top of page

Ottimizzazione fiscale: marchio e royalties con Coviello

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 9 min

Un marchio registrato non è solo uno strumento di tutela legale: è un asset patrimoniale con un valore economico misurabile, capace di generare reddito e, se gestito con competenza, di ridurre il carico fiscale di un'impresa. L'ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties rappresenta una delle strategie più concrete, e ancora sottovalutate, a disposizione di imprenditori e società che vogliono far lavorare la proprietà intellettuale a proprio vantaggio.


Il meccanismo è chiaro: il titolare concede in licenza il proprio marchio a una o più società, che in cambio corrispondono delle royalties. Queste operazioni, se strutturate correttamente, producono benefici fiscali reali sia per il licenziante che per il licenziatario. Ma attenzione: senza una pianificazione rigorosa e una documentazione adeguata, si rischia di attirare contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate anziché ottenere vantaggi. La linea tra ottimizzazione lecita ed elusione è sottile, e va presidiata con precisione.


Studio Legale Coviello affianca quotidianamente imprese e startup nella valorizzazione economica dei titoli di proprietà industriale, dalla registrazione del marchio fino alla strutturazione di contratti di licenza. In questa guida vi spieghiamo, passo dopo passo, come impostare una strategia di ottimizzazione fiscale basata su marchio e royalties che sia efficace, sostenibile e pienamente conforme alla normativa vigente.


Quando le royalties funzionano davvero


Le royalties producono effetti fiscali concreti solo quando l'intera operazione rispetta determinate condizioni. Non basta registrare un marchio e firmare un contratto di licenza per ottenere un vantaggio: l'Agenzia delle Entrate valuta la sostanza economica dell'operazione, non la sua forma. Se il marchio non ha valore dimostrabile, se le royalties non sono congrue rispetto al mercato, o se le parti coinvolte non operano con reale autonomia decisionale, l'operazione può essere riqualificata come elusione fiscale.


Le condizioni che rendono la struttura solida


La prima condizione è che il marchio esista davvero come asset e che tu ne possa dimostrare il valore economico con una perizia o una valutazione formale. La seconda è che la royalty pattuita corrisponda a quanto un soggetto indipendente pagherebbe per usare lo stesso marchio, il cosiddetto principio di libera concorrenza (arm's length). Senza questi due pilastri, qualsiasi struttura di licenza regge poco a un controllo approfondito.


Ecco le condizioni minime che ogni struttura deve soddisfare:


  • Il marchio deve essere registrato e in uso effettivo nel settore di riferimento

  • La royalty deve essere documentata e giustificata da un'analisi comparativa di mercato

  • Il contratto di licenza deve avere data certa e contenuto economicamente coerente

  • Le parti devono operare con reale autonomia gestionale, anche se appartengono allo stesso gruppo societario

  • Il pagamento delle royalties deve essere tracciabile e registrato nella contabilità ufficiale


Una struttura di licenza priva di documentazione adeguata non ottimizza: espone l'impresa a un rischio di contestazione che può costare molto di più del vantaggio fiscale ottenuto.

I casi in cui la strategia genera valore reale


Il contesto in cui l'ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties funziona meglio è quello dei gruppi societari e delle reti di franchising. Se hai costruito un marchio riconoscibile e lo utilizzi in più unità operative o in più paesi, concedere la licenza a ogni singola entità ti permette di centralizzare i proventi presso la società titolare del marchio e di distribuire il carico fiscale in modo strutturato. Studio Coviello gestisce esattamente questo tipo di operazioni, integrando la pianificazione legale con quella fiscale fin dalla fase di impostazione.


Anche le startup innovative che brevettano tecnologie o registrano marchi nelle fasi iniziali possono usare la licenza come strumento per attrarre investitori, valorizzare l'asset prima di una cessione, o strutturare accordi di distribuzione internazionale. In questi casi, la royalty non è solo uno strumento fiscale: è anche un segnale di maturità aziendale che dimostra una gestione professionale della proprietà intellettuale, con ricadute positive sulla reputazione e sulla credibilità nei confronti di partner e istituti di credito.


