025, ottenuto il brevetto, esercita l’opzione Patent Box in dichiarazione: le stesse spese di R&S vengono maggiorate del 110%, generando una variazione in diminuzione del reddito imponibile IRES e IRAP.
Entro il 30 giugno 2026, la PMI deve restituire i 50.000 euro di credito R&S già fruiti, versandoli tramite F24 senza sanzioni né interessi.
Il beneficio netto del Patent Box (la maggiorazione del 110% sulle spese) supera generalmente l’onere della restituzione, rendendo il coordinamento conveniente sul piano economico complessivo.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’incapienza fiscale IRAP: anche quando la base imponibile IRAP è insufficiente ad assorbire la variazione in diminuzione generata dal Patent Box, la normativa impone comunque la restituzione del credito R&S corrispondente, senza possibilità di rinvio. Questo genera un’uscita di cassa che va pianificata nel budget aziendale con anticipo.
La certificazione delle spese R&S svolge un ruolo determinante in questo contesto: un fascicolo tecnico ben strutturato, redatto con il supporto di consulenti legali e fiscali, riduce significativamente il rischio di revoca del credito in sede di verifica.
Rischi fiscali, errori comuni e principio anti-elusione
Il Patent Box non è un incentivo automatico alla brevettazione: l’Agenzia delle Entrate e il MIMIT sottolineano con costanza che il beneficio presuppone un’attività di R&S effettivamente svolta, documentata e collegata al bene immateriale tutelato. Il mero possesso di un brevetto non è condizione sufficiente.
Gli errori più frequenti rilevati in sede di controllo:
Inclusione nella base Patent Box di spese non riferibili ai beni immateriali agevolabili.
Omessa restituzione del credito R&S entro i termini, con conseguente perdita dell’opzione quinquennale.
Documentazione tecnica insufficiente o redatta ex post, non in grado di dimostrare la continuità dell’attività di R&S.
Confusione tra le diverse tipologie di credito d’imposta (R&S, Innovazione, Design) e applicazione di aliquote o massimali errati.
Mancata verifica della compatibilità con i limiti de minimis in presenza di contributi a fondo perduto cumulati.
Il principio anti-elusione che governa il regime è il «nexus approach» OCSE, recepito dalla normativa italiana: l’agevolazione spetta solo a chi ha effettivamente investito nell’attività di R&S, ne ha sostenuto i costi e ne ha assunto i rischi. Strutture che separano artificialmente la titolarità del bene immateriale dall’attività di ricerca non soddisfano questo requisito.
Un consiglio: Predisporre un fascicolo tecnico-fiscale aggiornato anno per anno, che documenti in modo analitico le attività di R&S, i costi sostenuti, il collegamento con i beni immateriali e le modalità di fruizione dei crediti d’imposta. Questo documento è la prima difesa in caso di verifica fiscale.
Quali incompatibilità esistono tra le diverse agevolazioni fiscali?
Oltre al coordinamento Patent Box/credito R&S, esistono altre interazioni rilevanti tra agevolazioni fiscali che le imprese devono verificare prima di presentare domanda o esercitare opzioni.
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (ex «Industria 4.0») non interferisce direttamente con il Patent Box, poiché insiste su categorie di spesa distinte (beni materiali e immateriali strumentali, non attività di R&S). Tuttavia, quando un software agevolato con il credito beni strumentali è anche oggetto di Patent Box come software protetto da copyright, occorre verificare che le spese di sviluppo non siano conteggiate due volte.
Il contributo Brevetti+ del MIMIT è incompatibile con altre agevolazioni pubbliche che finanzino le medesime voci di spesa, ma può cumularsi con il Patent Box poiché copre fasi distinte (valorizzazione economica del brevetto già concesso, non la R&S che lo ha generato). La certificazione della parità di genere ai sensi della norma UNI/PdR 125:2022 può elevare la percentuale di contributo Brevetti+ dall’80% all’85% dei costi ammissibili, rappresentando un vantaggio concreto per le imprese già certificate.
Il credito d’imposta per la formazione 4.0 è cumulabile con il Patent Box senza meccanismi di restituzione, poiché riguarda spese di formazione del personale, non di R&S sui beni immateriali.
Come massimizzare i benefici fiscali nel coordinamento delle agevolazioni?
Una pianificazione fiscale efficace non si limita a evitare il doppio finanziamento: mira a strutturare il portafoglio di agevolazioni in modo che ciascuna copra una fase distinta del ciclo di vita dell’asset immateriale.
