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Prove di contraffazione online: come conservare pagine, inserzioni e acquisti

2 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min
Professionista esamina documenti per organizzare un dossier sulle violazioni online

Per conservare le prove di una possibile contraffazione online occorre documentare non soltanto il segno contestato, ma anche il contesto: pagina completa, indirizzo, data di acquisizione, identità dichiarata del venditore, offerta e collegamento con il prodotto. Screenshot, file originali e acquisti di verifica vanno raccolti con un metodo tracciabile. La segnalazione alla piattaforma dovrebbe essere coordinata con questa raccolta, perché la rimozione dell’inserzione può rendere più difficile ricostruire i fatti.


Aggiornato al 24 ottobre 2026 — A cura dell’Avv. Carmine Coviello. Guida operativa per titolari di marchi e responsabili aziendali; ogni iniziativa richiede la valutazione del diritto, del territorio e delle circostanze concrete.


Il primo controllo: quale fatto deve essere provato?


Un fascicolo utile parte da una domanda precisa. Si vuole documentare un’offerta rivolta al mercato italiano, l’uso di un marchio nella pubblicità, una vendita effettiva o la continuità di un’attività? Sono fatti diversi e richiedono materiali diversi. Un’immagine del logo può mostrare il segno, ma non necessariamente chi lo abbia usato, per quali prodotti o in quale momento.


Conviene predisporre una scheda con diritto invocato, numero di registrazione, titolare, prodotti o servizi, territorio e comportamento osservato. Non bisogna confondere l’impressione commerciale di somiglianza con un accertamento di contraffazione. Prima di diffondere accuse o inviare richieste perentorie occorre verificare anche autorizzazioni, licenze, provenienza dei prodotti ed eventuale esaurimento del diritto.


Screenshot: utili, ma da leggere insieme al contesto


Una schermata ritagliata può perdere elementi decisivi: nome dell’account, indirizzo del sito, variante selezionata, valuta, condizioni di consegna e avvertenze. È preferibile conservare sia una vista completa sia dettagli leggibili, indicando che cosa rappresenti ciascun file. Una copia destinata alla presentazione può evidenziare il marchio, purché resti separata dal materiale acquisito senza annotazioni.


L’articolo 2712 del codice civile disciplina anche le riproduzioni informatiche e collega la piena prova dei fatti rappresentati al mancato disconoscimento della conformità. Non è quindi prudente descrivere qualsiasi screenshot come una prova incontestabile. Il testo dell’articolo è riportato nelle note ufficiali al Codice dell’amministrazione digitale. La qualità della raccolta e gli altri documenti del fascicolo restano importanti per affrontare eventuali contestazioni.


URL, data, ora e percorso di navigazione


Per ogni acquisizione annotare URL completo, data, ora e fuso orario, operatore e modalità di accesso. Una pagina visibile dopo una ricerca, un accesso autenticato o la scelta di un Paese può essere diversa da quella pubblica iniziale. Registrare questi passaggi consente a chi esamina il dossier di comprendere come si sia arrivati al contenuto e quali condizioni ne abbiano influenzato la visualizzazione.


Le pagine dinamiche richiedono particolare attenzione. Prezzo, disponibilità e venditore possono cambiare senza che cambi l’indirizzo. Se una scheda riunisce più offerte, documentare quella specificamente contestata: ragione sociale dichiarata, identificativo del venditore, quantità, variante e destinazione della consegna. Non attribuire automaticamente tutte le vendite della scheda a un singolo operatore.


Due professioniste confrontano documenti e allegati relativi a un caso di contraffazione online

Conservare gli originali e registrare le lavorazioni


Creare una cartella per i materiali acquisiti e una distinta per le copie di lavoro. Rinominare i file secondo una convenzione stabile, senza cancellare informazioni utili sui formati o sulla provenienza. Conservare anche messaggi, ricevute e allegati nei formati disponibili; una stampa in PDF può agevolare la lettura, ma non dovrebbe sostituire automaticamente ogni originale elettronico.


Un registro semplice può indicare chi ha raccolto il documento, quando, da quale fonte e a chi è stato consegnato. Se si effettuano conversioni, estrazioni o oscuramenti, descriverli. Un’impronta informatica permette di confrontare file e rilevare modifiche, ma da sola non dimostra la verità del contenuto, l’identità dell’autore della pagina o il momento storico in cui l’offerta era online.


Marca temporale: che cosa rafforza e che cosa non risolve


L’articolo 41 del regolamento eIDAS attribuisce alla validazione temporale elettronica qualificata una presunzione relativa all’accuratezza di data e ora e all’integrità dei dati associati. Il testo consolidato del regolamento eIDAS va letto insieme al servizio concretamente utilizzato. Una marcatura del file non certifica automaticamente che il sito mostrasse davvero quel contenuto nel momento descritto dall’operatore.


Bisogna quindi distinguere acquisizione, integrità e riferimento temporale. Per approfondire questa distinzione è disponibile la guida sulla marca temporale qualificata e i limiti della prova. Nei casi economicamente rilevanti o facilmente contestabili può essere opportuno valutare un’acquisizione tecnica professionale, definendo prima quesito, metodo e contenuto della relazione.


Acquisto di verifica: collegare inserzione e prodotto ricevuto


Se si valuta un acquisto di verifica, occorre organizzarne prima gli obiettivi con il legale e rispettare la legge. Il fascicolo dovrebbe collegare offerta, ordine, pagamento, comunicazioni, spedizione e consegna. Fotografare imballo, etichette, documenti accompagnatori e prodotto, mantenendo identificabili le fasi. Evitare aperture, prove distruttive o alterazioni non documentate che possano indebolire la successiva analisi tecnica.


