Ottimizzare royalties e risparmio fiscale su marchi: guida
- 18 apr
- Tempo di lettura: 8 min

TL;DR:
Anche le PMI possono strutturare correttamente la licenza del marchio per risparmiare fiscalmente.
La documentazione e la congruità del canone sono essenziali per evitare contestazioni fiscali.
Tool come il Patent Box e perizie di stima aumentano i risparmi e la difendibilità fiscale.
Molti imprenditori italiani credono che la pianificazione fiscale sulle royalties di marchio sia una prerogativa esclusiva delle grandi multinazionali o dei gruppi societari strutturati. Non è così. Anche una S.r.l. di medie o piccole dimensioni può ridurre legalmente la propria base imponibile, portando i costi delle royalties a incidere su IRES (24%) e IRAP (3,9%) in modo del tutto conforme alla normativa vigente. Questa guida illustra, passo dopo passo, come strutturare la licenza del marchio, calcolare correttamente i canoni, sfruttare strumenti avanzati come il Patent Box e documentare ogni scelta per difendersi da eventuali contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Indice
Il meccanismo chiave del risparmio fiscale sulle royalties del marchio
Strutturare la licenza marchio: punti chiave legali e fiscali
Come calcolare le royalties: metodi, perizie e transfer pricing
Cosa pochi professionisti ti dicono sulle royalties e la difesa fiscale del marchio
Scopri come Studio Legale Coviello può aiutarti a proteggere marchio e risparmio fiscale
Punti Chiave
Punto | Dettagli |
Deducibilità royalties | Le royalties corrisposte sul marchio possono essere costi deducibili per la società riducendo le imposte dovute. |
Importanza congruità e documenti | Senza una struttura contrattuale e un valore congruo, i vantaggi fiscali possono essere contestati e persi. |
Patent Box come leva | Applicare il Patent Box sulle royalties di marchio può ridurre ulteriormente la base imponibile e far risparmiare fino al 43%. |
Ruolo della perizia | Una perizia indipendente garantisce la difendibilità della congruità del canone di royalties. |
Il meccanismo chiave del risparmio fiscale sulle royalties del marchio
Il punto di partenza è comprendere la logica sottostante alla strategia. Il titolare del marchio, spesso una persona fisica o una holding, concede in licenza il proprio segno distintivo alla S.r.l. operativa. Quest’ultima paga un canone periodico, che costituisce un costo deducibile ai fini fiscali. Il risultato è una riduzione della base imponibile della società, con effetti diretti su IRES e IRAP.
Come evidenziato nell’analisi dei vantaggi fiscali su marchio, il meccanismo prevede la licenza da persona fisica a S.r.l., con deduzione del costo ai fini IRES e IRAP, generando un risparmio complessivo potenziale fino al 27,9% sull’importo delle royalties corrisposte. Questo non è un artificio, ma un’applicazione corretta delle norme fiscali italiane, purché siano rispettate le condizioni di congruità e documentazione.
Per rendere il concetto immediatamente tangibile, si consideri il seguente esempio numerico:
Voce | Senza licenza marchio | Con licenza marchio |
Utile ante imposte S.r.l. | 200.000 € | 200.000 € |
Canone royalties dedotto | 0 € | 30.000 € |
Base imponibile IRES | 200.000 € | 170.000 € |
IRES (24%) | 48.000 € | 40.800 € |
IRAP (3,9%) | 7.800 € | 6.630 € |
Risparmio totale | 8.370 € |
I benefici si moltiplicano proporzionalmente all’aumentare del fatturato e del valore del marchio. È altresì utile considerare che, in certi contesti internazionali, la scelta del regime fiscale del licenziante può amplificare ulteriormente il vantaggio, come dimostrano alcuni regimi fiscali esteri particolarmente competitivi in ambito europeo.
La tassazione agevolata royalties è un tema che merita attenzione anche per le PMI, poiché il risparmio generato può essere reinvestito in attività di sviluppo, marketing o innovazione.
Attenzione: Il risparmio fiscale è reale e legittimo solo se il contratto di licenza è redatto correttamente, il canone è congruo rispetto al mercato e la struttura non è priva di sostanza economica.
Consiglio Pro: La struttura del contratto di licenza è il cuore dell’intera operazione. Un accordo mal redatto, privo di clausole sulla durata, sull’esclusività o sui criteri di aggiornamento del canone, può essere disconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, vanificando ogni beneficio.
Strutturare la licenza marchio: punti chiave legali e fiscali
Chiarito il quadro fiscale, il passo fondamentale è impostare legalmente la struttura per ottenere i vantaggi in piena sicurezza. La licenza di marchio non è un semplice accordo informale: richiede una documentazione precisa e il rispetto di specifiche formalità previste dalla normativa italiana.

