MARCHI & BREVETTI  

MARCHI

Lo Studio legale Coviello è specializzato nella tutela dei Marchi. Possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa “tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese”.
Lo studio può consigliare il deposito delle seguenti tipologie di marchio:
marchio denominativo o verbale: è un marchio composto solamente da parole senza una particolarizzazione grafica (si pensi al marchio Panasonic);
marchio patronimico: è un marchio costituito dal nome proprio di una persona; se si tratta di nomi noti, è utilizzabile solo dall’avente diritto o da terzi autorizzati (si pensi ai marchi  Giorgio Armani, Gianfranco Ferré ecc...)
marchio figurativo: è un marchio composto da una determinata immagine
o da un logo (si pensi al coccodrillo della Lacoste o alla mela della Apple), accompagnato eventualmente da una parte testuale (marchio figurativo misto), ovvero costituito da un testo dotato di una propria connotazione grafica;
marchio sonoro o acustico: è il marchio costituito da una melodia, da un motivetto musicale o da una sequenza di suoni (si pensi ad un jingle pubblicitario,marchio di forma o tridimensionale: è il marchio costituito dalla forma del prodotto o della sua confezione, registrabile purché la forma non sia prevedibile, dovendo essere espressione di creatività (ed essere, dunque, inconsueta, di fantasia) e non derivare esclusivamente dalla natura stessa del prodotto (forma necessaria, di libera utilizzazione) o da un'esigenza di carattere tecnico (forma proteggibile, in tal caso, con un brevetto o un modello di utilità) e non assolvere solo ad una funzione ornamentale o estetica (tutelabile attraverso il disegno o modello industriale). Esempi di noti marchi di forma sono: la stella della Mercedes, l’automobile Smart o la bottiglietta della Coca-Cola;
marchio di colore: è il marchio consistente in un colore o in una combinazione di colori (tuttavia, solo in casi eccezionali le colorazioni possono essere registrate come marchio poiché, in linea di massima, i colori devono essere accessibili a tutti; al fine della registrazione come marchio, occorre che una determinata tonalità sia divenuta nota al pubblico che la associa ad una determinata azienda: si pensi alla combinazione di colori del marchio Burberry o al colore lilla della Milka).
utte le tipologie di marchio precedentemente indicate sono ammissibili ma, nella realtà pratica, è certamente più difficoltosa, sebbene prevista dal c.p.i., la costituzione dei marchi di colore, di forma e dei marchi sonori rispetto alle altre tipologie di marchio. 
In generale, comunque, i segni sopra descritti, se ambiscono alla protezione di segno distintivo, devono “nel contesto nel quale essi sono impiegati, … presentarsi effettivamente come un segno distintivo ed essere idonei a trasmettere informazioni precise, in particolare quanto all'origine di un prodotto o di un servizio”.

BREVETTI 

Lo studio affronta anche ricerche specifiche in merito alla materia dei brevetti, affidandosi a collaborazioni con consulentio esterni.
Il brevetto, è uno strumento giuridico che conferisce un monopolio temporaneo di sfruttamento sull’invenzione oggetto del brevetto, consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, di disporne e di commercializzarlo, nonché di impedire a terzi di produrlo, utilizzarlo, metterlo in commercio, venderlo o importarlo. Il titolare del brevetto, durante il periodo di monopolio, possiede il diritto esclusivo di realizzare l’invenzione, di disporne e di farne oggetto di commercio, nonché di vietare a terzi di produrla, usarla, metterla in commercio, venderla o importarla.
Tuttavia il diritto sulla commercializzazione dei prodotti trova un limite nel principio di esaurimento: il titolare di un brevetto non può impedire che dopo la prima commercializzazione nel territorio dello Stato il prodotto continui a circolare e che altri lo mettano in vendita o comunque ne facciano uso, nel territorio di uno Stato membro della Comunità Europea o dello Spazio Economico Europeo. (Art.5 CPI).
Il nostro studio può consigliare differenti possibilità di deposito. Possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni nuove che implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale, in particolare sono oggetto di brevetto:
· le invenzioni industriali
· i modelli di utilità
· le nuove varietà vegetali;
· le topografie di prodotto a semiconduttori (registrazione)
Sono numerosi i vantaggi economici derivanti da un brevetto:
- situazione di monopolio, seppur a tempo determinato, per lo sfruttamento esclusivo sul mercato dell'invenzione, con la conseguente realizzazione di utili di monopolio;
- possibilità di stipulare contratti di licenza con i quali si concedono ai licenziatari  i diritti di utilizzo dell'invenzione e il suo know-how tecnico in cambio di un compenso (diritto di licenza); tale soluzione consente, inoltre, di ammortizzare più rapidamente i costi di sviluppo;
- incremento del valore dell’impresa, essendo il brevetto un bene d’investimento immateriale nell’impresa;    consolidamento della posizione sul mercato e del potere contrattuale;
- guadagno in termini di competenza e di immagine e vantaggio tecnologico sulla concorrenza.
Sono brevettabili
- i più svariati prodotti: macchine e loro componenti, assemblaggio di parti singole, dispositivi di vario genere, sostanze chimiche, composti chimici, miscele di sostanze, farmaci, ecc.
La legge ammette esplicitamente la c.d. “invenzione di uso”, ossia la brevettabilità di una sostanza o di una composizione di sostanze già compresa nello stato della tecnica, purché in funzione di una nuova utilizzazione (ad esempio l’uso di un composto per la preparazione di un medicamento per la cura di una malattia);
- procedimenti intesi come processi di produzione o di lavorazione, procedimenti microbiologici, oppure l’applicazione di oggetti, dispositivi, prodotti chimici ecc. per determinati scopi o in determinati modi (ad esempio procedimento di preparazione di un composto chimico-farmaceutico).
 

