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Come registrare un marchio in Italia: iter e costi 2026

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 14 min

Sapere come registrare un marchio in Italia è il primo passo concreto per trasformare un nome, un logo o un segno distintivo in un asset aziendale protetto dalla legge. Eppure, tra requisiti di registrabilità, classi merceologiche, tasse e piattaforme ufficiali, il percorso può sembrare più complicato di quanto sia in realtà.


Noi di Studio Legale Coviello ci occupiamo ogni giorno di registrazione e gestione strategica di marchi presso UIBM, EUIPO e WIPO. Assistiamo imprenditori, startup e PMI in ogni fase: dalla verifica di anteriorità fino al deposito, passando per la scelta delle classi di Nizza e la gestione dei rinnovi tramite la nostra app Brandregistrato, che permette di monitorare scadenze e stato delle pratiche in tempo reale.


In questa guida aggiornata al 2026 troverai tutto quello che serve per depositare un marchio in Italia: l'iter completo passo dopo passo, i costi e le tasse governative attuali, le differenze tra deposito autonomo e assistito, i requisiti che il segno deve rispettare e le agevolazioni pubbliche disponibili, come il Fondo PMI e i bandi Marchi+, per abbattere i costi di registrazione. Che tu voglia procedere in autonomia o affidarti a un professionista, qui hai le informazioni per decidere con chiarezza.


Capire se il tuo segno è registrabile


Prima ancora di capire come registrare un marchio in Italia dal punto di vista procedurale, devi verificare che il segno che vuoi proteggere rispetti i requisiti previsti dal Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005). Se il segno non è registrabile, la domanda viene rigettata dall'UIBM e perdi il tempo e le tasse versate. Questa fase non è burocrazia: è la base strategica di tutta la tua protezione.


I requisiti positivi: cosa deve avere il tuo segno


Il marchio deve soddisfare tre condizioni fondamentali per ottenere la registrazione. Prima di tutto deve essere distintivo, cioè capace di identificare i tuoi prodotti o servizi e distinguerli da quelli dei concorrenti. Poi deve essere lecito, ossia non contrario all'ordine pubblico, alla morale e non ingannevole rispetto alla natura, qualità o provenienza geografica dei prodotti. Infine deve essere nuovo, nel senso che non deve essere identico o confondibile con marchi già registrati o notori per prodotti o servizi simili.


Un segno è distintivo quando il consumatore medio lo percepisce come un'indicazione di origine commerciale, non come una descrizione del prodotto.

Un esempio concreto: la parola "Fresco" per vendere frutta non è registrabile come marchio perché descrive direttamente la caratteristica del prodotto. Al contrario, "Fresco" usato per un servizio di consulenza informatica sarebbe distintivo, perché non ha alcun legame descrittivo con quel settore.


Gli impedimenti assoluti: i segni esclusi per legge


Alcuni segni non puoi registrarli a prescindere dall'esistenza di marchi altrui. Il Codice della Proprietà Industriale li definisce impedimenti assoluti e includono categorie precise che l'UIBM blocca direttamente in fase di esame:


  • Segni privi di carattere distintivo: parole generiche come "buono", "qualità" o "premium" usate da sole

  • Denominazioni descrittive: termini che indicano il tipo, la qualità, la quantità o la provenienza geografica dei prodotti, come "Venezia" per il vetro soffiato o "Bio" per prodotti alimentari biologici

  • Segni diventati di uso comune: parole entrate nel linguaggio corrente come termine generico, come "cellophane" o "thermos"

  • Forme funzionali: la forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico

  • Segni ingannevoli o contrari all'ordine pubblico: loghi che evocano simboli statali o istituzionali senza autorizzazione, o segni che traggono in inganno il pubblico sulla natura del prodotto


La distinzione tra marchio debole e marchio forte


Non tutti i segni registrabili offrono la stessa protezione. Un marchio forte è quello che non ha alcun collegamento descrittivo con i prodotti o servizi per cui viene registrato: gode di una tutela ampia e può essere difeso anche contro segni solo simili. Un marchio debole è invece un segno che si avvicina al limite della descrittività: è registrabile, ma riceve una protezione ridotta e può essere aggirato da concorrenti con piccole modifiche formali.