La sequenza logica più efficiente prevede: utilizzo dei voucher SME Fund EUIPO per coprire i costi di deposito e consulenza IP nelle fasi iniziali; accesso al credito d’imposta R&S durante lo sviluppo del bene immateriale; esercizio dell’opzione Patent Box al momento dell’ottenimento del titolo di privativa, con restituzione pianificata del credito R&S; presentazione della domanda Brevetti+ per la valorizzazione commerciale del brevetto concesso.
La consulenza legale e tecnica integrata è la condizione abilitante di questo approccio: senza un confronto continuo tra il consulente in proprietà industriale, il fiscalista e il consulente tecnico, il rischio di sovrapposizioni o di perdita di benefici per vizi formali è concreto. Le imprese che gestiscono queste agevolazioni in modo frammentato, affidando ciascuna a un professionista diverso senza coordinamento, tendono a incorrere negli errori documentali più costosi.
Un consiglio: Costruire un calendario fiscale integrato che mappi, per ciascun esercizio, le scadenze di restituzione dei crediti, le opzioni da esercitare in dichiarazione e le finestre di apertura dei bandi. Questo strumento semplice previene la maggior parte degli errori operativi.
Quali implicazioni fiscali e contabili derivano dalla fruizione combinata?
Sul piano contabile, la maggiorazione del 110% del Patent Box genera una variazione in diminuzione del reddito imponibile IRES e IRAP, che deve essere esposta nel quadro RS della dichiarazione dei redditi. Questa variazione non transita nel conto economico civilistico, ma produce effetti esclusivamente sul piano fiscale, con conseguente necessità di gestire le imposte differite nel bilancio d’esercizio.
La restituzione del credito R&S, al contrario, è un’uscita finanziaria reale che incide sul rendiconto finanziario e sulla posizione di cassa. Le imprese che non pianificano questa uscita con anticipo possono trovarsi in difficoltà di liquidità al 30 giugno, specialmente se il credito restituito è di importo rilevante.
Sul piano della nota integrativa, è buona prassi indicare esplicitamente l’opzione Patent Box esercitata, i beni immateriali agevolabili, le spese di R&S coinvolte e il meccanismo di restituzione del credito, fornendo al lettore del bilancio un quadro trasparente della strategia fiscale adottata. Questa trasparenza, oltre a essere corretta sul piano informativo, riduce il rischio di contestazioni in sede di revisione contabile o di verifica fiscale.
Come avvengono i controlli fiscali sulla cumulabilità delle agevolazioni?
L’Agenzia delle Entrate esercita i controlli sul Patent Box e sui crediti d’imposta attraverso verifiche documentali e, nei casi più complessi, ispezioni presso la sede dell’impresa. Il regime Patent Box, nella sua versione attuale, è stato concepito per ridurre la complessità rispetto al vecchio sistema basato sugli accordi preventivi (ruling): il contribuente fruisce autonomamente dell’agevolazione, rinviando il confronto con l’amministrazione alla fase di controllo eventuale.
I principali oggetti di verifica riguardano: la qualificazione delle attività di R&S come effettivamente svolte e documentate; la corretta identificazione dei beni immateriali agevolabili; la coerenza tra le spese dichiarate nel Patent Box e quelle oggetto di restituzione del credito R&S; la verifica del rispetto dei limiti de minimis in presenza di contributi a fondo perduto cumulati.
La certificazione delle spese R&S, operativa dal 2024, costituisce uno strumento di tutela preventiva: un’impresa che ha ottenuto la certificazione si presenta ai controlli con una documentazione già validata da un soggetto terzo accreditato, riducendo significativamente il rischio di contestazioni.

Quali obblighi di documentazione e rendicontazione richiede il coordinamento?
La documentazione richiesta per il coordinamento tra Patent Box e crediti d’imposta si articola su tre livelli distinti, ciascuno con finalità e destinatari diversi.
Il fascicolo tecnico descrive le attività di R&S svolte, il collegamento con i beni immateriali agevolabili, le risorse umane e strumentali impiegate e i risultati ottenuti. È il documento principale in caso di verifica e deve essere aggiornato per ciascun esercizio di fruizione dell’opzione.
Il fascicolo fiscale raccoglie i calcoli della maggiorazione del 110%, la determinazione della variazione in diminuzione IRES e IRAP, il calcolo del credito R&S da restituire e la documentazione dei versamenti F24 effettuati. Deve essere coerente con i dati esposti nella dichiarazione dei redditi.
Il fascicolo di proprietà industriale comprende i titoli di privativa ottenuti o in corso di concessione, le domande depositate presso l’UIBM o l’EPO, i contratti di ricerca con terzi indipendenti o università, e la documentazione relativa alla tutela legale dei diritti. Per le imprese che accedono anche ai voucher SME Fund EUIPO o al bando Brevetti+, questo fascicolo include anche la documentazione richiesta dai rispettivi soggetti gestori.
