Come calcolare il valore reale di un marchio prima del notaio

Per ottenere una perizia giurata spendibile dal notaio, incarichiamo o facciamo incaricare un perito abilitato che applichi un metodo documentabile, di norma l’approccio reddituale basato sul relief from royalty, e che riporti dati e ipotesi chiaramente motivati. La perizia deve contenere calcoli verificabili, scenari alternativi e la dichiarazione di giuramento del professionista.
In breve:
Per marchi con ricavi attribuibili e documentabili, il metodo reddituale calcola i canoni di licenza risparmiati; i confronti di mercato richiedono cessioni recenti comparabili.
Per marchi recenti o non ancora monetizzati, l’approccio dei costi è più adatto, perché non richiede ricavi attribuibili al marchio.
Il canone di licenza va fondato su transazioni comparabili; il tasso di sconto deve riflettere costo del capitale, rischio specifico e riferimenti settoriali.
La perizia deve riportare bilanci, contratti, calcoli verificabili, scenari alternativi e iscrizione all’albo; il giuramento davanti a un pubblico ufficiale comporta responsabilità civili e penali.
Indice
Metodi pratici per valutare un marchio: reddituale, di mercato e dei costi
Struttura e requisiti di una perizia giurata spendibile dal notaio
Esempio numerico: calcolo passo per passo con il relief from royalty
Parametri critici da motivare: sconto, vita utile e royalty rate
Prova di competenza dello studio: cosa offriamo e come lavoriamo
Metodi pratici per valutare un marchio: reddituale, di mercato e dei costi
Chi deve presentare una perizia giurata al notaio si confronta con tre approcci riconosciuti dalla pratica professionale, e la scelta tra questi dipende dalla disponibilità di dati e dalla natura dell’operazione sottostante.
L’approccio reddituale, nella sua variante relief from royalty, stima il valore del marchio come il risparmio economico che l’azienda realizza non dovendo pagare una royalty a un terzo per utilizzarlo. È il metodo preferito nella pratica professionale per le operazioni notarili perché si basa su dati finanziari concreti (fatturato, margini, contratti) e perché gli standard IVS 210 ne riconoscono la solidità quando il royalty rate viene validato con transazioni comparabili.
L’approccio di mercato, basato su multipli ricavati da transazioni comparabili, è utile quando esistono cessioni recenti di marchi in settori simili per dimensione e posizionamento. La sua applicazione resta più delicata in Italia per la scarsità di dati pubblici su transazioni private.
Il cost approach, che stima il valore sulla base dei costi storici o di riproduzione del marchio, trova spazio soprattutto per marchi giovani o non ancora monetizzati, come nel caso di startup che non hanno ancora un fatturato attribuibile al brand.
Nella pratica professionale non esiste un unico metodo obbligatorio: la combinazione di più approcci aumenta la difendibilità della stima, come confermano le analisi di settore su strumenti e software di calcolo per la valutazione del marchio, che mostrano come metodi diversi possano produrre valori anche molto distanti tra loro.
Relief from royalty: indicato quando il marchio genera flussi di cassa tracciabili e separabili dal resto del business.
Multipli di mercato: utile come controllo incrociato quando si dispone di transazioni comparabili recenti.
Cost approach: pertinente per marchi di recente creazione o per asset non ancora monetizzati.
Struttura e requisiti di una perizia giurata spendibile dal notaio
Una perizia giurata non è un semplice numero firmato: deve dimostrare, passo dopo passo, come quel numero è stato ottenuto. Per essere realmente spendibile davanti al notaio, la perizia riporta dati verificabili, ipotesi esplicite e calcoli ricostruibili da un terzo.
Dati di base documentabili: bilanci degli ultimi esercizi, fatturato specificamente attribuibile al marchio quando l’azienda ha più linee di prodotto, contratti di licenza o di cessione già in essere.
Ipotesi da motivare singolarmente: vita utile economica residua del marchio, royalty rate ipotetico applicato, tasso di sconto utilizzato per attualizzare i flussi futuri.