Un prodotto sospetto non è necessariamente contraffatto. La guida sui prodotti originali extra SEE e sulle prove prima della rivendita affronta una questione distinta: autenticità e liceità della commercializzazione non coincidono sempre. Eventuali conclusioni sulla provenienza o sulle caratteristiche del bene devono essere motivate da chi dispone delle competenze necessarie.


Prima del takedown: coordinare urgenza e conservazione


La rimozione rapida può essere essenziale per limitare il danno, ma una segnalazione inviata prima della raccolta può far scomparire elementi utili. Non esiste una regola automatica di attesa: rischio per i consumatori, diffusione, volatilità e urgenza giudiziaria devono essere valutati insieme. Definire chi acquisisce, chi autorizza la segnalazione e chi conserva le ricevute riduce sovrapposizioni e perdita di materiali.


L’articolo sulle segnalazioni di contraffazione nei marketplace, DSA e dogana approfondisce i canali di intervento. Il dossier probatorio è un’attività preliminare e complementare: la rimozione disposta da una piattaforma non equivale, da sola, a una sentenza che accerta la violazione o il danno.


Fascicoli ordinati per conservare gli allegati e la cronologia delle acquisizioni digitali

Quando valutare misure giudiziali per preservare le prove


La raccolta aziendale non sostituisce i rimedi processuali. La direttiva 2004/48/CE prevede strumenti di produzione e conservazione delle prove nel rispetto delle informazioni riservate; la sintesi ufficiale europea sull’enforcement IP ne illustra il quadro. In Italia, descrizione e sequestro sono disciplinati dal Codice della proprietà industriale: il testo dell’articolo 129 è riportato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 agosto 2023.


La scelta del rimedio richiede l’esame dei presupposti e dell’urgenza; non ogni sospetto giustifica una misura. Preparare un indice dei fatti già documentati e di quelli ancora da accertare aiuta il professionista a valutare la richiesta. Anche la legittimazione va controllata: l’approfondimento su licenziatario e azione contro la contraffazione chiarisce perché il contratto non debba essere ignorato.


Checklist per consegnare un dossier leggibile


Riunire in un indice: titolo e titolarità del diritto; cronologia; tabella degli URL; schermate complete e dettagli; file acquisiti; registro delle operazioni; ordini e pagamenti; materiali ricevuti; precedenti segnalazioni e risposte. Ogni allegato dovrebbe avere un numero stabile e un breve collegamento al fatto che si intende documentare. Segnalare espressamente le informazioni mancanti invece di colmarle con ipotesi.


Gli accessi al dossier vanno limitati alle persone coinvolte e le copie di presentazione possono richiedere oscuramenti, conservando separatamente gli originali. L’organizzazione descritta nella guida a NDA e data room nella due diligence offre indicazioni utili anche per distinguere livelli di accesso e responsabilità. Non è necessario distribuire a tutta l’azienda documenti integrali soltanto perché rilevanti per la controversia.


Esempio: un’offerta modificata dopo il primo contatto


Si immagini un’impresa che trovi il proprio marchio nella foto di un’inserzione. Dopo una richiesta di chiarimenti, il venditore sostituisce l’immagine e cambia descrizione. Un dossier composto soltanto dalla schermata successiva non ricostruisce il primo uso. È utile mantenere distinte le due acquisizioni, con date, URL e messaggi intermedi, spiegando la sequenza senza attribuire alla modifica un significato automatico di ammissione. Se si è acquistato un campione, collegare quel prodotto alla versione dell’offerta effettivamente utilizzata per l’ordine, non a una pagina simile trovata in seguito.


Domande frequenti sulle prove online


Basta uno screenshot per dimostrare la contraffazione?


Può documentare elementi visibili, ma occorre valutarne contenuto, provenienza e contesto. Non prova automaticamente tutti i presupposti della violazione, la titolarità del diritto o l’entità del danno.


Devo aspettare a segnalare l’inserzione?


Non esiste un’attesa standard. La conservazione deve essere coordinata con l’urgenza della rimozione e gli eventuali rischi. Il legale può definire la sequenza più adatta al caso.


L’hash del file sostituisce l’acquisizione tecnica?


No. Consente confronti di integrità, ma non dimostra da solo come il materiale sia stato acquisito, chi abbia pubblicato la pagina o se l’informazione rappresentata sia vera.


Posso modificare le immagini per evidenziare il marchio?


È opportuno lavorare su copie chiaramente identificate, preservando i file acquisiti senza annotazioni. Evidenziazioni e oscuramenti devono essere riconoscibili e documentati.


La rimozione della piattaforma prova il diritto al risarcimento?


No. La decisione della piattaforma e l’accertamento giudiziale sono distinti. Per una domanda risarcitoria occorre esaminare anche condotta, responsabilità, danno e relativo collegamento causale.


Preparare la valutazione dello Studio


Per una prima analisi prepara titolo IP, URL contestati, cronologia e materiali già conservati. Indica le iniziative compiute, le risposte ricevute e le scadenze note. Lo Studio può valutare il diritto, le lacune del fascicolo e la strategia di intervento, senza promettere rimozioni o risultati. Il servizio di anticontraffazione e tutela del brand descrive l’assistenza pertinente.


Per un’introduzione al tema è disponibile il video dello Studio sulla lotta alla contraffazione del marchio. Il video offre un contesto generale e non sostituisce il metodo di raccolta né la valutazione del singolo dossier.


Contenuto informativo generale. Le attività di acquisizione e l’impiego delle prove devono essere pianificati in relazione al procedimento, alla legge applicabile e alle modalità lecite di accesso.


Fotografie illustrative: Anastassia Anufrieva, Gabrielle Henderson e Zulfugar Karimov / Unsplash, importate nella libreria del sito.

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