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Tre condizioni per imprese: marchio a bilancio e credito

  • 9 minuti fa
  • Tempo di lettura: 7 min

Registro contabile e fascicolo per la valutazione bancaria

Sì: un marchio registrato e periziato secondo standard riconosciuti può essere iscritto tra le immobilizzazioni immateriali e diventare un elemento concreto nella trattativa con la banca. Perché questo accada servono tre condizioni insieme: una perizia asseverata secondo criteri riconosciuti, la conformità contabile alle regole sugli intangibili e, quando previsto, la trascrizione della garanzia presso l’ufficio competente. Senza questi tre elementi, il marchio resta un valore percepito, non un valore bancabile. Le sezioni seguenti spiegano come costruire ciascuno di essi.

 

In breve:  
  • La perizia asseverata del marchio richiede una valutazione secondo standard riconosciuti e una trascrizione presso UIBM per essere realmente bancabile.

  • L’iscrizione in bilancio secondo OIC 24 rafforza il patrimonio netto e migliora gli indicatori di solidità patrimoniale, favorendo il rating bancario.

  • Il metodo Relief from Royalty è il più accettato dalle banche perché si basa su dati di fatturato e benchmark di mercato, mentre gli approcci del costo e dei multipli sono meno robusti.

  • La trascrizione del pegno e l’accuratezza della documentazione di uso del marchio sono fondamentali per ottenere garanzie reali opponibili e migliorare le condizioni di credito.

  • La corretta valutazione e aggiornamento periodico del marchio aiutano a evitare rischi di sovrastima e garantiscono una maggiore affidabilità nel tempo delle valutazioni creditizie.

 

Indice

 

 

Perché iscrivere il marchio a bilancio: effetti su patrimonio, EBITDA e rating

 

Il marchio registrato può essere iscritto tra le immobilizzazioni immateriali secondo il principio contabile OIC 24, che disciplina rilevazione, valutazione successiva e ammortamento degli intangibili nei bilanci italiani. L’effetto immediato riguarda il patrimonio netto: un marchio periziato e correttamente contabilizzato aumenta il valore degli attivi senza toccare la liquidità, con ricadute dirette sull’equity ratio, uno degli indicatori che gli istituti di credito osservano per stimare la probabilità di default (PD) e la perdita in caso di insolvenza (LGD).

 

Le banche non guardano il marchio come un’etichetta, ma come un dato che modifica gli indicatori usati nei modelli di rating interno. Un marchio ben documentato e valutato con criteri riconosciuti:

 

  • Rafforza il patrimonio netto senza richiedere nuova finanza esterna.

  • Migliora gli indici di solidità patrimoniale osservati nei sistemi di scoring.

  • Fornisce alla banca un elemento tangibile da inserire nella pratica di affidamento, riducendo la percezione di rischio.

 

Materiale tecnico presentato in ambito professionale conferma che la corretta valorizzazione degli intangibili incide direttamente sulla lettura del bilancio da parte degli analisti creditizi, non solo sulla forma espositiva del documento, come emerso nelle slide del convegno ODCEC Torino del 27 novembre 2023.

 

Metodi di valutazione del marchio: Relief from Royalty, costo e multipli

 

Le banche non accettano una cifra qualsiasi: vogliono sapere con quale metodo è stata calcolata e se quel metodo è coerente con la prassi internazionale. Esistono tre approcci comunemente accettati.

 

  1. Relief from Royalty. Stima il valore del marchio calcolando i risparmi che l’azienda ottiene non dovendo pagare una royalty a terzi per usarlo. In pratica si applica un tasso di royalty di mercato (spesso una percentuale del fatturato attribuibile al marchio) al periodo di vita utile residua, attualizzando i flussi futuri. È il metodo più utilizzato perché lega la valutazione a dati reali di fatturato e a benchmark di settore.

  2. Metodo del costo. Somma i costi storici di creazione e registrazione del marchio (depositi, rinnovi, comunicazione). È semplice da applicare ma debole per finalità creditizie perché ignora la capacità del marchio di generare reddito futuro, l’unico dato che interessa davvero a un analista di credito.