La corretta registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate è un requisito fondamentale, unitamente alla congruità dell’importo pattuito, per evitare contestazioni fiscali in sede di verifica. La registrazione deve avvenire entro i termini di legge e il contratto deve contenere elementi essenziali quali l’identificazione del marchio, la durata, il territorio di validità e i criteri di determinazione del canone.
Esistono modelli diversi di licenza, ciascuno con profili di rischio e opportunità distinte:
Modello di licenza | Soggetti coinvolti | Rischio fiscale | Note |
Persona fisica a S.r.l. | Titolare e società operativa | Medio | Richiede congruità e sostanza |
Intragruppo (transfer pricing) | Società collegate | Alto | Necessita documentazione TP |
Holding a controllata | Struttura societaria | Medio-alto | Verifica substance over form |
Licenza a terzi | Parti indipendenti | Basso | Prezzo di mercato naturale |
Per implementare correttamente la struttura, è opportuno seguire una sequenza logica e documentata:
Verificare che il marchio sia correttamente registrato a nome del licenziante presso l’UIBM o l’EUIPO.
Redigere il contratto di licenza con l’assistenza di un professionista specializzato in vantaggi licenza marchio.
Determinare il canone sulla base di una perizia di stima aggiornata.
Registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla sottoscrizione.
Aggiornare periodicamente la documentazione e il canone in funzione dell’evoluzione del mercato.
Consiglio Pro: Uno degli errori più frequenti è copiare contratti standard trovati online senza adattarli alla propria situazione specifica. Ogni licenza deve riflettere la realtà economica del marchio e del settore, altrimenti il rischio di riqualificazione da parte del Fisco è concreto e significativo.
Come calcolare le royalties: metodi, perizie e transfer pricing
Definite le basi legali, è fondamentale impostare correttamente il valore economico della licenza rispettando sia la normativa sia la prassi di mercato. Il calcolo delle royalties non è un’operazione arbitraria: esistono metodologie consolidate che devono essere applicate con rigore.
Le principali metodologie di calcolo, come illustrato nella guida alla perizia di stima del marchio, includono la percentuale sul fatturato, l’importo fisso annuale e i modelli misti, oltre al criterio dell’arm’s length per i rapporti tra soggetti collegati. La perizia di stima è lo strumento che rende difendibile il canone in caso di verifica fiscale.
I parametri tipicamente considerati nelle perizie di stima comprendono:
La notorietà e la reputazione del marchio nel settore di riferimento
Il fatturato generato dall’utilizzo del marchio nei periodi precedenti
La durata residua della registrazione e le eventuali estensioni geografiche
Il confronto con transazioni comparabili nel medesimo settore (metodo CUP)
Il contributo del marchio alla generazione di margini superiori alla media di mercato
Per i gruppi societari, il transfer pricing assume un ruolo centrale. Le operazioni infragruppo devono rispettare il principio di libera concorrenza (arm’s length), documentato attraverso un Master File e un Country File aggiornati annualmente. La mancata predisposizione di questa documentazione espone la società a sanzioni significative.
In Italia, le royalties su marchi si attestano generalmente tra il 2% e il 10% del fatturato soggetto a licenza, con variazioni sensibili in funzione del settore e della forza del brand. Questa forbice è confermata dalla prassi professionale e dalla giurisprudenza tributaria consolidata.
Per approfondire le modalità operative, la guida calcolo royalties offre un riferimento pratico e aggiornato per aziende di ogni dimensione.
Consiglio Pro: Un canone non supportato da perizia o documentazione comparabile è il principale punto di attacco dell’Agenzia delle Entrate. Anche un canone apparentemente ragionevole, se privo di supporto documentale, può essere contestato e reso indeducibile.
Patent box e casi avanzati: massimizzare il risparmio
Per chi desidera massimizzare ulteriormente il risparmio e gestisce brand innovativi, esistono strumenti avanzati come il Patent Box. Questo regime opzionale, disciplinato dall’art. 6 del D.L. 146/2021 e successive modifiche, consente una deduzione maggiorata del 110% dei costi di ricerca e sviluppo collegati ai beni immateriali qualificati, tra cui i marchi d’impresa.