Step 1. Metti in ordine titolarità e uso del marchio


Prima di strutturare qualsiasi accordo di licenza, devi verificare che la titolarità del marchio sia effettivamente in capo al soggetto giusto. Questo sembra ovvio, ma nella pratica molte imprese scoprono che il marchio è registrato a nome del fondatore persona fisica, non della società operativa. Questa discrepanza blocca qualsiasi struttura di ottimizzazione e può generare contestazioni sia civilistiche che fiscali.


Controlla la registrazione e trasferisci se necessario


Se il marchio è registrato a nome di una persona fisica ma lo usa una società, il primo passo è formalizzare il trasferimento tramite un atto scritto con data certa, da depositare presso l'UIBM (per i marchi nazionali) o l'EUIPO (per i marchi europei). Il trasferimento deve avvenire a un valore di mercato documentato, altrimenti l'Agenzia delle Entrate può contestare l'operazione come atto a titolo gratuito o come conferimento occulto.


Ecco i documenti necessari per regolarizzare la titolarità:


  • Atto di cessione del marchio con data certa (atto notarile o scrittura privata autenticata)

  • Perizia di stima del valore del marchio al momento del trasferimento

  • Iscrizione del trasferimento nel registro UIBM o EUIPO

  • Eventuale assoggettamento IVA sull'atto di cessione, da valutare caso per caso


Un marchio trasferito senza documentazione adeguata non produce effetti opponibili ai terzi e non regge a un controllo fiscale.

Verifica che il marchio sia in uso effettivo


Un marchio deve essere usato concretamente nel commercio per mantenere validità legale e per giustificare il pagamento di royalties. Se il marchio risulta registrato ma non utilizzato da più di cinque anni, è esposto al rischio di decadenza per non uso, e qualsiasi contratto di licenza costruito su di esso perde solidità giuridica ed economica.


Raccogli prove d'uso concrete: fatture di vendita con il marchio visibile, cataloghi, etichette, screenshot del sito ufficiale. Questi elementi diventano parte integrante del fascicolo di documentazione che accompagna la strategia di ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties che Studio Coviello struttura e presidia nel tempo, rendendo ogni passaggio verificabile e difendibile davanti all'autorità fiscale.


Step 2. Valuta il marchio e definisci una royalty congrua


Una volta che la titolarità del marchio è in ordine, il passo successivo è stabilire quanto vale quell'asset e a quale percentuale corrisponde una royalty sostenibile. Questo passaggio è il cuore dell'ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties - studio coviello: se la royalty non è congrua rispetto al valore del marchio e ai prezzi di mercato, l'Agenzia delle Entrate la disconosce integralmente.


I metodi per valutare il marchio


Esistono tre approcci principali per determinare il valore economico di un marchio, ciascuno adatto a scenari diversi:



Metodo

In cosa consiste

Quando usarlo

Reddituale

Proietta i flussi di reddito futuri generati dal marchio

Marchi con storico di vendite consolidato

Di mercato

Confronta transazioni comparabili di licenze o cessioni

Settori con dati pubblici disponibili

Del costo

Quantifica i costi sostenuti per costruire il marchio

Marchi giovani o startup


La perizia di valutazione deve essere firmata da un professionista indipendente e aggiornata ogni volta che la struttura contrattuale cambia in modo significativo. Studio Legale Coviello coordina questo processo insieme ai consulenti fiscali del cliente, così la valutazione risulta coerente sul piano legale e su quello contabile.


Una royalty calcolata senza perizia è indifendibile in sede di verifica: l'onere della prova del valore congruo spetta sempre al contribuente.

Come stabilire la percentuale di royalty


La percentuale di royalty dipende dal settore merceologico e dalla forza del marchio nel mercato di riferimento. I range tipici oscillano tra il 2% e il 10% del fatturato netto generato con il marchio, ma in settori come il lusso o la tecnologia possono superare il 15%. Parti sempre da una comparazione con accordi di licenza pubblici presenti nelle banche dati OCSE o nei bilanci depositati di società comparabili.


Definisci poi la base di calcolo in modo preciso: fatturato netto, margine lordo o volumi di vendita. Ogni variazione sulla base imponibile della royalty cambia l'importo finale e deve essere giustificata nel contratto con riferimento esplicito ai dati di mercato usati come benchmark.


