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Registrare un marchio: come pagare meno tasse con royalties

  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Molti imprenditori si chiedono se sia possibile registrare un marchio: come pagare meno tasse? La risposta è sì, e non si tratta di un escamotage, ma di uno strumento fiscale perfettamente legittimo che il nostro ordinamento mette a disposizione. Il marchio registrato, infatti, non è solo uno scudo a protezione del brand: è un asset patrimoniale che, se gestito con competenza, può generare vantaggi economici concreti attraverso il meccanismo delle royalties.


Il principio è semplice: quando un marchio viene concesso in licenza d'uso, anche all'interno dello stesso gruppo societario, i canoni versati (le royalties) godono di un regime fiscale agevolato. Questo si traduce in un risparmio reale sulla pressione fiscale complessiva, a patto che ogni passaggio sia strutturato correttamente dal punto di vista legale e contrattuale. Sbagliare un dettaglio può trasformare un'opportunità in un rischio di contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate.


Nello Studio Legale Coviello affianchiamo imprese e professionisti nella registrazione e nella gestione strategica dei titoli di proprietà industriale, trattandoli come ciò che sono: investimenti misurabili. In questo articolo spieghiamo come funziona il meccanismo delle royalties applicato al marchio, quali sono i requisiti per accedere alla tassazione agevolata e quali errori evitare per sfruttare questa leva in modo sicuro e conforme alla normativa vigente.


Che cosa sono royalties e licenza del marchio


Le royalties sono compensi periodici che un soggetto (il licenziatario) paga a un altro (il licenziante) per ottenere il diritto di usare un asset immateriale, come appunto un marchio registrato. Si tratta di uno strumento contrattuale riconosciuto dalla legge, non di una costruzione artificiosa. In parole semplici: se possiedi un marchio e ne concedi l'uso a un'altra azienda o a una tua società collegata, puoi incassare un canone periodico in cambio di quella concessione.


La licenza del marchio: come funziona


La licenza di marchio è il contratto con cui il titolare del segno autorizza un terzo a utilizzarlo per scopi commerciali, definendo territorio, durata e modalità d'uso. Questo contratto deve essere redatto per iscritto e, per avere effetto nei confronti di terzi, va trascritto nel registro dei marchi dell'UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi). Senza trascrizione, il contratto rimane valido tra le parti, ma non è opponibile a chi non ne era a conoscenza.


La licenza può essere esclusiva o non esclusiva: nel primo caso solo il licenziatario può usare il marchio nel territorio concordato, nel secondo il titolare può concedere lo stesso diritto ad altri soggetti.

Il contratto stabilisce anche la percentuale di royalty, che di norma si calcola sul fatturato generato dal licenziatario attraverso l'uso del marchio. Questa percentuale deve essere coerente con i valori di mercato per essere fiscalmente riconosciuta dall'Agenzia delle Entrate.


Royalties intragruppo: il caso più comune


Quando ti chiedi registrare un marchio: come pagare meno tasse?, il contesto più frequente riguarda le operazioni intragruppo, cioè situazioni in cui una holding detiene il marchio e lo concede in licenza alle società operative del gruppo. La società licenziataria deduce le royalties come costo dal proprio reddito imponibile, mentre la holding incassa quei proventi godendo, a determinate condizioni, di una tassazione ridotta.



Questa struttura è legale e diffusa, ma richiede che ogni elemento sia documentato, coerente e giustificabile economicamente. Il semplice fatto di registrare un marchio non basta: serve una gestione contrattuale e fiscale precisa fin dal primo giorno.


Perché il marchio non è un trucco fiscale


Quando si parla di registrare un marchio: come pagare meno tasse?, il primo dubbio che sorge è legittimo: si tratta davvero di uno strumento lecito o di un'operazione al limite della legge? La risposta è chiara. Il risparmio fiscale derivante dalle royalties non nasce da un meccanismo artificioso, ma da un principio economico reale: un marchio ha valore, e il suo utilizzo da parte di un terzo giustifica il pagamento di un compenso.


Il fisco non contesta il meccanismo in sé, ma contrasta le operazioni prive di sostanza economica, costruite esclusivamente per spostare reddito tra soggetti collegati.

Sostanza economica e coerenza con il mercato


L'Agenzia delle Entrate valuta ogni operazione secondo il principio di prevalenza della sostanza sulla forma. Questo significa che il marchio deve avere un valore reale e riconoscibile, la licenza deve riflettere condizioni di mercato e le royalties devono essere proporzionate. Se registri un marchio senza storia commerciale e lo licenzi immediatamente a una tua società a prezzi gonfiati, ti esponi a una contestazione per abuso del diritto.


Per evitarlo, devi costruire l'operazione su basi solide: un contratto ben strutturato, una valutazione del marchio documentata e una coerenza tra i canoni praticati e quelli di mercato per settore e territorio.


