Rivalutazione dei marchi in bilancio: liquidità e vantaggi
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La rivalutazione del marchio in bilancio può incrementare il patrimonio netto e, se accompagnata dall’affrancamento della riserva, liberare liquidità concreta. Questa non è un’operazione riservata alle grandi imprese: l’art. 6‑bis del D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (Decreto Liquidità) e l’art. 110 del D.L. 104/2020 (Decreto Agosto) hanno messo a disposizione delle imprese italiane strumenti normativi precisi, con aliquote sostitutive contenute e un percorso documentale difendibile. La scelta tra rivalutazione esclusivamente civilistica e riconoscimento fiscale è la variabile che determina se l’operazione produce effetti sul cassetto fiscale o rimane un miglioramento contabile. Studiolegalecoviello assiste imprenditori e dirigenti nell’intera filiera: dalla verifica del legal status del marchio alla perizia economica, fino alla pianificazione fiscale integrata.
Quando conviene procedere: obiettivo di medio-lungo termine, piano di cessione del marchio o rafforzamento patrimoniale per accesso al credito. Quando non conviene: crisi di cassa acuta che richiede liquidità in tempi molto brevi, perché la rivalutazione non genera cassa immediata salvo affrancamento della riserva.
Punti chiave
La rivalutazione del marchio in bilancio è uno strumento di pianificazione patrimoniale e fiscale a medio-lungo termine, non una soluzione per crisi di cassa immediate, e produce benefici concreti solo con una perizia difendibile e la corretta scelta tra regime civilistico e fiscale.
Punto | Dettagli |
Scelta del regime | La differenza tra rivalutazione solo civilistica e fiscale (3% sostitutiva) determina l’impatto su ammortamenti e plusvalenze future. |
Affrancamento della riserva | L’imposta del 10% sulla riserva conviene quando si prevede distribuzione di dividendi, poiché inferiore al 26% ordinario. |
Perizia indipendente | Relief from Royalty e metodo dei risultati differenziali sono i metodi più difendibili; il Metodo Hirose funge da controllo. |
Legal status del marchio | Un marchio con registrazione scaduta o contestata non è rivalutabile in modo difendibile. |
Studiolegalecoviello | Offre consulenza integrata su valutazione, legal status e pianificazione fiscale per la rivalutazione del marchio. |
Indice
Quali soggetti e quali marchi possono accedere alla rivalutazione?
L’ambito soggettivo dei due regimi principali non coincide. L’art. 6‑bis D.L. n. 23/2020 riguarda esclusivamente le imprese dei settori alberghiero e termale, con rivalutazione gratuita (senza imposta sostitutiva) e prassi interpretativa dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce le condizioni operative. L’art. 110 D.L. 104/2020, invece, si applica alle società di capitali e agli enti commerciali che adottano i principi contabili nazionali OIC, escludendo i soggetti IAS/IFRS. Le società di persone possono accedere in casi compatibili, secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate, ma la verifica caso per caso è indispensabile.
Sul fronte dei beni agevolabili, sono rivalutabili i marchi giuridicamente tutelati iscritti in bilancio, compresi quelli completamente ammortizzati se ancora coperti da tutela legale. Questo punto è spesso sottovalutato: un marchio con valore netto contabile pari a zero può ancora esprimere un valore economico rilevante se la registrazione è in vigore.
Checklist di eleggibilità preliminare:
Marchio iscritto in bilancio alla data di riferimento (una data di riferimento stabile per il bilancio per l’art. 110 D.L. 104/2020)
Tutela giuridica attiva (registrazione in vigore, nessuna causa di nullità pendente)
Soggetto non IAS/IFRS per il regime art. 110
Codice ATECO alberghiero/termale per l’art. 6‑bis
Assenza di contenziosi che compromettano il valore del marchio
Un consiglio: prima di avviare qualsiasi perizia, verificare lo stato dei rinnovi e delle opposizioni: una registrazione scaduta o contestata rende la valutazione non difendibile davanti all’Agenzia delle Entrate.
Come cambia il bilancio e cosa succede alla liquidità?