Punta sempre a costruire un segno forte. Un nome di fantasia come "Apple" per i computer o "Pirelli" per gli pneumatici ti garantisce uno spazio di esclusiva molto più ampio rispetto a un segno che gioca su caratteristiche descrittive del prodotto. Se il tuo segno attuale risulta debole, valuta prima della domanda se convenga modificarlo o affiancarlo a elementi grafici originali che ne aumentino la distintività complessiva.


Preparare la strategia: classi e territori


Prima di depositare la domanda, devi prendere due decisioni strategiche che condizionano il valore e l'estensione della tua protezione: quali classi merceologiche indicare e in quali territori vuoi proteggere il marchio. Sbagliare in questa fase significa o pagare per una copertura inutile o, peggio, lasciare scoperto proprio il settore in cui operi concretamente.


Scegliere le classi di Nizza giuste


Il sistema internazionale di classificazione dei prodotti e dei servizi si chiama Classificazione di Nizza ed è organizzato in 45 classi: dalla 1 alla 34 per i prodotti, dalla 35 alla 45 per i servizi. Ogni domanda di marchio deve indicare almeno una classe, e la protezione vale solo per i prodotti o servizi specificati in quella classe. Se registri il tuo marchio solo in classe 25 (abbigliamento) e poi vuoi venderlo anche come profumo, la classe 3 è scoperta.



Scegliere una classe in più ha un costo aggiuntivo, ma scegliere una classe in meno può costare molto di più in futuro, se un concorrente occupa lo spazio che hai lasciato libero.

Ecco una guida rapida alle classi più usate dalle PMI italiane:


Settore

Classi principali

Abbigliamento e moda

25, 35

Alimentare e bevande

29, 30, 32, 43

Software e app

42, 35

Consulenza e servizi professionali

35, 41, 45

Cosmesi e cura personale

3, 44

E-commerce e retail

35


Quando selezioni le classi, descrivi i prodotti e i servizi in modo specifico all'interno di ogni classe. Indicare semplicemente "servizi compresi in questa classe" può portare al rigetto parziale della domanda da parte dell'UIBM. Usa la classificazione ufficiale di Nizza disponibile sul sito WIPO per verificare le voci accettate.


Decidere il territorio di protezione


Sapere come registrare un marchio in Italia è utile se il tuo mercato è prevalentemente nazionale, ma se operi o hai intenzione di espanderti in Europa o nel resto del mondo, devi pianificare anche la copertura territoriale fin dall'inizio. Le opzioni principali sono tre: il marchio nazionale italiano tramite UIBM, il marchio dell'Unione Europea tramite EUIPO (valido nei 27 stati UE con una sola domanda) e il marchio internazionale tramite il sistema di Madrid dell'WIPO, che ti permette di estendere la protezione fino a oltre 130 paesi.


Valuta il costo in rapporto ai mercati in cui vendi già o intendi entrare entro i prossimi tre anni. Un marchio UE costa meno di registrare lo stesso marchio in cinque paesi europei separati e ti offre una gestione centralizzata con un unico fascicolo.


Fare la ricerca di anteriorità


Prima di depositare qualsiasi domanda, devi verificare che il segno che vuoi registrare non sia già occupato da qualcun altro. La ricerca di anteriorità non è obbligatoria per legge, ma saltarla è uno degli errori più costosi che puoi fare: se l'UIBM non la esegue d'ufficio in modo sistematico, il rischio di conflitto con marchi preesistenti ricade su di te. Una domanda depositata su un segno già registrato espone la tua impresa a opposizioni, nullità del marchio e possibili azioni legali da parte del titolare anteriore.