Step 3. Scrivi la licenza e rendila opponibile


Il contratto di licenza è il documento che dà sostanza giuridica all'intera struttura di royalties. Senza un accordo scritto, con data certa e contenuto economicamente coerente, qualsiasi pagamento di royalties diventa indifendibile davanti all'Agenzia delle Entrate. Non puoi ottimizzare fiscalmente senza costruire prima una base contrattuale solida.


Le clausole essenziali del contratto di licenza


Un contratto di licenza di marchio deve contenere almeno questi elementi per reggere a un controllo fiscale approfondito. Ogni clausola assente diventa un punto debole che il verificatore utilizzerà per disconoscere l'operazione:


  • Oggetto della licenza: numero di registrazione del marchio, classi merceologiche, territorio coperto

  • Durata e rinnovo: termine fisso o indeterminato con preavviso di recesso definito

  • Corrispettivo: percentuale di royalty, base di calcolo, periodicità dei pagamenti e modalità di rendicontazione

  • Obblighi del licenziatario: standard qualitativi minimi, obbligo di uso effettivo del marchio, divieto di sublicenza senza consenso scritto

  • Controllo della qualità: diritto del licenziante a verificare prodotti e servizi offerti con il marchio

  • Clausola di risoluzione: condizioni che determinano la cessazione automatica del contratto


Inserire la clausola di controllo della qualità non è un dettaglio accessorio: la sua assenza può trasformare la licenza in una cessione occulta del marchio, con conseguenze sia civilistiche che fiscali.

Come renderla opponibile ai terzi


Firmare il contratto non basta. Per rendere la licenza opponibile ai terzi, devi iscriverla nel registro UIBM se il marchio è nazionale, o nel registro EUIPO se hai un marchio comunitario. L'iscrizione attribuisce data certa e pubblicità legale all'accordo, impedendo a terzi di sostenere di non esserne a conoscenza.


Nel contesto dell'ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties - studio coviello, ogni contratto viene strutturato con data certa tramite firma digitale certificata o autentica notarile, e viene iscritto nei registri competenti con la verifica della conformità al diritto applicabile in tutti i paesi dove il marchio opera.


Step 4. Gestisci imposte, IVA e ritenute sulle royalties


Il pagamento delle royalties genera obblighi fiscali specifici sia per chi le incassa sia per chi le corrisponde. Ignorare queste regole significa costruire una struttura di licenza formalmente corretta che produce però errori contabili e sanzioni evitabili. Conoscere il regime applicabile ti permette di gestire ogni flusso in modo pulito e verificabile.


Il trattamento fiscale delle royalties in Italia


Le royalties percepite da una società residente in Italia concorrono normalmente alla formazione del reddito d'impresa e sono tassate secondo le aliquote IRES ordinarie. Tuttavia, se il marchio è stato sviluppato internamente, puoi accedere al regime Patent Box, che consente di detassare parzialmente i redditi derivanti dall'utilizzo di marchi e altri titoli di proprietà intellettuale, a condizione di documentare i costi di sviluppo con un calcolo nexus conforme alle linee guida OCSE.


Il regime Patent Box non si applica automaticamente: richiede un'opzione specifica da esercitare nella dichiarazione dei redditi e una documentazione analitica dei costi eleggibili.

Le ritenute d'acconto e la gestione IVA


Quando il licenziatario corrisponde royalties a una persona fisica residente in Italia, deve applicare una ritenuta d'acconto del 30% sull'importo lordo, da versare all'Erario entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento. Se invece il percettore è una società, la ritenuta non si applica e il pagamento avviene al lordo.



Sul fronte IVA, le royalties su marchi sono imponibili con aliquota ordinaria al 22% quando entrambe le parti sono soggetti IVA italiani. La situazione cambia nei rapporti transfrontalieri: se il licenziatario è stabilito in un altro Stato UE, si applica il reverse charge secondo la regola del luogo del committente. La tabella seguente riassume i casi più frequenti:


Scenario

IVA applicabile

Chi versa

Italia a Italia (B2B)

22%

Licenziante

Italia a UE (B2B)

Reverse charge

Licenziatario estero

Italia a extra-UE (B2B)

Fuori campo IVA

Nessuno


Nell'ambito dell'ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties - studio coviello, ogni flusso viene mappato in anticipo per evitare errori di classificazione che generano contestazioni immediate in sede di controllo.