Il brevetto, è uno strumento giuridico che conferisce un monopolio temporaneo di sfruttamento sull’invenzione oggetto del brevetto, consistente nel diritto esclusivo di realizzarlo, di disporne e di commercializzarlo, nonché di impedire a terzi di produrlo, utilizzarlo, metterlo in commercio, venderlo o importarlo. Il titolare del brevetto, durante il periodo di monopolio, possiede il diritto esclusivo di realizzare l’invenzione, di disporne e di farne oggetto di commercio, nonché di vietare a terzi di produrla, usarla, metterla in commercio, venderla o importarla.

Tuttavia il diritto sulla commercializzazione dei prodotti trova un limite nel principio di esaurimento: il titolare di un brevetto non può impedire che dopo la prima commercializzazione nel territorio dello Stato il prodotto continui a circolare e che altri lo mettano in vendita o comunque ne facciano uso, nel territorio di uno Stato membro della Comunità Europea o dello Spazio Economico Europeo. (Art.5 CPI).Possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni nuove che implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale, in particolare sono oggetto di brevetto:

· le invenzioni industriali

· i modelli di utilità

· le nuove varietà vegetali;

· le topografie di prodotto a semiconduttori (registrazione)

Sono numerosi i vantaggi economici derivanti da un brevetto:

- situazione di monopolio, seppur a tempo determinato, per lo sfruttamento esclusivo sul mercato dell'invenzione, con la conseguente realizzazione di utili di monopolio;

- possibilità di stipulare contratti di licenza con i quali si concedono ai licenziatari  i diritti di utilizzo dell'invenzione e il suo know-how tecnico in cambio di un compenso (diritto di licenza); tale soluzione consente, inoltre, di ammortizzare più rapidamente i costi di sviluppo;

- incremento del valore dell’impresa, essendo il brevetto un bene d’investimento immateriale nell’impresa;    consolidamento della posizione sul mercato e del potere contrattuale;

- guadagno in termini di competenza e di immagine e vantaggio tecnologico sulla concorrenza.

Ai sensi dell’art. 45 del c.p.i. “possono costituire oggetto di brevetto per invenzione le invenzioni nuove che implicano un’attività inventiva e sono atte ad avere un’applicazione industriale”. 
Si deve cioè trattare di un’opera creativa riferita a un problema tecnico, che deve soddisfare determinati requisiti fondamentali: deve essere nuova, scaturire da un’attività inventiva, deve essere atta ad avere un’applicazione industriale e essere lecita.  La legge richiede inoltre espressamente, tra i requisiti del brevetto, la sufficiente descrizione dello stesso.

Sono brevettabili

- i più svariati prodotti: macchine e loro componenti, assemblaggio di parti singole, dispositivi di vario genere, sostanze chimiche, composti chimici, miscele di sostanze, farmaci, ecc.
La legge ammette esplicitamente la c.d. “invenzione di uso”, ossia la brevettabilità di una sostanza o di una composizione di sostanze già compresa nello stato della tecnica, purché in funzione di una nuova utilizzazione (ad esempio l’uso di un composto per la preparazione di un medicamento per la cura di una malattia);

- procedimenti intesi come processi di produzione o di lavorazione, procedimenti microbiologici, oppure l’applicazione di oggetti, dispositivi, prodotti chimici ecc. per determinati scopi o in determinati modi (ad esempio procedimento di preparazione di un composto chimico-farmaceutico).

E' possibile proteggere un brevetto certamente in Italia e in ogni altro Paese industrializzato.
Ogni cittadino italiano residente in Italia e ogni impresa con sede legale in Italia può depositare una domanda di brevetto nazionale per l’Italia. 
Tali soggetti non possono, invece, senza autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, depositare le domande di brevetto esclusivamente presso gli Uffici di Stati esteri, l’Ufficio brevetti europeo o l’Ufficio Internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale in qualità di ufficio ricevente, qualora dette domande riguardino oggetti che potrebbero essere utili per la difesa del Paese, né depositarle presso tali uffici prima che siano trascorsi novanta giorni dalla data del deposito in Italia, o da quella di presentazione dell’istanza di autorizzazione.
I richiedenti stranieri (privati o imprese) possono depositare il loro brevetto in Italia solo se hanno un domicilio elettivo o una filiale in Italia, altrimenti tramite un agente brevettuale  in Italia.

studio legale coviello

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