Prima di capire come registrare un marchio in Italia dal punto di vista tecnico, devi sapere se quello spazio è già occupato da un concorrente.

Dove cercare: le banche dati ufficiali


Per condurre una ricerca efficace, devi consultare le banche dati pubbliche ufficiali. Ognuna copre un perimetro territoriale diverso, quindi il punto di partenza dipende dal territorio che vuoi proteggere.


Banca dati

Territorio coperto

Link

TMview (EUIPO)

Oltre 70 uffici marchi nel mondo

eSearch plus (EUIPO)

Marchi UE

Banca dati UIBM

Marchi nazionali italiani

Madrid Monitor (WIPO)

Marchi internazionali sistema Madrid


Inizia sempre da TMview, che aggrega i dati di UIBM, EUIPO e WIPO in un'unica interfaccia. Filtra per classe merceologica pertinente e cerca sia il nome esatto che varianti ortografiche simili. Cerca anche marchi foneticamente simili: un marchio che si pronuncia come il tuo può essere sufficiente per generare un'opposizione vincente.


Come interpretare i risultati


Trovare un marchio identico nella tua stessa classe è un segnale diretto: quella strada è bloccata e devi modificare il segno o cambiare approccio. Il caso più complesso è quando trovi marchi simili ma non identici: qui entra in gioco il rischio di confusione, che si valuta considerando sia la somiglianza visiva, fonetica e concettuale del segno, sia la prossimità dei prodotti o servizi coperti.


Un esempio pratico: se vuoi registrare "Velox" per abbigliamento sportivo e in classe 25 esiste già "Velox Sport", il rischio di opposizione è molto alto. Se invece "Velox" compare solo in classe 12 per veicoli, il rischio è basso ma non zero, soprattutto se il tuo brand punta a una notorietà elevata nel tempo. In questi casi il parere di un professionista IP fa la differenza tra procedere con sicurezza e perdere il deposito.


Raccogliere dati e documenti per la domanda


Una volta completata la ricerca di anteriorità, puoi passare a raccogliere tutto quello che ti serve per compilare la domanda di deposito. Questa fase sembra semplice ma nasconde diversi errori comuni: un documento mancante o una descrizione imprecisa del marchio possono rallentare l'iter o generare una richiesta di integrazione da parte dell'UIBM, con un conseguente allungamento dei tempi. Prepara tutto con cura prima di aprire la piattaforma di deposito.


I dati identificativi del richiedente


La domanda deve riportare in modo preciso le informazioni anagrafiche o societarie del titolare del marchio, cioè la persona fisica o giuridica che diventerà proprietaria del segno registrato. Se sei un privato, ti servono nome, cognome, indirizzo completo e codice fiscale. Se registri a nome di una società, servono la ragione sociale, la sede legale, il codice fiscale e la partita IVA.


Verifica che i dati corrispondano esattamente a quelli presenti nei documenti ufficiali della tua impresa. Una discrepanza tra il nome dichiarato nella domanda e quello della visura camerale può bloccare l'iter amministrativo. Nel caso in cui la domanda venga depositata tramite un mandatario abilitato, dovrai allegare anche una procura firmata che autorizza il professionista ad agire per conto tuo.


La rappresentazione del marchio


La parte più tecnica della raccolta documenti riguarda il segno vero e proprio. Devi fornire una rappresentazione grafica chiara e definitiva del segno che vuoi registrare, perché quella che depositi è quella che viene pubblicata nel registro e che definisce i confini della tua tutela. Non puoi modificarla dopo il deposito, quindi usa la versione del logo o del testo che intendi usare realmente sul mercato.


Depositare una versione provvisoria o abbozzata del logo è uno degli errori più comuni: se il marchio registrato non corrisponde a quello che usi nei prodotti, la tutela si indebolisce.