La distinzione tra effetto civilistico e riconoscimento fiscale è il punto tecnico più frainteso. Iscrivere il maggior valore in bilancio senza versare l’imposta sostitutiva produce un miglioramento patrimoniale visibile, ma non genera alcun beneficio fiscale: gli ammortamenti calcolati sul valore rivalutato non sono deducibili e, in caso di cessione, la plusvalenza è tassata sull’intero maggior valore. Per ottenere il riconoscimento fiscale occorre versare l’imposta sostitutiva del 3% sul maggior valore iscritto, con pagamento rateizzato.
La riserva di rivalutazione iscritta nel patrimonio netto può essere affrancata con un’imposta sostitutiva del 10%, rendendo i futuri dividendi distribuibili con un carico fiscale ridotto. Senza affrancamento, la distribuzione della riserva ai soci è soggetta all’imposta sostitutiva del 26% sui dividendi percepiti. L’affrancamento, quindi, è la leva che trasforma un vantaggio patrimoniale in un beneficio reale per i soci.
Sul fronte del credito, la capitalizzazione degli intangibili migliora gli indici patrimoniali utilizzati dai modelli di rating bancario, con effetti positivi sulla capacità di accesso al finanziamento. Come evidenziano le analisi pratiche sulla rivalutazione dei beni, per la maggior parte delle imprese questa rimane uno strumento di consolidamento patrimoniale più che una soluzione per crisi di liquidità immediate.

Quali metodi di valutazione sono difendibili davanti al Fisco?
La stima del valore del marchio deve poggiare su metodologie oggettive e riconosciute; una perizia basata esclusivamente su costi storici o stime soggettive è il principale motivo di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Metodo | Dati richiesti | Robustezza difensiva | Migliori casi d’uso |
Relief from Royalty | Tasso di royalty di mercato, proiezioni di fatturato, tasso di attualizzazione | Alta, se i tassi sono documentati da comparabili | Marchi con mercato di licensing attivo |
Risultati differenziali | Margini operativi con e senza marchio, dati storici comparabili | Media-alta, richiede isolamento del contributo | Marchi con forte impatto sul margine |
Metodo Hirose | Indici Prestige, Loyalty, Expansion Driver, dati di mercato | Media, utile come controllo | Verifica e confronto metodologico |
Il Relief from Royalty stima il valore attuale dei canoni che l’impresa risparmia grazie alla proprietà del marchio. Richiede tassi di royalty documentati da transazioni comparabili, proiezioni di fatturato credibili e un tasso di attualizzazione coerente con il rischio del settore. Il metodo dei risultati differenziali isola il contributo del marchio al risultato operativo confrontando performance con e senza brand: funziona bene quando esistono dati storici comparabili o un gruppo di controllo. Il Metodo Hirose articola la valutazione su tre dimensioni (Prestige, Loyalty, Expansion Driver) e riduce la soggettività, ma in Italia richiede adattamenti metodologici per essere pienamente difendibile. Viene utilizzato principalmente come strumento di controllo e confronto rispetto ai metodi reddituali.
La perizia deve essere redatta da un professionista indipendente e deve documentare le assunzioni, le fonti dei dati e la coerenza con i principi di valutazione riconosciuti. Per approfondire i metodi di valutazione del marchio e i loro fondamenti economici, Studiolegalecoviello mette a disposizione risorse tecniche dedicate.
Quali passaggi operativi e documenti sono necessari?
Il processo si articola in fasi sequenziali, ciascuna con un prodotto documentale preciso:
Delibera assembleare o del consiglio di amministrazione che autorizza la rivalutazione e definisce i beni oggetto dell’operazione.
Incarico al valutatore indipendente, con definizione di scopo, metodo, tempi e responsabilità.
Assessment del legal status del marchio: verifica di rinnovi, opposizioni e cause di nullità, affidata all’avvocato IP.
Perizia tecnico-economica, con relazione di stima completa, assunzioni documentate e scelta del metodo motivata.
Contabilizzazione: iscrizione del maggior valore nell’attivo e della riserva di rivalutazione nel patrimonio netto.
Aggiornamento dell’inventario con annotazione della rivalutazione, come richiesto dalla prassi e dal DM 162/2001.
