Marchi e brevetti come garanzia per i finanziamenti
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In breve:
Le imprese possono utilizzare marchi e brevetti come garanzia reale senza cederne la proprietà, facilitando l’accesso al credito. Il pegno mobiliare non possessorio permette di mantenere l’uso dei titoli durante il finanziamento, garantendo protezione e flessibilità. La corretta valutazione e registrazione dei titoli sono essenziali per ottenere finanziamenti fino a tre milioni di euro.
Marchi e brevetti sono asset patrimoniali immateriali che le imprese possono offrire come garanzia reale per ottenere finanziamenti bancari, senza cederne la proprietà né interrompere l’attività produttiva. Questa possibilità, nota in ambito tecnico come utilizzo di titoli di proprietà industriale come collaterali, rappresenta un’opportunità concreta per start-up e PMI che dispongono di un portafoglio di proprietà intellettuale ma non di immobili o beni fisici da ipotecare. Il Fondo di Garanzia per le PMI, previsto dalla legge 662/92, facilita già l’accesso al credito sostituendo le garanzie tradizionali con una garanzia pubblica. Conoscere gli strumenti giuridici e valutativi disponibili consente di trasformare un brevetto o un marchio registrato in una leva finanziaria concreta.
Quali strumenti giuridici permettono di usare marchi e brevetti come garanzia?
Il pegno mobiliare non possessorio è lo strumento giuridico principale per costituire una garanzia su marchi e brevetti senza trasferirne il possesso. Introdotto in Italia nel 2016 e pienamente operativo dal 2023, consente all’impresa di continuare a utilizzare il bene immateriale durante tutta la durata del finanziamento. Questo è il vantaggio decisivo rispetto al pegno tradizionale: il titolare mantiene il controllo operativo del marchio o del brevetto, può continuare a produrre, licenziare e commercializzare.
La validità del pegno non possessorio dipende dalla registrazione nel Registro dei pegni mobiliari non possessori. Tale iscrizione ha efficacia costitutiva e garantisce l’opponibilità della garanzia ai terzi, sostituendo la consegna materiale del bene. Senza questa formalità, il pegno non produce effetti nei confronti di creditori concorrenti o acquirenti del titolo.
I vantaggi pratici per l’impresa sono molteplici:
Continuità operativa: il marchio o brevetto resta in uso durante il finanziamento.
Flessibilità contrattuale: l’iscrizione al Registro consente clausole innovative rispetto ai pegni tradizionali, come la sostituzione del bene dato in garanzia.
Accesso senza immobili: le imprese prive di asset fisici possono accedere al credito bancario su base patrimoniale.
Tutela del creditore: l’opponibilità ai terzi protegge la banca in caso di insolvenza o cessione del titolo.
Un consiglio: Prima di avviare la procedura di pegno, verificare che il marchio o brevetto sia regolarmente registrato e in corso di validità. Un titolo scaduto o non rinnovato non può essere offerto in garanzia.
Come valutare economicamente marchi e brevetti per usarli come garanzia?
La valutazione economica di un brevetto non segue criteri standardizzati come quella di un immobile. Il valore dipende da profili tecnologici, giuridici e contabili che devono essere analizzati congiuntamente. Questo approccio interdisciplinare è indispensabile perché ogni titolo ha caratteristiche uniche di mercato, protezione e generazione di reddito.

Criterio di valutazione | Marchi | Brevetti |
Durata del titolo | Potenzialmente illimitata (con rinnovi) | Massimo 20 anni |
Base del valore | Notorietà, distintività, quota di mercato | Utilità industriale, monopolio tecnologico |
Flussi di cassa attesi | Royalties da licensing, valore del brand | Royalties, vantaggi competitivi, cessioni |
Profilo giuridico | Solidità della registrazione, uso effettivo | Validità delle rivendicazioni, assenza di opposizioni |
Rischio di svalutazione | Basso se il marchio è attivo e rinnovato | Crescente con l’avvicinarsi della scadenza |

I marchi hanno durata potenzialmente illimitata se rinnovati regolarmente, mentre i brevetti durano al massimo 20 anni. Questa differenza incide direttamente sul profilo di rischio percepito dalla banca e, di conseguenza, sulle condizioni del finanziamento.
La capacità di generare flussi di cassa prevedibili è il parametro centrale nella due diligence bancaria. Una banca concede credito su un brevetto quando riesce a stimare con ragionevole certezza le entrate future derivanti da licenze, vendite o vantaggi competitivi. Per questo, la documentazione da preparare deve includere contratti di licensing esistenti, analisi di mercato, storico dei ricavi collegati al titolo e perizie tecniche indipendenti.