  • Formato file: JPEG o PNG, risoluzione minima 300 dpi

  • Dimensioni: massimo 8 x 8 cm per la rappresentazione allegata

  • Colori: se vuoi rivendicare colori specifici, indica il codice Pantone o RGB nella domanda; deposita in bianco e nero se vuoi una copertura più ampia

  • Marchio denominativo puro: se il tuo marchio è solo una parola o una frase senza elementi grafici, seleziona la tipologia denominativa e inserisci solo il testo


Per sapere come registrare un marchio in Italia senza intoppi in questa fase, includi sempre anche la descrizione del marchio, una frase sintetica che spiega la composizione del segno e che deve essere coerente con la rappresentazione grafica caricata.


Depositare il marchio in Italia online o in Camera di Commercio


Quando hai raccolto tutti i documenti e definito classi e territorio, puoi procedere con il deposito della domanda. In Italia hai due canali ufficiali a disposizione: la piattaforma telematica dell'UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) oppure lo sportello fisico della Camera di Commercio territorialmente competente. Entrambi producono lo stesso risultato legale, ma differiscono per tempi, praticità e requisiti tecnici.


Depositare online tramite il portale UIBM


Il canale più rapido è il portale telematico dell'UIBM, accessibile tramite identità digitale SPID o Carta Nazionale dei Servizi. La domanda viene protocollata in tempo reale e ricevi subito la ricevuta di deposito con data e numero di pratica, elemento fondamentale perché stabilisce la tua priorità rispetto ai concorrenti.



La data di deposito è il punto di riferimento legale per la tua priorità: prima depositi, prima esiste il tuo diritto esclusivo.

Segui questi passaggi per completare il deposito online:


  1. Accedi al portale UIBM con SPID livello 2 o CNS

  2. Seleziona "Nuova domanda" nella sezione marchi

  3. Inserisci i dati del richiedente (persona fisica o società)

  4. Carica la rappresentazione grafica del marchio (JPEG/PNG, min. 300 dpi)

  5. Seleziona le classi di Nizza e descrivi prodotti e servizi in modo specifico

  6. Inserisci la descrizione del marchio coerente con il file grafico caricato

  7. Scegli il tipo di marchio: denominativo, figurativo o misto

  8. Calcola e paga le tasse di deposito tramite PagoPA

  9. Scarica e conserva la ricevuta con numero di protocollo


Depositare in Camera di Commercio di persona


Se preferisci il canale fisico, puoi presentare la domanda allo sportello della Camera di Commercio della tua provincia. Questo percorso è utile se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi il supporto diretto di un funzionario UIBM per verificare la correttezza dei documenti prima del deposito formale.


Porta con te la modulistica UIBM compilata, la rappresentazione grafica del marchio in formato cartaceo e digitale, la ricevuta del pagamento delle tasse governative eseguito tramite F24, e il documento di identità in corso di validità. Sapere come registrare un marchio in Italia attraverso questo canale comporta gli stessi diritti governativi del deposito online, ma i tempi di protocollazione possono allungarsi di qualche giorno lavorativo rispetto alla procedura telematica.


Costi e tasse 2026: cosa paghi e quando


Conoscere i costi esatti prima di iniziare ti permette di pianificare il budget senza sorprese. In Italia, le tasse governative per la registrazione di un marchio si versano direttamente all'UIBM e variano in base al numero di classi merceologiche selezionate. La struttura tariffaria è pubblica e consultabile sul sito ufficiale dell'ufficio, quindi puoi calcolare la spesa in anticipo con precisione.