Nota integrativa: indicazione del criterio di rivalutazione, del metodo di stima, del valore rivalutato e dell’imposta sostitutiva versata.
I documenti minimi indispensabili sono: delibera assembleare, perizia tecnica, inventario aggiornato, documentazione sul legal status del marchio (certificati di registrazione, storico rinnovi), e relazione fiscale sul trattamento della rivalutazione. La guida alla rivalutazione del marchio di Studiolegalecoviello approfondisce gli aspetti normativi e le annotazioni contabili obbligatorie.
Quando la rivalutazione non è consigliabile?
La rivalutazione non è uno strumento neutro: presenta rischi concreti che occorre valutare prima di procedere.
Crisi di cassa acuta: se l’impresa ha bisogno di liquidità entro poche settimane, la rivalutazione non risolve il problema; l’affrancamento richiede tempo e genera un’uscita fiscale immediata.
Marchio con tutela giuridica debole: registrazioni scadute, opposizioni pendenti o marchi non registrati rendono la perizia non difendibile e l’operazione fiscalmente rischiosa.
Assenza di piani concreti di sfruttamento o cessione: rivalutare un marchio senza una strategia di utilizzo (licensing, cessione, garanzia) produce un costo fiscale senza beneficio operativo.
Valutazioni basate solo su costi storici: l’Agenzia delle Entrate contesta perizie prive di metodologia reddituale o di mercato documentata.
Cessione anticipata del marchio: se il bene viene ceduto prima del 31 dicembre 2024 (termine rilevante per i regimi del D.L. 104/2020), la plusvalenza è tassata sull’intero maggior valore rivalutato, annullando il beneficio fiscale.
Un consiglio: identificare famiglie di marchi e rivalutare selettivamente gli asset strategici, specialmente quando si pianificano cessioni future; questa scelta riduce i costi fiscali e rende la perizia più difendibile.
Esempio numerico: effetti sul bilancio e sulla liquidità
L’operazione genera un miglioramento patrimoniale di un maggiore valore iscritto in bilancio a fronte di un esborso fiscale di un importo dovuto per imposta sostitutiva (solo riconoscimento fiscale) o di una riduzione complessiva di liquidità in anno se si sceglie anche l’affrancamento della riserva. I benefici pratici della rivalutazione degli intangibili si concretizzano principalmente nel miglioramento degli indici patrimoniali e nella deducibilità degli ammortamenti futuri sul valore rivalutato, non in un aumento immediato della cassa disponibile.
L’affrancamento conviene quando si prevede distribuzione di dividendi a breve: l’imposta del 10% sulla riserva è inferiore al 26% sui dividendi ordinari.
Senza affrancamento, il beneficio è fiscale (ammortamenti deducibili) e patrimoniale, non di cassa immediata.
Chi coinvolgere e come strutturare l’incarico?
Un’operazione di rivalutazione difendibile richiede tre figure professionali con competenze distinte e coordinate:
Valutatore indipendente: esperienza documentata in valutazione di intangibili, conoscenza dei metodi reddituali e di mercato, capacità di produrre una relazione di stima coerente con i principi OIV e con la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Commercialista: gestione della contabilizzazione, calcolo e versamento dell’imposta sostitutiva, redazione della nota integrativa e coordinamento con il revisore.
Avvocato IP: assessment del legal status del marchio, verifica di rinnovi e opposizioni, parere sulla tutelabilità e sul valore giuridico del bene.
L’incarico deve definire per iscritto: scopo della valutazione, metodo adottato, tempi di consegna, responsabilità in caso di contestazione e modalità di aggiornamento della perizia. Studiolegalecoviello offre una consulenza integrata che copre l’intero perimetro: dalla tutela legale del marchio all’assistenza nella strutturazione dell’incarico di valutazione e alla pianificazione fiscale.
Verificare il legal status del marchio prima di qualsiasi altra attività.
Selezionare il valutatore in base a referenze specifiche in perizie di intangibili.
Definire il metodo di valutazione in accordo con il commercialista e l’avvocato IP.
Strutturare l’incarico con clausole chiare su contestazioni e aggiornamenti.
Coordinare la consegna della perizia con le scadenze di bilancio.