  3. Multipli di mercato. Confronta il marchio con transazioni comparabili su asset simili. Il limite pratico è evidente: trovare transazioni comparabili pubbliche e omogenee per settore, dimensione e area geografica è raro, e questo rende il metodo poco robusto se usato da solo.

 

Un consiglio: chiedi sempre che la perizia indichi esplicitamente il metodo usato e il motivo della scelta: una banca valuta la robustezza del ragionamento, non solo il numero finale.

 

Documenti tecnici che descrivono l’applicazione di questi metodi a marchi e altri asset immateriali sono disponibili nell’analisi di Morovisconti sul valore economico degli intangibili, mentre il WIPO fornisce linee guida metodologiche riconosciute a livello internazionale. Una perizia costruita secondo gli International Valuation Standards (IVS) e la norma ISO 10668, che stabilisce i requisiti per la valutazione monetaria di un marchio, aumenta sensibilmente la probabilità che il valore venga accettato in sede di negoziazione bancaria.

 

Come la valorizzazione dell’IP diventa accesso al credito concreto

 

Un marchio periziato genera un vantaggio reale solo quando entra nella pratica bancaria con documenti verificabili. Il passaggio più rilevante è la costituzione del pegno sul marchio e la sua trascrizione presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM): senza trascrizione, la garanzia non è opponibile a terzi e la banca non può contare su di essa in caso di insolvenza.

 

Nella due diligence, l’istituto di credito non si limita a leggere la perizia: verifica anche il certificato di registrazione, lo storico d’uso effettivo del marchio e i ricavi ad esso attribuibili nei bilanci degli ultimi esercizi. Un articolo professionale recente conferma che registrazione e perizia, se accompagnate da trascrizione, possono incidere direttamente sul rating bancario attribuito all’impresa.

 

Nella pratica, la valorizzazione dell’IP si traduce in tre situazioni concrete:

 

  • Un credito chirografario che ottiene condizioni migliori perché il patrimonio netto rafforzato riduce il rischio percepito.

  • Un finanziamento garantito da pegno sul marchio, utile quando l’azienda non dispone di altri asset da offrire in garanzia.

  • Un’operazione di factoring in cui i ricavi legati al marchio, documentati con continuità, rafforzano l’affidabilità del cedente.

 

L’iniziativa europea sull’IP-backed finance, promossa da EUIPO insieme alla Commissione europea, spinge in questa direzione anche a livello istituzionale, incoraggiando banche e operatori finanziari a riconoscere le perizie IP come elemento nella valutazione del merito creditizio.

 

Checklist operativa per rendere il marchio spendibile in banca

 

Preparare la pratica richiede un ordine preciso di documenti e figure professionali, non solo una perizia isolata.

 

  1. Raccogli la documentazione di base. Certificato di registrazione del marchio, prove d’uso continuativo (fatture, campagne, materiali commerciali), eventuali contratti di licenza già in essere.

  2. Prepara i dati finanziari. Bilanci degli ultimi esercizi e un prospetto previsionale che isoli, quando possibile, i ricavi attribuibili al marchio.

  3. Coinvolgi i professionisti giusti. Un consulente in proprietà industriale per la parte legale, un perito indipendente per la valutazione, un commercialista o revisore per la conformità contabile, e un notaio se serve trascrivere un pegno.

  4. Fai redigere la perizia asseverata. Deve seguire IVS o ISO 10668 e richiamare esplicitamente OIC 24 per l’iscrizione in bilancio e OIC 9 per eventuali svalutazioni successive.

  5. Trascrivi la garanzia, se prevista. La trascrizione presso UIBM richiede tipicamente poche settimane; i tempi complessivi della perizia possono variare in base alla complessità del caso e ai costi in relazione alle dimensioni dell’azienda e all’analisi richiesta.

 

Chi ha già registrato il marchio ma non ha ancora predisposto la documentazione può partire dalla guida completa alla registrazione del marchio prima di avviare la perizia.

 

Rischi e controlli: i limiti della valorizzazione

 

Sovrastimare il marchio è il rischio più frequente e il più costoso da correggere. Se una perizia non regge a una verifica successiva, magari in caso di ispezione fiscale o di revisione contabile, l’azienda rischia una rettifica del valore iscritto, con effetti retroattivi su imposte e bilanci già depositati.