Step 5. Prepara la documentazione anti-contestazioni


Anche una struttura di licenza perfettamente costruita può essere messa in discussione dall'Agenzia delle Entrate se manca il fascicolo documentale che la supporta. La documentazione non è un accessorio: è la prova concreta che la tua operazione ha sostanza economica reale e non è stata costruita solo per ridurre il carico fiscale. Preparala prima che arrivi qualsiasi verifica, non dopo.


Il fascicolo base che devi tenere aggiornato


Ogni struttura di ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties - studio coviello si regge su un archivio ordinato di documenti che dimostrano la coerenza dell'operazione nel tempo. Tieni in ordine questi elementi:


Documento

Contenuto

Frequenza di aggiornamento

Perizia di valutazione del marchio

Valore economico con metodo dichiarato

Ogni 3 anni o al cambio di struttura

Contratto di licenza iscritto

Clausole, royalty, territorio

A ogni rinnovo o modifica

Rendiconto periodico delle royalties

Importi, base di calcolo, periodo

Ogni trimestre o semestre

Prove d'uso del marchio

Fatture, cataloghi, screenshot

Continuativa

Documentazione del transfer pricing

Benchmark comparativi con analisi OCSE

Annuale per gruppi internazionali


Come costruire un dossier difendibile


Ogni rendiconto delle royalties deve mostrare il calcolo passo per passo: fatturato netto del licenziatario nel periodo, percentuale applicata, importo lordo, ritenuta eventuale e netto corrisposto. Non basta la cifra finale: il verificatore vuole ricostruire il percorso logico e numerico.


Conserva anche la corrispondenza tra le parti relativa all'esecuzione del contratto. Se hai concordato modifiche alle condizioni o proroghe temporanee dei pagamenti, mettile sempre per iscritto con data certa. Ogni accordo verbale che non trovi traccia in un documento diventa automaticamente un punto debole durante un controllo.


Un fascicolo completo non elimina il rischio di verifica, ma trasforma quella verifica in una procedura breve e risolvibile anziché in un contenzioso lungo e costoso.


In sintesi


L'ottimizzazione fiscale attraverso marchio e royalties - studio coviello non è una scorciatoia: è una strategia strutturata che richiede ogni passaggio al suo posto. Hai bisogno di una titolarità chiara del marchio, di una valutazione formale, di un contratto iscritto nei registri competenti, di una gestione corretta delle imposte e di un fascicolo documentale aggiornato. Se uno di questi elementi manca, l'intera struttura perde solidità davanti a un controllo.


Costruire questa struttura da soli è possibile, ma costoso in termini di errori. Studio Legale Coviello affianca imprese e startup in ogni fase: dalla registrazione del marchio fino alla difesa delle posizioni in sede di verifica fiscale. Ogni struttura viene progettata per reggere nel tempo, non solo per funzionare sulla carta il giorno della firma.


Se vuoi capire come applicare questa strategia alla tua situazione concreta, contatta Studio Legale Coviello e prenota una consulenza.

 
 
 

Commenti


coviello robot
coviello logo
logo coviello 2
logo le fonti
logo legal ranking
logo miami
logo le fonti

STUDIO LEGALE COVIELLO-MARCHI BREVETTI DESIGN® 
avvcarminecoviello@gmail.com - avvcarminecoviello@puntopec.it
Ufficio Italia Tel. 0824 60 32 28 - Mobile 392 01 33 784 
P.IVA 01491240626  - COD.FATT.  KRRH6B9

logo le fonti
logo legal ranking
logo legal ranking
logo best ceo award
 BENEVENTO - MILANO - DUBAI  
www.studiolegalecoviello.com

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
Copyright © STUDIO LEGALE COVIELLO · all rights reserved.

qr code studio
logo brandregistrato

studiolegalecoviello © 2026

bottom of page