Scenari alternativi: una perizia solida presenta almeno un’ipotesi conservativa e una più favorevole, per mostrare la sensibilità del risultato alle variabili chiave.
Calcoli in forma tabellare: tabelle di flussi annuali, attualizzazione periodo per periodo, sintesi finale del valore con relative note metodologiche.
Elementi formali del giuramento: dichiarazione di giuramento del perito, indicazione dell’iscrizione all’albo professionale di appartenenza, data e luogo dell’atto.
Secondo quanto chiarito in materia di perizia giurata e perizia asseverata, il perito che giura la perizia assume responsabilità civili e penali sulla veridicità di quanto dichiarato: la relazione deve quindi contenere non solo il valore finale, ma la spiegazione formale della metodologia, i calcoli completi e le fonti dei benchmark utilizzati.
Esempio numerico: calcolo passo per passo con il relief from royalty
Per rendere concreto il metodo, costruiamo un esempio illustrativo con dati fittizi ma realistici: un’azienda con un fatturato annuo attribuibile al marchio di 2.000.000 di euro, un royalty rate ipotetico del 4%, un orizzonte di attualizzazione di cinque anni e un tasso di sconto del 10%.
Il primo passo consiste nel calcolare il flusso annuale di royalty risparmiata moltiplicando il fatturato per il royalty rate: 2.000.000 × 4% = 80.000 euro all’anno.
La stima restituisce un valore stimato del marchio di circa 303.200 euro.
Un consiglio: presentate sempre almeno due scenari, uno con royalty rate e sconto prudenziali e uno con parametri più favorevoli, per mostrare al notaio la sensibilità del calcolo e non un numero isolato.

Parametri critici da motivare: sconto, vita utile e royalty rate
I punti più spesso contestati in una perizia giurata non sono i dati di partenza, ma i parametri soggettivi che il perito deve giustificare con fonti esterne.
Il tasso di sconto si costruisce normalmente a partire da un costo medio ponderato del capitale o da una proxy settoriale, tenendo conto del rischio specifico legato all’asset immateriale. Le linee guida IVSC 2025 raccomandano di documentare questa costruzione attraverso un’analisi WARA, confrontando il rendimento implicito nell’intangibile con quello degli altri asset aziendali.
Il royalty rate ipotetico va ancorato a transazioni comparabili reali o a database di licensing riconosciuti, mai scelto in modo arbitrario: le stesse linee guida indicano le transazioni comparabili come fonte primaria per derivare un tasso difendibile.
Un’analisi dedicata agli standard internazionali IVS 210 raccomanda che il royalty rate nel relief from royalty sia validato con transazioni comparabili. Questo significa che ogni perizia giurata dovrebbe citare, almeno in forma sintetica, le fonti di benchmark utilizzate per scegliere il tasso applicato.
Tasso di sconto: costruito su un costo del capitale o su una proxy di settore, con analisi WARA a supporto.
Royalty rate: ancorato a transazioni comparabili o a database di licensing, non a una stima soggettiva.
Vita utile economica: determinata in base alla durata prevedibile del vantaggio competitivo generato dal marchio, con trattamento esplicito dell’incertezza nei casi dubbi.
Chi redige e giura la perizia: iter pratico e valore legale
La perizia giurata su un marchio viene redatta da un professionista con competenze tecniche in valutazione d’azienda e proprietà industriale, spesso un consulente IP o un dottore commercialista iscritto al relativo albo professionale.
Il giuramento avviene davanti a un pubblico ufficiale, tipicamente il cancelliere del tribunale o il notaio stesso, e consiste nella sottoscrizione di una formula con cui il perito assume la responsabilità personale della veridicità di quanto dichiarato. Questo passaggio distingue la perizia giurata da una semplice relazione tecnica non asseverata, che non ha lo stesso valore probatorio.