I marchi e brevetti collegati a investimenti in ricerca e sviluppo incorporano anche componenti immateriali come il know-how e la capacità di generare vantaggi competitivi duraturi. Questi elementi concorrono alla stima complessiva e devono essere documentati con precisione per sostenere la valutazione davanti a un istituto di credito.
Un consiglio: Affidare la perizia di stima a un esperto indipendente con competenze sia giuridiche sia economiche. Una valutazione monodisciplinare rischia di essere rigettata dalla banca in fase di istruttoria.
Modalità pratiche e vantaggi dell’utilizzo di marchi e brevetti per ottenere finanziamenti
Il processo di ottenimento di un finanziamento garantito da brevetti o marchi segue fasi precise. Prima si identifica il titolo da offrire in garanzia e si commissiona una perizia di valore. Poi si negozia con la banca o il finanziatore le condizioni del prestito, incluso il rapporto tra valore del titolo e importo erogabile. Infine si procede all’iscrizione del pegno nel Registro apposito, che perfeziona la garanzia.
I benefici per PMI e start-up sono concreti e misurabili:
Accesso a finanziamenti significativi: le imprese possono ottenere fino a tre milioni di euro di finanziamento senza garanzie reali o personali tradizionali, grazie a specifici strumenti assistiti da garanzie pubbliche su brevetti.
Nessuna perdita di controllo: il titolare mantiene la proprietà e l’uso del marchio o brevetto per tutta la durata del prestito.
Vantaggi fiscali: la protezione del marchio consente di accedere a regimi fiscali agevolati, come il Patent Box, che riducono l’imponibile sui redditi derivanti da titoli di proprietà intellettuale.
Diversificazione delle fonti di credito: l’utilizzo di asset immateriali come collaterali apre canali di finanziamento alternativi rispetto al credito ipotecario tradizionale.
Valorizzazione del portafoglio IP: il processo di valutazione obbliga l’impresa a censire e documentare i propri titoli, migliorando la gestione complessiva del patrimonio intellettuale.
Il mercato del credito riconosce sempre più l’importanza di marchi e brevetti come garanzie, favorendo strumenti alternativi rispetto alle garanzie tradizionali. Questa tendenza è particolarmente rilevante per le imprese tecnologiche e le start-up, che spesso dispongono di un portafoglio IP solido ma di asset fisici limitati. Per approfondire come le banche valutano concretamente questi titoli, è utile consultare la guida su come ottenere credito grazie ai brevetti.
Quali errori evitare nella valorizzazione di marchi e brevetti come garanzia?
Offrire titoli non registrati o scaduti. Un marchio non registrato o un brevetto scaduto non ha valore giuridico come garanzia. La registrazione e il rinnovo puntuale sono condizioni preliminari imprescindibili.
Presentare una valutazione monodisciplinare. Una perizia che considera solo il profilo tecnologico, senza analizzare la solidità giuridica e la capacità reddituale, non supera la due diligence bancaria. La stima del valore richiede competenze giuridiche, tecnologiche ed economiche integrate.
Trascurare la documentazione dei flussi di cassa. Le banche finanziano ciò che riescono a quantificare. Senza contratti di licensing, analisi di mercato e proiezioni di ricavo documentate, la garanzia perde credibilità.
Non verificare l’assenza di vincoli preesistenti. Un titolo già gravato da un pegno o da una licenza esclusiva può non essere liberamente offerto in garanzia. Verificare lo stato del titolo nel Registro è un passaggio obbligato.
Sottovalutare la negoziazione con la banca. Le condizioni del finanziamento, incluso il rapporto tra valore della garanzia e importo erogato, sono negoziabili. Presentarsi con una documentazione completa e una perizia autorevole migliora la posizione negoziale.
Un consiglio: Integrare la gestione dei titoli di proprietà intellettuale nella pianificazione finanziaria annuale. Aggiornare le perizie di valore con cadenza regolare consente di avere sempre una stima attendibile pronta per eventuali operazioni di credito.
La tutela e la registrazione dei titoli sono il presupposto di qualsiasi operazione finanziaria basata su asset immateriali. Un portafoglio IP ben gestito non solo protegge l’impresa dalla concorrenza, ma costituisce una riserva di valore mobilitabile in qualsiasi momento.
Punti chiave
L’utilizzo di marchi e brevetti come garanzia per i finanziamenti richiede titoli registrati, una valutazione interdisciplinare e la corretta iscrizione del pegno nel Registro apposito.