Come strutturare correttamente l'operazione


Per sfruttare appieno la leva fiscale del marchio, non basta registrarlo: devi costruire l'intera operazione su una struttura solida e documentata. Ogni elemento, dal contratto alla valutazione economica del segno, deve reggere a un eventuale controllo dell'Agenzia delle Entrate. Un'operazione improvvisata espone te e la tua società a rischi concreti e difficili da gestire a posteriori.


I passaggi fondamentali da rispettare


Quando ti chiedi registrare un marchio: come pagare meno tasse?, la risposta pratica passa da alcuni passaggi obbligati da seguire in sequenza. Prima di tutto, il marchio deve essere formalmente registrato e trascritto all'UIBM prima di avviare qualsiasi operazione di licenza. Senza registrazione, non esiste alcun titolo da concedere in uso a terzi.


  1. Registra il marchio a nome del soggetto titolare designato (persona fisica, holding o società dedicata)

  2. Fai redigere un contratto di licenza scritto con durata, territorio, canone e modalità d'uso chiare

  3. Trascrivi il contratto nel registro UIBM per renderlo opponibile a terzi

  4. Documenta la valutazione economica del marchio con criteri oggettivi e coerenti con i benchmark di settore

  5. Mantieni aggiornata tutta la documentazione a ogni rinnovo contrattuale


Una struttura costruita correttamente fin dall'inizio ti protegge da contestazioni future e rende l'intera operazione sostenibile nel lungo periodo.

Come funziona la tassazione delle royalties in Italia


In Italia, le royalties derivanti dalla concessione in licenza di un marchio registrato sono soggette a un regime fiscale specifico che può risultare vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria del reddito d'impresa. Quando ti chiedi registrare un marchio: come pagare meno tasse?, è proprio qui che trovi le risposte più concrete e applicabili alla tua situazione.


Il regime ordinario IRES e la deduzione dei costi


Per le persone giuridiche, i proventi da royalties rientrano nel reddito d'impresa e vengono tassati con l'aliquota IRES ordinaria del 24%. Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi prevede però che i costi sostenuti per lo sviluppo e la protezione del marchio siano deducibili, riducendo la base imponibile complessiva della società licenziataria.


Il Patent Box: la tassazione agevolata sui beni immateriali


Lo strumento più rilevante per ridurre l'impatto fiscale è il Patent Box, un regime opzionale che consente di detassare parzialmente i redditi derivanti dallo sfruttamento di determinati beni immateriali. Con la riforma del 2021, il meccanismo è stato semplificato: non si calcola più il reddito agevolato separatamente, ma si applica una maggiorazione del 110% sui costi di ricerca e sviluppo sostenuti per quel bene immateriale.



Il Patent Box si applica anche ai marchi registrati, a condizione che siano connessi ad attività di ricerca e sviluppo documentabili e tracciabili nel tempo.

Rischi, contestazioni e errori comuni da evitare


Quando studi registrare un marchio: come pagare meno tasse?, devi sapere che l'Agenzia delle Entrate presta attenzione crescente alle operazioni con beni immateriali, specialmente quelle intragruppo. Il rischio principale non è la struttura in sé, ma la mancanza di documentazione solida che dimostri la reale sostanza economica dell'intera operazione.


Se il canone di royalty non è coerente con i valori di mercato, l'Agenzia può riqualificare l'operazione come distribuzione occulta di utili, con conseguenze fiscali importanti.

Gli errori più frequenti da non commettere


Il primo errore è fissare royalties sproporzionate rispetto al fatturato del licenziatario o ai benchmark di settore, senza una perizia che giustifichi quella percentuale. Il secondo errore è omettere la trascrizione del contratto all'UIBM, lasciando l'accordo privo di efficacia verso terzi. Un terzo problema frequente è non aggiornare la documentazione contrattuale quando cambiano le condizioni economiche o le parti coinvolte nel rapporto.


Questi errori non solo espongono a contestazioni formali, ma possono rendere indeducibili le royalties per il licenziatario, vanificando ogni vantaggio fiscale conquistato. Strutturare correttamente ogni passaggio fin dall'inizio richiede un professionista che conosca sia il diritto della proprietà industriale sia la normativa fiscale vigente, evitando interventi correttivi costosi in una fase successiva.



Due righe finali


La domanda registrare un marchio: come pagare meno tasse? ha una risposta concreta e praticabile, ma richiede metodo. Il marchio registrato non è solo protezione legale: è un asset con valore economico misurabile che, inserito in una struttura contrattuale corretta, ti permette di ottimizzare la pressione fiscale attraverso le royalties. Ogni passaggio, dalla licenza alla trascrizione all'UIBM, deve essere costruito con precisione per reggere a un controllo.


Questo percorso richiede competenze che vanno dalla proprietà industriale alla fiscalità dei beni immateriali, due ambiti che raramente si trovano integrati nello stesso studio. Nel momento in cui decidi di trasformare il tuo marchio in uno strumento di pianificazione economica, affidarti a chi conosce entrambi i versanti fa la differenza tra un'operazione solida e una contestabile. Se vuoi capire da dove iniziare, contatta lo Studio Legale Coviello per una consulenza su misura.

 
 
 

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