Come documentato nella guida completa fiscale 2026, applicando il Patent Box la base imponibile sulle royalties può ridursi drasticamente, con vantaggi fiscali complessivi fino al 43% sull’importo lordo dei ricavi da licenza. Si tratta di un beneficio rilevante, ma condizionato al rispetto puntuale dei requisiti normativi.
Un confronto numerico chiarisce l’impatto concreto:
Scenario | Royalties percepite | Base imponibile | IRES dovuta |
Senza Patent Box | 100.000 € | 100.000 € | 24.000 € |
Con Patent Box (deduzione 110%) | 100.000 € | 57.000 € | 13.680 € |
Risparmio | 10.320 € |
“Con il Patent Box su 100.000 euro di royalties il risparmio può arrivare a oltre 10.000 euro di IRES, con un’incidenza fiscale effettiva che scende sensibilmente rispetto al regime ordinario.”
I rischi nei casi più complessi sono tuttavia reali e vanno gestiti con attenzione:
Contestazione della qualificazione del marchio come bene immateriale idoneo
Verifica della sostanza economica dell’operazione (substance over form)
Mancata corrispondenza tra costi di R&S documentati e bene qualificato
Disallineamento con le regole di transfer pricing nei gruppi internazionali
La corretta documentazione è l’unico strumento di difesa efficace. Per approfondire il regime specifico, la guida Patent Box e le strategie di pianificazione fiscale dello Studio Legale Coviello offrono un quadro operativo completo e aggiornato.
Cosa pochi professionisti ti dicono sulle royalties e la difesa fiscale del marchio
L’esperienza maturata dallo Studio Legale Coviello su numerosi casi di licensing e pianificazione fiscale rivela una verità scomoda: molte aziende che credono di aver strutturato correttamente la propria licenza di marchio si trovano, in sede di verifica, con contestazioni pesanti e sanzioni significative. Il motivo non è quasi mai la malafede, ma la superficialità nell’implementazione.
Copiare il modello contrattuale di un’altra azienda, anche di successo, è una delle scelte più rischiose che un imprenditore possa fare. Ogni marchio ha una storia, un valore e una funzione economica propri, che devono riflettersi nel contratto e nel canone. La difendibilità fiscale si costruisce con perizie aggiornate, documentazione coerente e una struttura che resiste all’esame del principio di sostanza economica.
La guida su come registrare marchio e tasse evidenzia come anche la fase iniziale di registrazione incida sulla successiva gestione fiscale. Chi pianifica correttamente fin dall’inizio risparmia tempo, denaro e rischi in futuro. La consulenza specialistica, supportata da strumenti tecnologici avanzati, è l’unico approccio che garantisce risultati solidi nel tempo.
Scopri come Studio Legale Coviello può aiutarti a proteggere marchio e risparmio fiscale
Se vuoi applicare tutto quanto visto con la sicurezza di una consulenza su misura, puoi rivolgerti a chi ha esperienza concreta su casi come il tuo. Studio Legale Coviello offre servizi integrati per la gestione del marchio, dal deposito e dalla protezione insegne e marchi fino alla strutturazione di licenze fiscalmente efficienti, inclusa la gestione delle procedure di opposizione marchi e il supporto nelle agevolazioni come il Patent Box.

Ogni cliente riceve un’analisi personalizzata della propria situazione, con una valutazione del potenziale risparmio fiscale e un piano operativo concreto. Per richiedere una prima valutazione e scoprire come valorizzare il tuo marchio sotto ogni profilo, visita Studio Legale Coviello e prendi contatto con il team di specialisti in proprietà intellettuale e diritto fiscale internazionale.
Domande frequenti su marchio, royalties e risparmio fiscale
Quali sono i vantaggi principali nel registrare il marchio a nome personale e licenziarlo alla propria S.r.l.?
Permette di dedurre i costi delle royalties in azienda, riducendo le imposte come IRES e IRAP fino al 27,9%, con un beneficio diretto sulla liquidità della società operativa.
Che rischi si corrono se il canone di royalties non è congruo?
Un canone non congruo può essere considerato indeducibile e riqualificato come distribuzione occulta di utili dall’Agenzia delle Entrate, con conseguenti sanzioni e recupero delle imposte.
Qual è la percentuale tipica delle royalties su un marchio?
Generalmente varia tra il 2% e il 10% del fatturato soggetto a licenza, ma deve risultare congrua e supportata da una perizia di stima aggiornata.
Quando conviene applicare il Patent Box alle royalties del marchio?
Quando la tua azienda detiene marchi qualificabili e rispetta i requisiti normativi, il Patent Box consente un risparmio fino al 43% sulle tasse sui ricavi da licenza, riducendo sensibilmente l’IRES dovuta.
Serve sempre una perizia per stabilire il valore delle royalties?
Una perizia è fortemente consigliata per garantire la difendibilità fiscale del canone, specialmente in presenza di rapporti tra soggetti collegati o in caso di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Raccomandazione








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