La rivalutazione tra norma e strategia: una riflessione
Nella pratica professionale, il rischio più frequente non è tecnico ma strategico: imprenditori che avviano la rivalutazione con l’aspettativa di risolvere un problema di liquidità a breve, salvo scoprire che l’operazione richiede tempo, genera un esborso fiscale immediato e produce benefici distribuiti nel tempo. La rivalutazione funziona quando è inserita in una pianificazione consapevole: un piano di cessione del marchio, una strategia di licensing, un obiettivo di miglioramento del rating per accedere a linee di credito più favorevoli.
Un secondo errore ricorrente riguarda la perizia: affidarsi a valutazioni costruite su stime interne o su costi storici, senza un metodo reddituale documentato, espone l’impresa a contestazioni che azzerano il beneficio fiscale e generano sanzioni. La collaborazione tra valutatore, commercialista e avvocato IP non è un lusso organizzativo: è la condizione minima per rendere l’operazione sostenibile davanti all’Agenzia delle Entrate. Rivalutare selettivamente, per famiglie di marchi strategici, è quasi sempre preferibile a rivalutazioni indiscriminate dell’intero portafoglio.
Studiolegalecoviello per la valorizzazione dei marchi in bilancio
Per le imprese che intendono procedere con la rivalutazione del marchio, Studiolegalecoviello mette a disposizione un servizio integrato che copre ogni fase dell’operazione: assessment del legal status del marchio, coordinamento con il valutatore indipendente per la perizia economica, assistenza nella strutturazione fiscale dell’operazione e redazione della documentazione contrattuale per lo sfruttamento del marchio attraverso contratti di licenza. Per le imprese con portafogli di marchi storici o marchi di qualità, lo Studio offre consulenza specialistica dedicata, con attenzione alle specificità normative e alle opportunità di valorizzazione patrimoniale.
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La consulenza preliminare consente di verificare l’eleggibilità del marchio, stimare l’impatto fiscale e definire la strategia più adatta agli obiettivi aziendali. Per richiedere una prima valutazione, è possibile contattare Studiolegalecoviello attraverso la pagina dedicata ai marchi storici o alla consulenza su insegne e marchi commerciali.
Fonti
Le fonti principali su cui si fonda l’analisi contenuta in questo articolo sono le seguenti:
Circolare approfondimento valutazione marchi - MySolution (2022)
Risposta Agenzia delle Entrate – interpello su art. 6‑bis Decreto Liquidità (2021)
Vantaggi nell’affrancamento della riserva di rivalutazione - Ratio (2023)
Metodo Hirose: applicazione e adattamenti (Università di Verona)
Analisi pratiche sulla rivalutazione dei beni (Università degli Studi di Pavia)
I benefici della rivalutazione dei beni immateriali in bilancio - METI Value Advisory
Domande frequenti
Cos’è l’imposta sostitutiva nella rivalutazione del marchio?
L’imposta sostitutiva del 3% si versa sul maggior valore iscritto in bilancio per ottenere il riconoscimento fiscale della rivalutazione, consentendo la deducibilità degli ammortamenti futuri sul valore rivalutato.
La rivalutazione del marchio genera liquidità immediata?
No, salvo il caso dell’affrancamento della riserva. La rivalutazione migliora il patrimonio netto e gli indici di bilancio, ma non aumenta la cassa disponibile nell’immediato.
Quali marchi possono essere rivalutati ai sensi dell’art. 110 D.L. 104/2020?
Possono essere rivalutati i marchi iscritti in bilancio a una data di riferimento stabile per il bilancio, giuridicamente tutelati, anche se completamente ammortizzati, purché la registrazione sia ancora in vigore.
Quando conviene affrancare la riserva di rivalutazione?
L’affrancamento al 10% conviene quando si prevede la distribuzione di dividendi ai soci, poiché l’aliquota è inferiore all’imposta sostitutiva del 26% applicabile ai dividendi ordinari.
Perché è necessaria una perizia indipendente per la rivalutazione?
L’Agenzia delle Entrate contesta le valutazioni prive di metodologia reddituale o di mercato documentata. Una perizia indipendente basata su metodi riconosciuti, come il Relief from Royalty, è la condizione per rendere l’operazione fiscalmente difendibile.
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