Tasse governative UIBM per il deposito


Per capire come registrare un marchio in Italia dal punto di vista economico, parti dai diritti governativi fissi da versare al momento del deposito. La tariffa base copre fino a tre classi di Nizza, con un costo aggiuntivo per ogni classe extra dalla quarta in poi. Ecco la struttura aggiornata al 2026:



Tipologia

Costo

Deposito per 1 classe

101 €

Deposito per 2 classi

120 €

Deposito per 3 classi

139 €

Ogni classe aggiuntiva dalla 4ª

+34 € per classe

Rinnovo (10 anni, fino a 3 classi)

101 €

Rinnovo ogni classe aggiuntiva

+34 € per classe


Il pagamento avviene tramite PagoPA per il deposito online oppure tramite F24 per lo sportello fisico in Camera di Commercio. Conserva sempre la ricevuta di pagamento: è la prova della tua data di priorità e ti serve in caso di contestazioni future.


I diritti governativi si pagano al momento del deposito, non alla concessione: anche se la domanda venisse rigettata, le tasse versate non vengono rimborsate.

Agevolazioni e contributi pubblici disponibili


Se sei titolare di una piccola o media impresa, puoi abbattere questi costi grazie alle agevolazioni pubbliche attive nel 2026. Il Fondo PMI gestito dall'EUIPO rimborsa fino al 75% delle tasse di deposito per marchi italiani, UE e internazionali, con un massimale per azienda. I bandi nazionali Marchi+ e Brevetti+ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy coprono invece i costi di consulenza professionale e le tasse di registrazione, con percentuali di rimborso che arrivano fino all'80% per le micro e piccole imprese.


Verifica i requisiti di accesso con anticipo: ogni bando ha finestre temporali precise e richiede documentazione specifica. Affidarti a un professionista IP che conosce questi strumenti ti permette di pianificare il deposito in modo da massimizzare il rimborso ottenibile.


Cosa succede dopo il deposito: esame e opposizioni


Una volta depositata la domanda, il processo non è finito: l'UIBM avvia una fase di esame che può durare diversi mesi e che può portare a richieste di integrazione, rifiuti parziali o, nella migliore delle ipotesi, alla pubblicazione del marchio nel Bollettino Ufficiale della Proprietà Industriale. Capire come si svolge questa fase ti permette di reagire in modo rapido e corretto se ricevi una comunicazione ufficiale.


L'esame formale e sostanziale dell'UIBM


Dopo il deposito, l'UIBM esegue prima un esame formale: verifica che la domanda sia completa, che le tasse siano state pagate e che i documenti siano in regola. Se manca qualcosa, ricevi una comunicazione di irregolarità con un termine preciso per integrare la documentazione. Non rispettare quel termine significa la perdita della data di priorità o il rigetto della domanda.


Superato l'esame formale, l'ufficio passa all'esame sostanziale: l'esaminatore verifica che il segno rispetti i requisiti di registrabilità, controllando gli impedimenti assoluti come la distintività e la liceità. Se il tuo marchio viene ritenuto descrittivo o privo di carattere distintivo, ricevi un rifiuto provvisorio motivato a cui puoi rispondere con osservazioni scritte entro il termine indicato. In questa fase, una replica argomentata redatta da un professionista IP aumenta concretamente le possibilità di superare il rifiuto.


Se ricevi un rifiuto provvisorio, non ignorarlo: hai un'unica finestra temporale per rispondere e difendere la registrabilità del tuo segno.

Il periodo di opposizione


Se il marchio supera l'esame sostanziale, viene pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Proprietà Industriale. Da quel momento si apre un periodo di opposizione di tre mesi, durante il quale i titolari di marchi anteriori simili possono presentare formale opposizione al fine di bloccare la registrazione del tuo segno.


Un'opposizione può essere presentata da chiunque sia titolare di un marchio anteriore identico o simile per prodotti o servizi identici o affini. Se ricevi un'opposizione, puoi rispondere con una memoria difensiva oppure avviare una trattativa di coesistenza con il terzo, che può sfociare in un accordo scritto. Se non arriva nessuna opposizione entro i tre mesi, l'UIBM procede alla concessione del marchio e ti invia il certificato ufficiale di registrazione. Sapere come registrare un marchio in Italia include anche pianificare questa fase: monitorare la pubblicazione e agire subito in caso di terzi che si oppongono senza fondamento è parte integrante della difesa del tuo brand.