La perizia giurata comporta responsabilità civili e penali per il perito in caso di dichiarazioni non veritiere.
Una relazione non giurata può orientare una trattativa, ma non ha la stessa forza davanti al notaio o in sede contenziosa.
L’iscrizione all’albo del perito va sempre indicata nella perizia, come elemento di garanzia per chi la riceve.
Checklist operativa e documenti da presentare al notaio
Prima dell’atto, organizziamo la documentazione in un fascicolo ordinato e numerato, per evitare rinvii e richieste integrative.
Bilanci degli ultimi esercizi e, se disponibile, il dettaglio del fatturato attribuibile al marchio.
Contratti di licenza, cessione o co-marketing già sottoscritti relativi al marchio oggetto di perizia.
Perizia giurata firmata, con dichiarazione di giuramento e indicazione dell’iscrizione all’albo del perito.
Documentazione UIBM relativa alla registrazione del marchio, necessaria anche per la successiva trascrizione della cessione.
Eventuali traduzioni asseverate quando una delle parti opera in un paese diverso dall’Italia.
Prova di competenza dello studio: cosa offriamo e come lavoriamo
Affrontiamo la valutazione dei marchi integrando competenza giuridica in proprietà industriale con strumenti tecnologici per la gestione dei diritti IP. Questa combinazione di esperienza internazionale e strumenti digitali ci permette di costruire perizie più tracciabili, con dati organizzati e ipotesi documentate in modo coerente, elementi che rendono la relazione più solida davanti al notaio e, se necessario, in sede contenziosa.
— STUDIO
I nostri servizi per preparare la perizia giurata
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Accompagniamo imprenditori e titolari di marchi dalla raccolta dei dati fino alla perizia pronta per il notaio, integrando consulenza in proprietà industriale ed intellettuale con ricerche di anteriorità e assistenza nella fase di deposito dell’atto. Chi desidera un confronto tecnico più approfondito sui modelli di valutazione in contesti di cessione o successione può consultare anche la guida di ConsultEFC su IP valuation. Per avviare l’incarico, contattiamo lo studio attraverso la pagina dei servizi e definiamo insieme tempi e documentazione necessaria.
Domande frequenti
Quale metodo di valutazione conviene usare per il notaio?
L’approccio reddituale basato sul relief from royalty è il più utilizzato nella pratica professionale perché si basa su dati finanziari verificabili e su royalty rate ancorati a transazioni comparabili. Nei casi più complessi, affiancarlo a un confronto di mercato rende la stima più robusta.
Chi può redigere e giurare una perizia sul valore di un marchio?
Un consulente in proprietà industriale o un dottore commercialista iscritto al proprio albo professionale può redigere la perizia, che diventa giurata dopo il giuramento davanti a un pubblico ufficiale. Questo passaggio comporta responsabilità civili e penali per il perito, come chiarito nelle analisi su perizia giurata e perizia asseverata.
Quali documenti servono per presentare la perizia al notaio?
Occorrono bilanci recenti, contratti di licenza o cessione già esistenti, la perizia giurata firmata con dichiarazione di giuramento e la documentazione UIBM relativa alla registrazione del marchio. Quando una parte opera all’estero, vanno aggiunte le traduzioni asseverate dei documenti.
Come si giustifica il tasso di sconto usato nel calcolo?
Il tasso di sconto si costruisce normalmente a partire da un costo medio ponderato del capitale o da una proxy settoriale, documentando il rischio specifico dell’asset tramite un’analisi WARA, come indicato nelle linee guida IVSC. Senza questa motivazione, il valore finale risulta più facilmente contestabile.
Che differenza c’è tra perizia giurata e relazione di valutazione semplice?
La perizia giurata comporta il giuramento del perito davanti a un pubblico ufficiale e assume un valore legale specifico, con responsabilità personale sulla veridicità dei contenuti. Una relazione non giurata può essere utile in trattativa, ma non ha la stessa forza probatoria davanti al notaio.
Fonti









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