 

Guide tecniche dedicate ai criteri di valutazione insistono su questo punto, segnalando che la separabilità e la documentazione d’uso restano tra i fattori più esaminati.

 

Per contenere questi rischi conviene:

 

  • Aggiornare periodicamente la perizia, non limitarsi a una valutazione fatta una sola volta.

  • Documentare in modo continuativo i ricavi attribuibili al marchio, non solo al momento della perizia.

  • Verificare con il proprio consulente fiscale la coerenza tra il valore iscritto e la capacità reddituale effettiva dell’azienda.

 

Chi vuole approfondire gli aspetti di rivalutazione periodica può consultare la guida alla rivalutazione del marchio.

 

Esperienza sul campo e strumenti digitali per la perizia


Esperienza sul campo e strumenti digitali per la perizia — overview diagram

Studiolegalecoviello segue operazioni di valorizzazione del marchio che partono dalla registrazione e arrivano fino all’iscrizione in bilancio e alla predisposizione di documentazione utile alla trattativa bancaria, come descritto nella pagina dedicata alla valutazione del marchio per il rating. L’attività si è estesa anche a progetti internazionali di tutela in settori come il food tech e il gaming, dove la componente IP incide direttamente sul valore d’impresa.

 

Uno strumento digitale come app.brandregistrato.it aiuta a raccogliere in modo ordinato le prove d’uso del marchio, dalle campagne alle metriche digitali, materiale che rende una perizia più solida e più facilmente accettata in sede bancaria. Se la tua azienda ha già ottenuto risultati concreti da un percorso di valorizzazione dell’IP, Studiolegalecoviello resta disponibile a raccoglierne evidenza in future analisi di settore.

 

— STUDIO

 

Come Studiolegalecoviello accompagna l’iscrizione del marchio in bilancio

 

Si affiancano imprese e professionisti nell’intero percorso che porta un marchio dalla registrazione alla piena bancabilità: perizie coordinate con i criteri IVS e ISO 10668, contratti di licenza per chi vuole monetizzare l’asset, e assistenza nella costituzione e trascrizione del pegno presso UIBM.

 

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Studiolegalecoviello

 

Il valore aggiunto sta nella combinazione di competenze legali, tecniche e contabili con strumenti digitali pensati per raccogliere le prove d’uso richieste da una perizia solida, un aspetto che spesso fa la differenza tra una valutazione accettata e una rifiutata dalla banca. Per i marchi con una storia consolidata, che godono spesso di un valore reputazionale più semplice da documentare, Studiolegalecoviello dedica un percorso specifico descritto nella pagina marchi storici. Chi intende invece strutturare accordi di licensing come leva di valorizzazione può richiedere una prima valutazione tramite la pagina contratti di concessione in licenza. Il passo successivo è semplice: prenota una consulenza per capire se il tuo marchio è già pronto per l’iscrizione in bilancio o cosa manca per renderlo bancabile.

 

Fonti

 

Per approfondire i metodi di valutazione, consulta le linee guida WIPO sulla valutazione IP e il documento Morovisconti sul valore economico degli intangibili. Sull’accesso al credito, l’iniziativa EUIPO IP-backed finance offre il quadro istituzionale più aggiornato, mentre chi cerca uno sguardo fiscale complementare può consultare questa guida pratica alla dichiarazione fiscale per imprese.

 

 

Domande frequenti

 

Quanto costa una perizia asseverata sul marchio?

 

I costi variano in base alla dimensione dell’azienda e alla complessità dell’analisi richiesta; per una stima precisa serve valutare il caso specifico con un perito qualificato.

 

Il pegno sul marchio serve sempre per ottenere credito?

 

No: il marchio periziato può migliorare il rating e le condizioni di un credito chirografario anche senza pegno, che diventa necessario solo per garanzie reali specifiche.

 

Quale metodo di valutazione preferiscono le banche?

 

Il Relief from Royalty è generalmente il più apprezzato perché lega il valore a dati di fatturato reali e a benchmark di mercato verificabili.

 

Ogni quanto va aggiornata la perizia del marchio?

 

Non esiste un obbligo fisso, ma un aggiornamento periodico è consigliabile ogni volta che cambiano in modo significativo i ricavi attribuibili al marchio o le condizioni di mercato.

 

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