Gestire il marchio registrato: uso, rinnovo, difesa


Ottenere il certificato di registrazione non chiude il lavoro: gestire correttamente il marchio nel tempo è ciò che mantiene viva la tua protezione legale. Un marchio registrato che non viene usato, rinnovato o difeso può perdere valore giuridico e lasciarti esposto a contestazioni da parte di terzi. Capire come registrare un marchio in Italia è solo il primo passo; sapere come tutelarlo negli anni successivi è ciò che trasforma la registrazione in un vantaggio competitivo concreto.


Usare il marchio per non perderlo


Il diritto esclusivo sul marchio si mantiene solo se lo usi effettivamente nel commercio per i prodotti o servizi registrati. Trascorsi cinque anni dalla data di registrazione senza un uso reale, il marchio diventa vulnerabile a una domanda di decadenza per non uso da parte di qualsiasi soggetto interessato. Per difenderti, tieni sempre la documentazione che prova l'utilizzo del segno: fatture, cataloghi, etichette, screenshot del sito con data, campagne pubblicitarie. Conserva questi materiali in modo sistematico, almeno con cadenza annuale, così da poter rispondere a qualsiasi contestazione con prove concrete e datate.


Un marchio registrato ma non usato è un bersaglio: chiunque voglia quel nome può avviare una procedura di decadenza e liberare lo spazio.

Rinnovare prima della scadenza


Il marchio registrato ha una durata di dieci anni dalla data di deposito, rinnovabile a tempo indeterminato per ulteriori periodi di dieci anni. Il rinnovo non è automatico: devi presentare domanda e pagare le tasse governative entro la scadenza, oppure entro i sei mesi successivi con una sovrattassa. Ecco le scadenze e i costi da tenere presenti:


Azione

Termine

Costo base (fino a 3 classi)

Rinnovo ordinario

Entro la scadenza dei 10 anni

101 €

Rinnovo tardivo

Fino a 6 mesi dopo la scadenza

101 € + sovrattassa

Ogni classe aggiuntiva

Stessa finestra temporale

+34 € per classe


Imposta un promemoria almeno dodici mesi prima della scadenza per avere il tempo di raccogliere i documenti e valutare se ampliare le classi coperte in fase di rinnovo.


Difendere il marchio da usi non autorizzati


Monitora regolarmente il mercato per individuare usi non autorizzati del tuo segno da parte di terzi. Imposta avvisi su Google per il nome del tuo marchio e controlla periodicamente il Bollettino Ufficiale della Proprietà Industriale per intercettare nuove domande di deposito simili prima che diventino registrazioni definitive. Se individui una violazione, intervieni subito con una diffida scritta: agire rapidamente limita i danni e rafforza la tua posizione in un eventuale contenzioso.



Ora proteggi il tuo brand


Hai ora una mappa completa di come registrare un marchio in Italia: dai requisiti di registrabilità alla scelta delle classi, dalla ricerca di anteriorità al deposito online, fino alla gestione del segno negli anni successivi. Ogni fase ha un peso preciso, e saltarne anche solo una può costare molto più delle tasse che avresti risparmiato.


Registrare il marchio da solo è possibile, ma gli errori in questa fase sono difficili da correggere e spesso irreversibili. La scelta delle classi sbagliate, una ricerca di anteriorità superficiale o una risposta tardiva a un rifiuto provvisorio possono compromettere anni di costruzione del brand. Affidarti a professionisti che trattano questi percorsi ogni giorno riduce il rischio e massimizza il valore economico del tuo asset.


Se vuoi depositare il tuo marchio con la certezza di farlo nel modo giusto, contatta Studio Legale Coviello per una consulenza strategica.

 
 
 

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