Punto | Dettagli |
Strumento giuridico principale | Il pegno mobiliare non possessorio consente di garantire un finanziamento senza cedere l’uso del titolo. |
Registrazione obbligatoria | L’iscrizione nel Registro dei pegni non possessori è condizione necessaria per l’opponibilità ai terzi. |
Valutazione interdisciplinare | La perizia deve integrare profili tecnologici, giuridici ed economici per superare la due diligence bancaria. |
Differenza marchi/brevetti | I marchi hanno durata illimitata; i brevetti scadono dopo 20 anni, con impatto diretto sul valore come garanzia. |
Accesso al credito agevolato | Con garanzie su brevetti è possibile accedere a finanziamenti fino a tre milioni di euro senza garanzie reali tradizionali. |
La proprietà intellettuale come asset finanziario: una riflessione
Nel corso dell’attività professionale di Studiolegalecoviello, ho osservato una trasformazione significativa nel modo in cui banche e finanziatori guardano ai titoli di proprietà industriale. Fino a pochi anni fa, presentare un brevetto come garanzia generava perplessità negli uffici fidi. Oggi, con il pegno mobiliare non possessorio pienamente operativo, la conversazione è cambiata.
Ciò che ancora manca, però, è la consapevolezza da parte delle imprese. La maggior parte degli imprenditori che incontro non sa che il proprio portafoglio IP ha un valore finanziario mobilitabile. Spesso gestiscono marchi registrati da anni, con contratti di licensing attivi, senza mai aver considerato di usarli come collaterali per un finanziamento.
L’errore più comune non è tecnico: è strategico. Le imprese aspettano di avere bisogno di liquidità per iniziare a pensare alle garanzie. A quel punto, i tempi di valutazione e registrazione diventano un ostacolo. Chi invece mantiene aggiornate le perizie e i rinnovi dei titoli può muoversi rapidamente quando si presenta un’opportunità di credito.
La mia indicazione è chiara: trattare il portafoglio di proprietà intellettuale come si tratta il patrimonio immobiliare. Censirlo, valorizzarlo, mantenerlo in ordine. Non perché serva oggi, ma perché quando servirà, il tempo sarà la risorsa più scarsa.
— Studiolegalecoviello
Studiolegalecoviello a supporto delle imprese nella valorizzazione dei titoli IP
Studiolegalecoviello assiste imprenditori e manager di start-up e PMI in ogni fase del processo di valorizzazione finanziaria dei titoli di proprietà intellettuale. Dalla registrazione e rinnovo di marchi e insegne alla redazione di perizie di valore per la due diligence bancaria, lo studio offre una consulenza integrata che copre i profili giuridici, tecnici e contrattuali. Il supporto si estende alla strutturazione dei contratti di licenza e alla negoziazione delle condizioni di finanziamento con istituti di credito.
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Per le imprese che intendono utilizzare i propri titoli come garanzia, il punto di partenza è sempre la corretta registrazione e tutela del patrimonio IP. Studiolegalecoviello offre consulenza specializzata anche per la gestione di marchi storici, categoria che può esprimere un valore particolarmente elevato in sede di valutazione creditizia.
Domande frequenti
Cos’è il pegno mobiliare non possessorio su marchi e brevetti?
Il pegno mobiliare non possessorio è uno strumento giuridico che consente di costituire una garanzia su marchi e brevetti senza cederne il possesso. Introdotto in Italia nel 2016 e pienamente operativo dal 2023, permette all’impresa di continuare a utilizzare il titolo durante il finanziamento.
Come si valuta un brevetto per usarlo come garanzia bancaria?
La valutazione integra profili tecnologici, giuridici ed economici, con particolare attenzione alla capacità del brevetto di generare flussi di cassa prevedibili. Una perizia monodisciplinare non è sufficiente per superare la due diligence di un istituto di credito.
Qual è la differenza tra marchi e brevetti come garanzia finanziaria?
I marchi hanno durata potenzialmente illimitata se rinnovati, mentre i brevetti scadono dopo un massimo di 20 anni. Questa differenza incide sul profilo di rischio percepito dalla banca e sulle condizioni del finanziamento concedibile.
Quanto si può ottenere con un finanziamento garantito da brevetti?
Con specifici strumenti assistiti da garanzie pubbliche, le imprese possono accedere a finanziamenti fino a tre milioni di euro senza dover fornire garanzie reali o personali tradizionali.
La registrazione del pegno è obbligatoria per la validità della garanzia?
Sì. L’iscrizione nel Registro dei pegni mobiliari non possessori ha efficacia costitutiva ed è indispensabile per rendere la garanzia opponibile ai terzi. Senza questa formalità, il pegno non produce effetti giuridici nei confronti di creditori concorrenti.
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