La consulenza integrata in proprietà industriale garantisce che questi tre livelli documentali siano coerenti tra loro e aggiornati nel tempo, evitando le discrepanze che più frequentemente originano contestazioni in sede di verifica.
Studiolegalecoviello: consulenza integrata per brevetti e agevolazioni fiscali
Per le imprese che intendono strutturare una strategia di tutela brevettuale coordinata con i crediti d’imposta disponibili nel 2026, la differenza tra un approccio frammentato e uno integrato si misura in termini di benefici effettivamente fruiti e rischi fiscali evitati.
[

Studiolegalecoviello offre consulenza specializzata in proprietà industriale e intellettuale, con competenze specifiche nel coordinamento tra tutela brevettuale, Patent Box e agevolazioni fiscali nazionali ed europee. Lo studio supporta le imprese nella strutturazione del fascicolo tecnico-fiscale, nella verifica della cumulabilità delle agevolazioni, nella gestione degli adempimenti dichiarativi e nel monitoraggio delle scadenze operative. Per le imprese che necessitano anche di protezione dei propri asset attraverso contratti di licenza o di tutela di marchi e insegne aziendali, lo studio offre un servizio completo di gestione del portafoglio di proprietà intellettuale. Per avviare una valutazione del proprio profilo agevolativo, è possibile contattare direttamente Studiolegalecoviello attraverso il sito ufficiale.
Punti chiave
Il coordinamento efficace tra Patent Box e crediti d’imposta richiede la restituzione del credito R&S tramite F24 entro il 30 giugno, una documentazione tecnica strutturata e una pianificazione fiscale integrata tra consulenza legale, fiscale e industriale.
Punto | Dettagli |
Meccanismo di recapture | Il credito R&S già fruito sulle stesse spese Patent Box va restituito tramite F24 entro il 30 giugno, senza sanzioni se nei termini. |
Maggiorazione del 110% | Il Patent Box consente di maggiorare del 110% le spese di R&S su brevetti, software e design, con opzione quinquennale irrevocabile. |
Cumulabilità con bandi | SME Fund EUIPO (fino al 90% delle spese per IP Scan, fino al 75% delle tasse di deposito per brevetti nazionali, fino a 3.500 euro per brevetti UE) e Brevetti+ (fino a 140.000 euro) sono cumulabili con il Patent Box su spese distinte. |
Incapienza IRAP | Anche in caso di base imponibile IRAP incapiente, la restituzione del credito R&S è dovuta senza possibilità di rinvio. |
Studiolegalecoviello | Offre consulenza integrata per strutturare il fascicolo tecnico-fiscale, coordinare le agevolazioni e gestire gli adempimenti dichiarativi. |
Domande frequenti
Come si comunica l’opzione Patent Box all’Agenzia delle Entrate?
L’opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta di riferimento, compilando il quadro OP del modello Redditi SC e indicando i beni immateriali agevolabili nel quadro RS. Non è prevista una comunicazione preventiva separata.
Quali sono gli incentivi per brevetti disponibili nel 2026?
Nel 2026 le principali agevolazioni per brevetti in Italia sono il Patent Box (maggiorazione del 110% sulle spese R&S), il bando Brevetti+ del MIMIT (fino a 140.000 euro a fondo perduto per PMI), i voucher SME Fund EUIPO (fino a 3.500 euro per brevetti europei) e il credito d’imposta R&S (aliquota del 10% fino a 5 milioni di euro annui).
Come si utilizza il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo?
Il credito d’imposta R&S si utilizza in compensazione tramite modello F24. In presenza di opzione Patent Box sulle medesime spese, la quota corrispondente va restituita entro il 30 giugno dell’anno successivo, senza sanzioni né interessi se il versamento è tempestivo.
L’SME Fund EUIPO 2026 rimborsa fino al 90% delle spese per IP Scan (massimo 450 euro), fino al 75% delle tasse di deposito per brevetti nazionali (massimo 1.500 euro) e fino a 3.500 euro per brevetti europei. Il bando Brevetti+ del MIMIT finanzia invece la valorizzazione economica di brevetti già concessi, con contributi fino a 140.000 euro per PMI con sede in Italia.
È possibile cumulare Patent Box e contributi a fondo perduto?
Sì, purché le spese finanziate dai contributi a fondo perduto (come Brevetti+ o SME Fund EUIPO) siano distinte da quelle che alimentano la base Patent Box. Il cumulo è ammesso nei limiti del regime de minimis e richiede una verifica puntuale della sovrapposizione delle voci di costo.
Raccomandati






Commenti